Claudia Cardinale: compie 83 anni la diva “guerriera” dal fascino intramontabile

Claudia Cardinale all'inizio degli anni Sessanta Claudia Cardinale all'inizio degli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
Compie 83 anni Claudia Cardinale, diva simbolo del periodo d’oro del cinema italiano e attrice fra le più amate per fascino e temperamento. Musa ispiratrice di registi come Luchino Visconti, Federico Fellini, Sergio Leone, dal 1989 vive nella sua casa parigina con affaccio sulla Senna.

Gli esordi

Claudia Cardinale nasce a Tunisi il 15 aprile del 1938 da Yolanda e Francesco Cardinale, figli di immigrati siciliani. Nel 1957, in occasione della settimana del cinema italiano a Tunisi, viene eletta “più bella italiana di Tunisia”. Il premio del concorso è un viaggio a Venezia per partecipare alla Mostra del Cinema, dove la sua bellezza non passa inosservata allo sguardo attento di fotografi, produttori e registi.

Accetta l’offerta di frequentare a Roma il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, ma, sentendosi inadatta per la carriera di attrice, abbandona presto gli studi. Tra le cause anche la non piena padronanza della lingua italiana e il timbro della sua voce, particolarmente rauca e bassa. Quello che alla giovane Claudia sembrava un difetto, è negli anni divenuta una delle sue caratteristiche più riconosciute e apprezzate.

 

L'incontro con Franco Cristaldi

Su insistenza del padre, la giovane firma un contratto di esclusiva con la casa di produzione Vides di Franco Cristaldi che nel 1958 le offre la parte della protagonista femminile in I soliti ignoti di Mario Monicelli. Nello stesso anno l’attrice gira Un maledetto imbroglio di e con Pietro Germi. Ma è con la sua interpretazione in Audace colpo dei soliti ignoti (1959) di Nanni Loy che entra a far parte delle icone sexy del cinema italiano. Per alcuni è la Brigitte Bardot italiana, per altri incarna la naturale prosecuzione della femminilità di Anna Magnani, Gina Lollobrigida e Sofia Loren.

Nel 1966 sposa Franco Cristaldi, ma la loro relazione è tormentata e burrascosa. La Cardinale racconterà spesso di non essersi sentita davvero la compagna del produttore. Privata quasi della sua libertà personale e succube di un rapporto mai alla pari, dopo dieci anni di matrimonio arriva inevitabile la rottura.

 

L'anno della rivelazione

Il 1963 è per Claudia Cardinale l’anno della rivelazione. Prima recita ne La ragazza di Bube di Luigi Comencini, poi Luchino Visconti, con cui aveva lavorato in Rocco e i suoi fratelli (1960) le affida la parte di Angelica, la figlia del Sindaco di Donnafugata ne Il Gattopardo (Palma d’Oro a Cannes). Federico Fellini sceglie lei per dare vita ai fantasmi di Marcello Mastroianni in 8 ½ (Oscar come Miglior Film Straniero). È proprio grazie a Fellini che “ritrova” la sua voce per la prima volta, non essendo doppiata da altre attrici.

Anche Hollywood si accorge di lei. La sua prima interpretazione americana è Il circo e la sua grande avventura (1963) di Henry Hathaway, con Rita Hayworth e John Wayne, a cui farà seguito La Pantera Rosa (1963) di Blake Edwards, con Peter Sellers e David Niven. Nel 1965 Visconti la dirige nuovamente in Vaghe stelle dell'orsa e l’anno dopo esordisce nel western con I professionisti (1966) di Richard Brooks e recita accanto a Tony Curtis in Piano, piano non t'agitare (1967) di Alexander MacKendrick.

Successivamente appare soprattutto in film europei, lavorando con registi come Liliana Cavani, Christian-Jaque, Mauro Bolognini, Marco Ferreri, Henri Verneuil, Sergio Leone che la dirige in C'era una volta il West (1968) e Pasquale Squitieri, che diventerà suo compagno per oltre trent'anni e dalla cui relazione nascerà la figlia Claudine nel 1980.

«Con Pasquale ho recuperato una parte della mia vita che non ho vissuto: e cioè tutta la mia adolescenza, la mia spensieratezza, tutto quello che mi è stato impedito o mi sono impedita di vivere».

 

Una vita di successi

Nel 1972 è nel film western Le Pistolere, che diviene immediatamente cult anche per la presunta rivalità con la collega Brigitte Bardot. Sebbene la storia metta una contro l’altra, l’attrice ha ribadito più volte quanto siano andate d'accordo sul set.

Franco Zeffirelli la scrittura per il ruolo dell’adultera nella miniserie tv Gesù di Nazareth (1977), mentre nel 1982 Werner Herzog vuole lei per Fitzcarraldo, film di caratura internazionale girato in Amazzonia. Recita nell'Enrico IV (1984) di Marco Bellocchio ancora una volta al fianco di Mastroianni e in La Storia (1986) di Luigi Comencini, ruolo tra i più drammatici che abbia mai interpretato.

A trent’anni di distanza riprende il ruolo di Maria Gambrelli per Il figlio della Pantera Rosa (1993) di B. Edwards. Gli anni Novanta rappresentano un periodo di lavoro in produzioni francesi non distribuite in Italia e in miniserie per la tv quali Nostromo, Il deserto di fuoco e Mia per sempre.

 

Esperienze teatrali e riconoscimenti

Claudia Cardinale debutta sul palcoscenico nel 2000 con La Venexiana, messo in scena da Maurizio Scaparro. Nel 2002 è nei principali teatri italiani con Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello, per la regia di Pasquale Squitieri, e nel 2005 è la volta di La dolce ala della giovinezza di Tennessee Williams, regia di Philippe Adrien, Lo zoo di vetro (2006-2007) di T. Williams, regia di Andrea Liberovici, La strana coppia (2017-18) di Neil Simon, per la regia di Antonio Mastellone ed in cui recita con Ottavia Fusco.

La Mostra di Venezia le rende omaggio nel 1993 con il Leone d’Oro alla Carriera. Il Festival di Berlino le assegna l'Orso d’Oro nel 2002.

Si lascia intervistare da Carlo Verdone per il documentario su Alberto Sordi, intitolato Alberto il Grande (2013), avendo lavorato con l’attore in Le fate (1966) di Mario Monicelli, Nell'Anno del Signore (1969) di Luigi Magni, Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata (1971) di Luigi Zampa, e Il comune senso del pudore (1976), diretto dallo stesso Sordi.

 

Claudia Cardinale: una donna libera

Anticonformista e indipendente, spiritosa e bellissima, Claudia Cardinale ha attraversato la settima arte con stile, personalità e una grinta fuori del comune, diventando simbolo per tutte le donne che rifiutano di adeguarsi alle richieste di un “mercato della bellezza che non ha rughe”.

«Il passare del tempo va accettato: detesto chi si affida alla chirurgia. E, comunque, sono troppo presa a vivere per preoccuparmi di altro», ha dichiarato in una intervista.

La sua è stata una continua lotta per l’indipendenza e per il riconoscimento della parità di trattamento nel lavoro e contro l’abuso di potere maschile e le discriminazioni in ogni ambito, da quello affettivo a quello professionale.

L’attrice ha anche conosciuto il dolore di uno stupro in Tunisia, quando aveva diciassette anni, da cui nacque il primogenito Patrick. Inizialmente tenuto nascosto al pubblico, per anni è stato addirittura presentato come suo fratello minore. La Cardinale rivelò la verità in un’intervista a Enzo Biagi nel 1967. Una maternità a cui non volle rinunciare e che le ha cambiato la vita. Le sue parole: «È stato per mio figlio che mi sono decisa a fare cinema».

Claudia Cardinale è mamma e nonna molto presente. Ambasciatrice dell’Unesco a favore dei bambini in Cambogia, sostiene da anni le cause per il riconoscimento dei diritti dell’infanzia e delle donne.

Pubblicato in Cinema

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