Colin Firth compie 60 anni

Colin Firth in "Il discorso del Re" di Tom Hooper Colin Firth in "Il discorso del Re" di Tom Hooper
Il grande attore britannico, interprete di film come “Valmont” di Milŏs Forman, “Il paziente inglese” di Anthony Minghella, “Shakespeare in Love” di John Madden, “L’importanza di chiamarsi Ernesto” e “Dorian Gray” di Oliver Parker, “La ragazza con l’orecchino di perla” di Peter Webber, “A Single Man” di Tom Ford, “Il discorso del re” di Tom Hooper, “La talpa” di Tomas Alfredson, “The Happy Prince - L’ultimo ritratto di Oscar Wilde” di Rupert Everett, “Il ritorno di Mary Poppins” di Rob Marshall, “Kursk” di Thomas Vinterberg, “Il giardino segreto” di Marc Munden  e molti altri, compie sessant’anni.

Nato a Grayshot - nell’Hampshire - nel 1960 Colin Firth ha doppia cittadinanza inglese e italiana: i genitori, entrambi professori universitari, sono cresciuti in India, essendo sia la nonna materna sia il nonno paterno - un prete anglicano - attivi come missionari all’estero. Trascorre la sua infanzia dapprima in Nigeria, dove suo padre lavorava come insegnante, e poi nel Missouri.

Il suo debutto avviene nel 1983 al Queen’s Theatre di Londra con la pièce Another Country, di Julian Mitchell - regia di Stuart Burge - e l’anno seguente esordisce al cinema con la versione cinematografica della stessa opera, regia di Marek Kanievska ed in cui recita con Rupert Everett.

Lavorerà ancora a teatro per oltre un decennio con La strada solitaria (1984) di Arthur Schnitzler - regia di Christopher Fetts -, Desiderio sotto gli olmi (1986), di Eugene O’Neill - regia di Patrick Mason -, Il guardiano (1991) di Harold Pinter - regia di H. Pinter medesimo -, Che disgrazia l’ingegno! (1992), di Aleksandr Sergeevič Griboedov,

Al cinema interpreta Un mese in campagna (1987) di Pat O’Connor, tratto dal libro omonimo di Joseph Lloyd Carr ed interpretato anche da Kenneth Branagh e Natasha Richardson (figlia di Vanessa Redgrave e Tony Richardson e moglie di Liam Neeson, scomparsa nel 2007 a soli quarantasei anni).

Nel 1989 lo troviamo nel ruolo di protagonista in Valmont, di Milŏs Forman, con Annette Bening e Meg Tilly - ispirato al romanzo settecentesco Les liaison dangereuses (Le relazioni pericolose) di Ambroise-François Choderlos de Laclos, considerato uno fra i capolavori della letteratura francese - Nomination all’Oscar e Premio César per i migliori costumi. Il romanzo è stato più volte portato sul grande schermo. La versione più nota è senz’altro Le relazioni pericolose (1988), di Stephen Frears, con Glenn Close, John Malkovich e Keanu Reeves, e che vince un Oscar per la Miglior Sceneggiatura Non Originale (Christopher Hampton).

Raggiunge il successo internazionale nel ’95 con la sua superlativa performance di Mr. Darcy nella miniserie televisiva in sei puntate Orgoglio e Pregiudizio, tratta dal celebre romanzo omonimo di Jane Austen e prodotta dalla BBC.

L’anno seguente recita nel pluripremiato Il paziente inglese (1996) di Anthony Minghella, tratto dal libro omonimo dello scrittore canadese Michael Ondaatje ed interpretato anche da Juliette Binoche, Ralph Fiennes, Kristin Scott Thomas e Willem Defoe. Il film è stato inserito dal British Film Institute nella lista dei cento migliori film britannici del Novecento.

Dopo Febbre a 90° (1997) di David Evans, film a tema calcistico tratto dal libro omonimo di Nick Hornby, e Shakespeare in Love (1998) di John Madden, con Gwyneth Paltrow (Oscar come Miglior Attrice Protagonista), interpreta - insieme a Hugh Grant e Renée Zellweger - Il diario di Bridget Jones (2001) di Sharon Maguire, tratto dal libro omonimo di Helen Fielding che ha preso ispirazione dalla già citata miniserie Orgoglio e Pregiudizio – e nei due sequels Che pasticcio, Bridget Jones! (2004) di Beeban Kidron e Bridget Jones’s Baby (2016) di S. Maguire.

Nel 2002 interpreta la versione cinematografica di una fra le migliori e più note commedie di Oscar Wilde, The Importance of Being Earnest (L’importanza di chiamarsi Ernesto) di Oliver Parker, il quale sette anni dopo lo dirigerà nuovamente in Dorian Gray - con Rupert Everett e Judy Dench -, anch’esso tratto da Oscar Wilde.

Nel 2003 lo troviamo in Una ragazza e il suo sogno di Dennie Gordon, remake di Come sposare una figlia (1958) di Vincente Minnelli - con Rex Harrison, Kay Kendall, Sandra Dee, John Saxon e Angela Lansbury - e, l’anno seguente, in La ragazza con l’orecchino di perla (2004) di Peter Webber, con Scarlett Johannson, ed ispirato alla vita del seicentesco pittore olandese Jan Vermeer ed alla storia del dipinto omonimo.

Nel 2007 recita nello storico L’ultima legione, di Doug Lefler, che si svolge nel periodo della fine dell’Impero Romano d’Occidente e parzialmente ispirato al romanzo omonimo di Valerio Massimo Manfredi, e in Quando tutto cambia di Helen Hunt (al suo esordio alla regia), con Bette Midler, Matthew Broderick e H. Hunt medesima.

Nel 2008, oltre alla “screwball comedy” Un marito di troppo, di Griffin Dunne, con Uma Thurman e Sam Shepard, recita con Meryl Streep e Pierce Brosnan in Mamma mia! di Phyllida Lloyd, adattamento dell’omonimo musical e con le musiche del gruppo svedese Abba, - entrambi ispirati al film Buonasera, signora Campbell (1958) di Melvin Frank - ed a cui seguirà, un decennio dopo, Mamma Mia, ci risiamo! (2018) di Ol Parker.

Per A Single Man (2009) di Tom Ford, tratto dal romanzo Un uomo solo di Christopher Isherwood, ed in cui recita con Julianne Moore e Matthew Goode, ottiene una Nomination all’Oscar come Miglior Attore Protagonista e vince la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia.

Fra il 2010 e il 2011 riceve una serie di riconoscimenti come Miglior Attore Protagonista, fra cui il Premio Oscar per Il discorso del Re (2010) di Tom Hooper - in cui recita con Helena Bonham Carter ed un bravissimo Geoffrey Rush - nel ruolo del re inglese Giorgio VI, condizionato dalle sue difficoltà di balbuzie che gli rendono difficile tenere un discorso in pubblico.

Affianca il protagonista Gary Oldman nel film di spionaggio La Talpa (2011) di Tomas Alfredson, tratto dal libro omonimo (1974) John Le Carré.

Nel 2012 interpreta Gambit - Una truffa a regola d’arte di Michael Hoffman, sceneggiatura di Ethan e Joel Cohen, ed interpretato anche da Cameron Diaz, Alan Rickman e Stanley Tucci, remake di Gambit - Grande furto al Semiramis (1966) di Ronald Neame con Michael Caine e Shirley MacLaine.

È protagonista - insieme a Nicole Kidman - di Le due vie del destino - The Railway Man (2013) di Jonathan Teplitzky, tratto dal libro omonimo di Eric Lomax, militare inglese che racconta la sua dura esperienza durante la Seconda guerra mondiale e nei campi giapponesi.

Nel 2014 viene diretto da Woody Allen in Magic in the Moonlight, con Emma Stone.

Nel 2018, oltre al già citato Mamma Mia, ci risiamo, ritorna all’argomento “Oscar Wilde” interpretando The Happy Prince - L’ultimo ritratto di Oscar Wilde di Rupert Everett (al suo esordio alla regia), il quale ne firma anche la sceneggiatura e lo interpreta. Nello stesso anno è nel cast di Il ritorno di Mary Poppins di Rob Marshall, tratto da Mary Poppins ritorna (1935) di Pamela Lyndon Travers, la quale, con una lunghissima controversia, ne ha ostacolato una precedente realizzazione, e Kursk di Thomas Vinterberg, che narra la drammatica vicenda dell’incidente dell’omonimo sottomarino russo, avvenuta nell’agosto 2000 e narrata da Robert Moore nel libro A Time to Die.

Nel 2019 interpreta Il giardino segreto di Marc Munden, tratto dal libro omonimo (1910) di Frances Hodgson Burnett e sesto remake dalla prima versione del 1949. L’uscita del film viene rinviata ad agosto 2020 a causa dell’emergenza sanitaria connessa alla pandemia Covid-19.

Fra gli altri film ricordiamo Apartament Zero (1988) di Martin Donovan, La fidanzata ideale (2000) di Eric Styles, sceneggiatura tratta dalla commedia teatrale omonima di Noël Coward, Hope Springs (2003) di Mark Herman, Love Actually (2003) di Richard Curtis, film a episodi interpretato anche da Hugh Grant, Emma Thompson, Liam Neeson, Keira Knightley, Alan Rickman, False verità (2005) di Atom Egoyan, And When Did You Last See Your Father (2007) di Anand Tucker, tratto dal best seller omonimo di Blake Morrison e presentato alla Festa Cinema di Roma, St. Trinian’s (2007) ed il sequel St. Trinian’s 2 - La leggenda del tesoro segreto (2009) di Oliver Parker e Barnaby di e con Rupert Everett, Un matrimonio all’inglese (2008) di Stephan Elliot, con Kristin Scott Thomas e Jessica Biel, ispirato alla pièce teatrale di Noël Coward Virtù facile (1924) - da cui Alfred Hitchcock trasse l’omonimo film muto del 1928 - A Christmas Carol (2009) di Robert Zemeckis, tratto da Charles Dickens, Before I Go to Sleep (2014) di Rowan Joffé, tratto dal bestseller omonimo (2011) di S. J. Watson, Kingsman - Secret Service di Matthew Vaughn - il quale nel 2017 ne girerà il sequel Kingsman - Il cerchio d’oro - tratti dalla miniserie a fumetti The Secret Service di Mark Millar e Dave Gibbons, Il mistero di Donald C. (2018) di James Marsh, con Rachel Weisz, che narra la vicenda della partecipazione dell’imprenditore velista Donald Crowhurst alla Golden Globe Race del 1968.

Attivo anche in televisione, fra il 1984 e il 2007, oltre alle miniserie Orgoglio e Pregiudizio e Nostromo (1996) di Alastair Red, recita in alcune serie (Crown Court - 1984 -, Hallmark Hall - 1984-87 -, Lost Empires - 1986 -, The Play on One - 1991 -, Ruth Rendell Mysteries - 1994 -, Performance - 1994-97) ed in vari film tv (ricordiamo Tales from the Hollywood Hills: Pat Hobby Teamed with Genius, - 1987 - di Rob Thompson, tratto da The Pat Hobby Stories di Francis Scott Fitzgerald, Tumbledown - 1988 - di Richard Eyre, Donovan Quick - 1998 - di David Blair, lo storico-drammatico Conspiracy - Soluzione finale - 2001 - di Frank Pierson, con Kenneth Branagh e Stanley Tucci).

È produttore di due film: Il diritto di uccidere (2015) di Gavin Hood, con Helen Mirren e Alan Rickman, e che affronta il tema dell’uso dei droni in guerra, e Loving - L’amore deve nascere libero (2016) di Jeff Nichols, ispirato al documentario The Loving Story, sulla questione interraziale negli Stati Uniti di fine anni Cinquanta.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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