Concluso con successo il MedFilm Festival a Roma

Concluso con successo il MedFilm Festival a Roma
Si è conclusa a Roma il 12 novembre la XXIIma edizione del MedFilm  Festival, la rassegna cinematografica di artisti  “mediterranei”, diretta da Ginella Vocca, iniziata il 4 novembre, tenutasi  presso il cinema Savoy e il museo MACRO.

Eloquente il disegno simbolo di quest’anno, che raffigura un mucchio di giovani abbarbicati allegramente e goffamente su un motorino.  Nella sua semplicità e delicata ironia, il disegno dell’artista di graffiti franco-algerino Bilal Berreni richiama la vitalità della gioventù della rivoluzione ed il suo desiderio di libertà. Questo  desiderio di libertà della gente dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo,  e la riflessione critica sulla società contemporanea di quei luoghi, con le sue problematiche ed aspirazioni, è stato il filo conduttore del Festival articolato in tre sezioni principali: Concorso Ufficiale “Premio Amore e Psiche”, Concorso Internazionale Documentari “Premio Open Eyes” e Concorso Internazionale Cortometraggi “Premio Methexis” e “Premio Cervantes”. Il Concorso Ufficiale “Premio Amore e Psiche”, curato da Giulio Casadei, comprende nove film di cinema di genere. 

Per il melodramma citiamo l’egiziano Brooks, meadows and lovely faces, di Yoursy Nasrallah, film di apertura della mostra, in anteprima italiana.

Dalla storia, che tratta di amori, tresche, sesso e cibo, traspare l’anima politica e ribelle dell’autore,  già protagonista  attivo della primavera araba.

Storia d’amore anche il film tunisino Hedi, di  Mohamed Ben Attia, un’analisi sentimentale della gioventù tunisina dopo la rivoluzione.  Il film ha già vinto l’Orso d’Argento a Berlino 2016 per la miglior interpretazione di  Majd Mastoura.

In Inversion, film  iraniano, di Behnam  Behzadi, una donna innamorata tenta di portare a termine le sue scelte di vita, affrontando  quello che di regola prospetta la mentalità tradizionalista familiare ad una donna sola e single.

L’italiano Accabadora, di Enrico Pau, racconta la storia di una donna molto innamorata, che aspetta una telefonata per giornate intere.  Le sue emozioni sono incastonate nella staticità della vita di un piccolo e rurale paese della Sardegna. Il Concorso Internazionale Documentari  “Premio Open Eyes”, curato per la sesta edizione consecutiva da Gianfranco Pannone, ha selezionato dieci film dal carattere socio- politico, uniti dal tema della memoria.

Tra i più significativi spiccano Between fences, di Avi Mograbi, israeliano, che tratta dei flussi migratori; il palestinese A magical substance flows into me, di Jumana Manna, che trascina lo spettatore in un passato denso e ancora vivo.

L’algerino Atlal di Djamel  Kerkar, che mostra un villaggio ridotto a rovine dalla guerra civile, mentre il più lieve  Zaineb hates the show, di Kaouther  Ben Hania, racconta di una vivace bambina borghese che vive a Tunisi, che un giorno si vede costretta  a trasferirsi nel freddo e poco amato Canada con la sua famiglia.

Il film che ha rappresentato l’Italia è Delta Park, di Mario Brenta e Karine de Villers, e racconta la storia di alcuni rifugiati  che stazionano in un albergo  in attesa di una destinazione, mentre il tempo passa troppo lentamente. 

Della selezione ufficiale del Concorso Internazionale Cortometraggi  "Premio Methexis”   e “Premio Cervantes”, curato da Alessandro Zoppo , hanno fatto parte 20 corti, di cui 16 anteprime italiane, tra i quali il libanese Silence, il portoghese Balada de un batraquido, lo sloveno A new home e il marocchino Alleurs.

Pubblicato in Cinema
Alberto Esposito

Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei Pubblicisti del Lazio da Marzo 2004.
Si occupa di montaggio, postproduzione, dirette televisive, registrazioni in studio, editing audio e video.
Collabora ed ha collaborato con diversi quotidiani tra cui Italia Sera, La voce e Il Romanista

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