David Cronenberg Leone d'Oro alla Carriera

una scena di "Scanners" una scena di "Scanners"
Il grande sceneggiatore e regista canadese, noto per aver diretto film quali “Scanners”, “Videodrome”, La zona morta”, “La mosca”, “Inseparabili”, “Il pasto nudo”, “Crash”, “A History of Violence”, “La promessa dell’assassino” ed altri, è stato premiato con il Leone d’Oro alla Carriera nel corso della settantacinquesima Mostra del Cinema di Venezia.

Nato a Toronto nel marzo 1943, dopo studi scientifici, alla fine degli anni Sessanta realizza due cortometraggi (Transfer - 1966 - e From the Drain - 1967) prima di arrivare alla televisione, dove dirige altri cortometraggi (Jim Ritchie Sculptor - 1971 -, Letter From Michelangelo - 1971 -, Tourettes - 1971, Don Valley - 1972 -, Fort York - 1972 -, Lakeshore - 1972 -, Winter Garden - 1972 -, Scarboroughs Bluffs - 1972 -, In the Dirt - 1972) ed alcuni episodi di telefilm come Program X (1972), Peep Show (1975) e Teleplay (1975).  

Dopo i suoi primi due film (Stereo - 1969 - e Crimes of the Future - 1970), con Il demone sotto la pelle (1975) e Rabid - Sete di sangue (1977) dimostra una grande padronanza del linguaggio horror, fondendo il tema del vampirismo con interessanti riferimenti alla corporeità.

Con Scanners (1981) indaga la telepatia come strumento di controllo sociale e come arma violenta, mentre il suo talento visionario si arricchisce di riflessioni filosofiche e sociali con il successivo Videodrome (1983), che sconvolge le normali categorie percettive di realtà ed immaginazione, nonché profetizza fenomeni come gli snuff-movies e le cybertecnologie.

Dopo La zona morta (1983), versione cinematografica del libro omonimo di Stephen King (tre anni dopo il celebre Shining di Stanley Kubrick, anch’esso tratto da S. King), nel 1986 dirige La mosca, remake de L’esperimento del dottor K (1958) di Kurt Neumann, ed ulteriore declinazione della sua ricerca sulla mutazione genetica e sul rapporto fra corpi e macchine.

Due anni dopo, con Inseparabili (1988) si avvicina al mélo per raccontare un triangolo impossibile fra due gemelli ginecologi ed una loro paziente.

Il pasto nudo (1991), tratto dal libro omonimo di William Burroughs, è una coraggiosa contaminazione di genere sul tema della dipendenza.

Nel ’93, con M. Butterfly, indaga l’idea della sessualità umana come pura invenzione cerebrale e tre anni dopo, con Crash (1996), tratto dal libro omonimo di James Ballard, realizza uno straordinario incontro fra sesso e morte, erotismo e tecnologia biologia e meccanica.

Il successivo eXistenZ (1998) rappresenta un ulteriore approfondimento dell’incerto confine percettivo fra realtà e fantasia, con interessanti intuizioni connesse alla simulazione virtuale ed al mondo dei videogiochi. Nel 2002 dirige Spider, tratto dal libro omonimo di Patrick McGrath, in cui propone un’originale soluzione visiva al tema della memoria e del ricordo, mentre tre anni dopo, con A History of Violence (2005) si rifà ad un fumetto di John Wagner, per raccontare la vicenda di un uomo qualunque il quale, dopo aver ucciso un rapinatore per legittima difesa, viene trasformato dai media in una sorta di “eroe nazionale”.

Con La promessa dell’assassino (2007) disegna una storia che si svolge nell’ambiente della mafia russa in Inghilterra, testando sul corpo del protagonista Nikolaj (interpretato da un ottimo Viggo Mortensen) e degli altri personaggi una sorta di “fenomenologia della violenza” che fa del film una fra le sue opere più mature (insieme al precedente e già citato Crash, La promessa dell’assassino è considerato quasi all’unanimità come uno fra i suoi capolavori).

In epoche più recenti ha diretto A Dangerous Method (2011), Cosmopolis (2012), il cortometraggio The Nest (2013) e Maps to the Stars (2014).

La produzione di David Cronenberg disegna un percorso autonomo nel panorama cinematografico contemporaneo, rappresentando una continua ricerca dei limiti del visibile ed una razionale interrogazione sulle meccaniche del desiderio in una società in cui l’innovazione tecnologica produce mutazioni patogene sul corpo e sulle sue capacità di percezione.

Come attore, oltre che nel già citato La mosca, a partire dagli anni Ottanta è apparso in film come Tutto in una notte (1985) di John Landis, Cabal (1990) di Clive Barker, Boozecan (1994) di Nicholas Campbell, Henry & Verlin (1994) di Gary Ledbetter, Il verdetto della paura (1994) di Heywood Gould, Da morire (1995) di Gus Van Sant, Blood & Donuts (1995) di Holly Dale, il televisivo Moonshine Highway (1996) di Andy Armstrong, The Stupids (1996) di John Landis, Extreme Measures - Soluzioni estreme (1996) di Michael Apted, The Grace of God (1997) di Gérald L’Ecuyer, Last Night (1998) di Don McKellar, Resurrection (1998) di Russell Mulcahy, il televisivo Il giudice (2001) di Mick Garris, Jason X - Il male non muore mai (2002) di James Isaac, La versione di Barney (2010) di Richard J. Lewis.  

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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