"El Número Nueve" Il docufilm su Gabriel Omar Batistuta

Carlo Verdone e Gabriel Omar Batistuta Carlo Verdone e Gabriel Omar Batistuta M. Riccardi © AGR
Alla Festa del Cinema di Roma è stato presentato il docufilm "El Número Nueve", scritto e diretto da Pablo Benedetti e prodotto dall’azienda cinematografica fiorentina SenseMedia, che ripercorre la carriera dell’ex calciatore argentino Gabriel Omar Batistuta dai suoi primi passi in Argentina fino allo sbarco in Italia e all’esperienza in Qatar.

"Avevo voglia di raccontarmi – dichiara Batistuta motivando il perché della realizzazione del documentario - mi ero sempre nascosto anche per proteggere la famiglia e i miei bambini, era il mio modo di difendermi. Ora voglio raccontare la mia storia alla generazione che non mi conosce. Ho quattro figli adolescenti, fanno fatica a scegliere cosa fare nella vita. Per me è stato semplice, quando ho capito che volevo fare il calciatore mi sono impegnato al massimo. Quando ho iniziato sapevo poco di calcio, a parte calciare, ho sempre rincorso i miei compagni più tecnici e allenati, vedevano la partita da un'altra prospettiva. Ho speso più di metà carriera a imparare. Quando durante l'allenamento provavo a fare delle cose, a prescindere che ci riuscissi o meno, tornavo a casa contento perché è l'intenzione che ti fa sentire vivo. Lo voglio raccontare ai ragazzi che vedono noi calciatori in copertina con le macchine belle e i tifosi ma nessuno ci vede dietro, quando lasciamo le nostre famiglie, ci fa male la caviglia e giochiamo lo stesso, e in campo non ti sono riuscite le cose che volevi, i tifosi ti mandano a quel paese e ne soffri. Io sono stato fortunato, ma ci son tanti calciatori che fanno sacrifici senza avere il successo"

Nato ad Avellaneda il 1° febbraio 1969, Batistuta mosse i primi passi nel mondo del pallone a 16 anni, militando nel Newell’s Old Boys e successivamente nelle due grandi rivali di Buenos Aires, nonché le due squadre di più grande spessore d’Argentina: il River Plate (1989/1990) e Boca Juniors (1990/1991). Dopo l’esperienza in terra natia Batistuta approda in Italia, e si consacra a Firenze, alla Fiorentina dove in 10 anni colleziona 331 presenze condite da 203 diventando simbolo di una squadra vincendo 1 Coppa Italia ed una Supercoppa Italiana. Nel 2001 passando alla Roma, Batigol, trascina i giallorossi alla vittoria dello scudetto e della Supercoppa Italiana mettendo a segno 33 reti in 87 partite. Ultima tappa italiana di Batistuta è Milano, all’Inter esperienza non molta positiva (2 reti in 12 presenze), condizionata dai tanti infortuni che hanno perseguitato il bomber argentino in tutta la sua carriera. A tal proposito durante la presentazione del docufilm Batistuta ha dichiarato: Le mie caviglie sono fragili per costituzione. Non ho mai potuto giocare al cento per cento. Sono stato torturato dalle distorsioni. Andavo avanti a furia di infiltrazioni e antidolorifici. L'impegno con la società, con il pubblico, con me stesso era troppo importante. Scendevo in campo in condizioni impossibili. Ero il Re Leone, Batigol il guerriero e stringevo i denti".

Il Re Leone, ha combattuto e ha vinto e lo ha fatto sempre sostenuto dall’immenso amore dei tifosi verso di lui. Un legame forte ancora adesso: “Dopo vent'anni che ho smesso con il calcio la mia immagine è ancora in giro e questo è un motivo di soddisfazione. Non è che accendi domenica la televisione e mi vedi, è una grande soddisfazione non essere dimenticato, significa che qualcosa ho lasciato, qualche emozione l'ho regalata. Ho sempre fatto vedere alle persone che ero simile a loro. Non sono mai stato visto come un Messi o un Ronaldo, che erano nati calciatori. Io ho dovuto lavorare parecchio, faticare come un dottore che studia, un muratore che si alza presto. E la gente rispetta questa mia normalità. Se vai in campo vuoi vincere per te stesso ma soprattutto per la gente. Non sempre ci riesci ma ce la metti tutta e tutto quel che cerchi da parte dei tifosi è il rispetto. Mi vogliono bene a Roma e a Firenze, significa che sono stato capace di trasmettere emozioni, è una cosa bella che non tutti hanno, malgrado i sacrifici, forse è una questione di carisma, o di trasmettere in modo trasparente i propri sentimenti, non so”.

Non manca una vena polemica nelle parole di Batistuta quando parla del mondo del calcio, di oggi: “Trent'anni fa ero così immerso nel mio cercare di fare meglio che vedevo poco quel che c'era fuori e che riguardava la politica e la dirigenza. Il calcio non è mai stato un divertimento, magari lo era in allenamento ma la domenica sceglievi in campo e c'era gente che aveva pagato per vedermi e io sentivo questa pressione, questa responsabilità e volevo che tornasse a casa contenta. Forse era un pensiero limitato, ma ho vissuto così. Oggi che sono fuori dal campo di calcio vedo le cose che prima non vedevo, mi piacciono poche cose, è un mondo sommerso nel business, ci sono cose poco trasparenti e comportamenti non corretti. Sono capace di muovermi anche in questo ambiente, so difendermi ma non è questo il mio modo di fare”. 

Non mancano nemmeno belle parole per grandi rivali di sfide intensissime, Mihajlovic e Vialli, e per compagni con cui si è vinto tanto come Francesco Totti: Spero che Mihailovic starà bene, vedo nelle partite che lo accompagnano, gli fanno sentire che gli sono vicino. Ne approfitto per salutare lui e Vialli, hanno dato tanto e si meritano di essere accompagnato nei momenti difficili. Quando usciamo di scena e siamo soli è difficile trovare chi ti accompagna “– continua Batigol poi parlando di Totti - So che è dura capire che non sei più il protagonista, che la gente vede altro. I miei problemi di salute mi hanno aiutato a smettere, ma lui avrebbe potuto continuare a giocare, non a livello di serie A ma poteva. Non ho consigli per lui, nei primi anni piangevo se pensavo al pallone. Ho cercato la mia strada, vivere in campagna tra mucche e vitelli, ho preso il brevetto da pilota, pian piano ho imparato a capire che c'è una vita al di fuori del calcio, che c'è un'altra vita che è anche bella. Che il pallone è tanto ma non è tutto. Che puoi viaggiare e goderti i figli che crescono in fretta. Ci sono cose semplici e bellissime". 

Pubblicato in Cinema

Fotonews

ANA presenta I musei di Roma

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI