Erin Brockovich - Forte come la verità di Steven Soderbergh compie 20 anni

Julia Roberts e Albert Finney in "Erin Brockovich" Julia Roberts e Albert Finney in "Erin Brockovich"
Vent’anni fa usciva nelle sale cinematografiche americane il grande film di Steven Soderbergh interpretato da Julia Roberts (Oscar come Miglior Attrice Protagonista), Albert Finney e Aaron Eckhart e candidato ad altri quattro Premi Oscar.

La vicenda comincia nel 1993, con la protagonista reduce da un incidente stradale ed un processo in corso per stabilire responsabilità. La donna si affida al burbero e navigato avvocato Ed Masry, ma il procedimento si conclude a suo sfavore. Erin, trentenne madre di tre bambini, con due divorzi alle spalle ed ora disoccupata, non si arrende e riesce ad ottenere un impiego proprio nell’ufficio di Masry che, pur non vedendola di buon occhio, decide di darle una possibilità. La neo assunta si trova così a curare dei files connessi ad un caso che riguarda la Pacific Gas and Electric Company, una compagnia che ha inquinato le falde acquifere di Hinkley, una cittadina californiana, decimando residenti, i quali si sono ammalati di tumore e sono stati ingannati in maniera delinquenziale con promesse e referti medici falsi. Erin si butta a capofitto nel caso, mentre la sua vita privata migliora di molto dopo l’incontro con il motociclista George, il quale si prende cura dei suoi bambini mentre lei lavora. Con il trascorrere dei giorni e delle settimane, a poco a poco smaschererà un losco giro di corruzione ed entrerà in contatto con i vari abitanti della zona contaminata. Le insidie nel lottare contro una compagnia da milioni di dollari di fatturato sono enormi, ma Erin troverà un grande alleato proprio in Masry, ormai conquistato dalla sua bravura e dalla sua forza di volontà, e deciso a chiudere la carriera lottando per una buona causa.

Il film di Steven Soderbergh è un titolo prezioso i cui echi narrativi si ritrovano anche nel recente Cattive acque (2019) di Todd Haynes, con Mark Ruffalo, Anne Hathaway, Tim Robbins, Bill Camp, Victor Garber, Mare Winningham, Bill Pullman, William Jackson Harper, Louisa Krause.

Non a caso, come nella miglior tradizione del cinema d’inchiesta (pensiamo ad esempio ai grandi film americani sul giornalismo - Quarto potere di Orson Welles, L’asso nella manica di Billy Wilder, L’ultima minaccia di Richard Brooks, Un volto nella folla di Elia Kazan, Prima pagina di B. Wilder, Quinto potere di Sidney Lumet, Tutti gli uomini del Presidente di Alan J. Pakula, Sindrome cinese di James Bridges, Diritto di cronaca di Sydney Pollack, Sotto tiro di Roger Spottiswoode, Broadcast News - Dentro la notizia di James L. Brooks – o a grandi courtroom movies come La parola ai giurati di Sidney Lumet, Anatomia di un omicidio di Otto Preminger, Vincitori e vinti di Stanley Kramer, Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan, tratto dal bellissimo libro omonimo - Premio Pulitzer - di Harper Lee, o Il verdetto di S. Lumet, tratto dal libro omonimo di Barry Reed, un precursore di scrittori quali John Grisham e Scott Turow) entrambi i film si rifanno a vicende realmente avvenute e che hanno avuto come protagoniste figure caparbie ed incorruttibili, pronte a tutto per lottare per una buona causa ed in nome di un fine superiore.

La vera Erin Brockovich (classe 1960) trova una magnifica interprete in Roberts, entrata totalmente in un ruolo tutt’altro che facile e che ha riscosso un meritatissimo successo sia di pubblico sia di critica.

Steven Soderbergh, come in quasi tutti i suoi film, è bravissimo nel rendere incisivi i propri personaggi, Erin Brockovich è un film solido e accattivante che, lungi dall’avere una retorica fine a se stessa ed autoreferenziale, è abilissimo nel dosare ritmo e atmosfere, con una costante tensione drammatica costante che accompagna la caparbia missione di giustizia della protagonista. Le due ore e dieci minuti di visione vanno in un continuo crescendo, limando gli eccessi per un equilibrio narrativo ulteriormente rafforzato da una solida e calibrata impronta stilistica.

Emozioni ed impegno civile si fondono dando vita ad un ritratto ricco di sfumature, dettagli, sottigliezze ed introspezione psicologica, in cui Julia Roberts trova un coprotagonista d’eccezione: il grande Albert Finney (1936-2019, Gli sfasati - 1960 - e Tom Jones - 1963 - di Tony Richardson, Sabato sera, domenica mattina - 1960 - e La doppia vita di Dan Craig - 1964 - di Karel Reisz, I vincitori - 1963 - di Carl Foreman, Due per la strada - 1967 - di Stanley Donen, La più bella storia di Dickens - 1970 - di Ronald Neame, Sequestro pericoloso - 1971 - di Stephen Frears, Alpha Beta - 1973 - di Anthony Page, il celebre Assassinio sull’Orient Express - 1974 - di Sidney Lumet, tratto dal libro omonimo di Agatha Christie del ’34, I duellanti - 1977 - di Ridley Scott, Looker - 1981 - di Michael Crichton, Spara alla luna - 1982 - di Alan Parker, Annie - 1982 - e Sotto il vulcano - 1984 -, di John Huston, Il servo di scena - 1983 - di Peter Yates, Un ostaggio di riguardo - 1987 - di Alan J. Pakula, Crocevia della morte - 1990 - di Joel e Ethan Coen, Cambiar vita - 1993 - di Bruce Beresford, I ricordi di Abbey - 1994 - di Mike Figgis, Un sogno senza confini - 1995 - di P. Yates, Washington Square - L’ereditiera - 1997 - di Agnieszka Holland, La colazione dei campioni - 1998 - di Alan Rudolph, Inganni pericolosi - 1998 - di Matthew Warchus, Hemingway, the Hunter of Death - 2001 -, di Sergio Dow, Guerra imminente - 2002 - di Richard Loncraine, Big Fish - Le storie di una vita incredibile - 2003 - di Tim Burton, A Good Year - Un’ottima annata - 2006 - di R. Scott, Amazing Grace - 2006 - di Michael Apted, The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo - 2006 - di Paul Greengrass, Onora il padre e la madre - 2007 - di S. Lumet - alla sua ultima regia -, The Bourne Legacy - 2012 - di Tony Gilroy, Skyfall - 2012 - di Sam Mendes) superlativo nel ruolo dell’avvocato Ed Masry (Nomination all’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista - e sicuramente avrebbe meritato che quella candidatura si trasformasse in Oscar).

Molto bravo anche il giovane Aaron Eckhart (Ogni maledetta domenica - 1998 - di Oliver Stone, La promessa - 2001 - di Sean Penn, The Missing - 2003 - di Ron Howard, Black Dahlia - 2007 - di Brian De Palma, No Reservations - 2007 - di Scott Hicks, Il cavaliere oscuro - 2008 - di Christopher Nolan, Sully - 2016 - di Clint Eastwood, Midway - 2019 - di Roland Emmerich), nel ruolo di George, il motociclista vicino di casa di Erin e poi suo compagno.

Erin Brockovich appare nel film nel ruolo di una cameriera di fast food. Sulla spilla che indossa sulla divisa è scritto il nome Julia (le due donne - Erin Brockovich e Julia Roberts - in tale scena si invertono i nomi).

Tratto da una storia vera, il film ha avuto cinque Nomination agli Oscar: Miglior Film, Miglior Regia (Steven Soderbergh), Miglior Sceneggiatura originale (Susannah Grant); Miglior Attrice Protagonista (vinto da Julia Roberts); Miglior Attore Non Protagonista (Albert Finney).

Oltre all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista, Julia Roberts vince anche il Golden Globe come Miglior Attrice in un Film Drammatico ed il Premio Bafta come Miglior Attrice Protagonista. Nel 2003, per il ruolo di Erin Brockovich, è stata messa al trentunesimo posto nella classifica AFI’s 100 Years… 100 Heroes and Vilains fra i cinquanta “eroi” del cinema americano.

 

Erin Brockovich (Lawrence - Kansas -, 1960) è presidente della Brockovich Research & Consulting, ed è coinvolta in numerosi progetti ambientali in tutto il mondo. È nota per la causa intentata nel 1993 contro la Pacific Gas & Electric per la contaminazione - proseguita per oltre trent’anni - con cromo esavalente delle acque della cittadina di Hinkley in California. Tre anni dopo, nel ’96, in seguito alla più grande azione legale mai condotta nel suo genere, e guidata dalla Brockovich e da Ed Masry, il colosso dell'energia è stato costretto a pagare il più grande risarcimento nella storia degli Stati Uniti: oltre trecentotrenta milioni di dollari agli oltre seicento residenti di Hinkley, il più grande risarcimento nella storia degli Stati Uniti. Nel 2001 ha scritto - con Marc Eliot - e pubblicato il libro Take It From Me. Life’s A Struggle, But You Can Win (McGraw-Hill), che negli Stati Uniti è diventato un best seller. Negli anni successivi ha lavorato a numerosi casi di contaminazione delle falde acquifere in California, Texas, Illinois, Michigan, Missouri e Florida, ed ha avuto richieste d'intervento da molti altri stati americani, dall’Australia e da altri Paesi.

 

Erin Brockovich - Forte come la verità (titolo originale: Erin Brockovich; regia: Steven Soderbergh; soggetto: Erin Brockovich; sceneggiatura: Susannah Grant; fotografia: Edward Lachman; musiche: Thomas Newman - la colonna sonora comprende Everyday is a Winding Road e Redemption Day di Sheryl Crow -; montaggio: Anne V. Coates; interpreti e personaggi: Julia Roberts - Erin Brockovich -, Albert Finney - Ed Masry, Aaron Eckhart - George -, Marg Helgenberger - Donna Jensen -, Tracey Walter - Charles Embry -, Peter Coyote - Kurt Potter -, Cherry Jonees - Pamela Duncan -, David Brisbin - il dottor Jaffe -, Wade Williams - Ted Daniels -, Veanna Cox - Thweresa Dallavale -, Scotty Leavenworth - Matthew Brockovich -, Dawn Didawick - Rosalind -, Valente Rodriguez - Donald -, Conchata Ferrell - Brenda -, Erin Brockovich - la cameriera del fast food -; produzione: Danny De Vito, Michael Shamberg, Stacey Sher) è un film coraggioso e sincero che con il suo contenuto, d’impressionante attualità (era attuale nel 2000, lo è oggi, e purtroppo lo sarà ancora fra vent’anni ed oltre) non finirà mai di offrire spunti di riflessione a chiunque abbia la volontà e l’onestà intellettuale di recepirli ed apprezzarli.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

Agrpress

AgrPress è una testata online, registrata al Tribunale di Roma nel 2011, frutto dell’impegno collettivo di giornalisti, fotografi, videomakers, artisti, curatori, ma anche professionisti di diverse discipline che mettono a disposizione il loro lavoro per la realizzazione di questo spazio di informazione e approfondimento libero, autonomo e gratuito.

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI