Festa del Cinema, Snowden convince il pubblico

Festa del Cinema, Snowden convince il pubblico
Oliver Stone ritorna in forma con il biopic sull’ex tecnico informatico della CIA che ha messo a nudo il programma di intercettazioni telefoniche americano.

Un film che mette d’accordo tutti - critica e pubblico - con un applauso fragoroso al termine della seconda proiezione, quella senza star e claque al seguito, ma solo davanti gli spettatori romani, solitamente parchi in esternazioni o apprezzamenti particolarmente calorosi.
Con “Snowden” Oliver Stone ritorna al suo cinema politico più bello, girando sicuramente la sua opera più bella degli ultimi quindici anni, da quando uscì nel 1999 “Ogni Maledetta Domenica”.
Il regista più politico tra i cineasti mainstream statunitensi regala un film teso e appassionante sulla storia che ha scosso il sistema informatico e informativo mondiale, e non solo, deflagrata improvvisamente nel giugno del 2013.
E’ l’attore americano Joseph Gordon-Levitt a interpretare Edward Snowden, il tecnico informatico ex dipendente della Central Intelligence Agency, il responsabile della rivelazione di informazioni segrete governative su programmi di intelligence. Snowden diventa un eroe del cinema di Stone, definito dallo stesso filmaker un “moderno Prometeo” che con coraggio e intraprendenza decide volare contro il Sole, e combattere una guerra impari contro la più grande potenza del mondo, rivelando al mondo lo sporco gioco al quale stava giocando.
Per raccontare la folle impresa, Stone fa un lavoro certosino a partire da “The Snowden Files” di Luke Harding e “Time of the Octopus” di Anatoly Kucherena.  Snowden è il protagonista innanzitutto di uno scoop giornalistico senza precedenti (con Zachary Quinto interprete proprio del giornalista del Guardian Glenn Greenwald), intervistato per quattro giorni davanti a una telecamere in una stanza di albergo di Hong Kong. 
Parte proprio dall’Asia il viaggio di Stone, realizzando un biopic di eccellente fattura, capitanato dall’ottima interpretazione di Gordon-Levitt nei panni di Snowden. L’attore americano sarà molto probabilmente in corsa per la statuetta nel prossimo anno, capace di rendere visibili allo spettatore le sfumature più intime di un’anima in pena, solo all’apparenza un nerd informatico, ma in realtà un eroe senza  macchia e senza paura, capace di alzarsi e denunciare le attività di sorveglianza illegali e scioccanti attuate dalla NSA, la celebre Agenzia per la Sicurezza Nazionale.
Ma è negli ultimi minuti che l’asticella del film sale impetuosamente, con la partecipazione del vero Snowden al lungometraggio. E’ lui stesso che viene intervistato in videoconferenza da Mosca in un talk show con l’ex direttore del Guardian Alan Rusbridger. È qui che il cinema di Stone si trasforma così in un pamphlet politico duro e puro, un attacco all’America e alle sue scelte scellerate di intrusione nella privacy altrui, apparentemente in nome della guerra contro il Terrore. Che Snowden sia un eroe o un traditore, a Stone non importa. La sua è una storia degna di essere raccontata.


Pubblicato in Cinema
Giacomo Visco Comandini

Laureato alla Sapienza, dal 2008 è uno dei redattori di Enel.tv, la televisione aziendale di Enel. Appassionato di cinema, ha collaborato per la rivista Filmaker’s MagazineIl Riformista e la Repubblica

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