Festival Venezia, Leone d'Oro a Kim ki-Duk

Pietà di Kim Ki-duk ha vinto il Leone d'oro, una vittoria annunciata che arriva a un film pieno di archetipi ispirati tutti dal denaro, vero motore di ogni cosa. 

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Pietà di Kim Ki-duk ha vinto il Leone d'oro, una vittoria annunciata che arriva a un film pieno di archetipi ispirati tutti dal denaro, vero motore di ogni cosa. Ma è l'America di The Master a portarsi casa il più bel bottino: Leone d'argento, per la migliore regia a Paul Thomas Anderson, e Coppa Volpi (alla coppia composta da Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman).

In una edizione venata di misticismo, religione e ortodossia, oltre a The master (che si ispira a Scientology) si portano a casa due premi importanti il film del regista austriaco Ulrich Seidl, Paradise Faith, che vince il Premio Speciale della Giuria con la storia di una cattolica, troppo morbosamente praticante, e ancora il piccolo-gioiello israeliano Fill the voi di Rama Bursthein, storia di un amore che nasce in una famiglia ultra-ortodossa di Tel Aviv che si porta a casa la Coppa Volpi con l'attrice protagonista Hadas Yaron. La sceneggiatura va invece al film di Assayas Apres mai. Un film sull'adolescenza, e non sul Sessantotto, ci ha tenuto a precisare il regista francese che ci porta indietro alla Parigi del 1971 con protagonista Gilles, aspirante pittore che si ritrova impegnato nelle lotte studentesche. Infine, il premio Luigi De Laurentiis alla migliore opera prima va al film turco-tedesco Küf diretto dal giovane Ali Aydin, che affronta il dramma dei desaparecidos turchi.Un bel volano per questo film per la corsa agli Oscar. E l'Italia? Per il nostro Paese è quasi flop. Tre film in concorso per ottenere un Osella per la fotografia a Daniele Cipri (E' stato il figlio) e il premio Mastroianni per attore rivelazione a Fabrizio Falco (per E' stato il figlio e per Bella addormentata). In quello di Daniele Ciprì è la vittima sacrificale e, in quello di Bellocchio, uno psicolabile anticattolico). Insomma, una sorta di premio di consolazione per il nostro Paese. Mentre, come è un po' tradizione al Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, un'opera come L'intervallo di Leonardo di Costanzo, passata a Orizzonti e non in concorso, ha ricevuto ben sette premi collaterali, tra cui il Fipresci (Federazione Internazionale Critici Internazionali).

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