Franco Nero compie 75 anni

Franco Nero con Lee J. Cobb ne "Il giorno della civetta" di Damiano Damiani Franco Nero con Lee J. Cobb ne "Il giorno della civetta" di Damiano Damiani
Franco Nero il 23 novembre 2016 ha compiuto settantacinque anni.

Nato a San Prospero Parmense (PR) nel 1941, Francesco Clemente Giuseppe Sparanero -  meglio noto con il nome d’arte Franco Nero -, nel ’60 consegue il diploma di ragioneria e si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio, ma interrompe gli studi universitari preferendo seguire i corsi di recitazione del Piccolo di Milano.

Al cinema nel ‘64 in un ruolo secondario ne La ragazza in prestito di Alfredo Giannetti, interpretato da Annie Girardot e Rossano Brazzi.

Seguono piccoli ruoli in altri film, fra cui Io la conoscevo bene (1965) di Antonio Pietrangeli.

L’anno seguente ottiene il suo primo ruolo da protagonista nel celebre e cruento western Django (1966) di Sergio Corbucci, dal quale verrà nuovamente diretto ne Il mercenario (1968) e in Vamos a matar compañeros, (1970), in cui porterà all’estremo le caratteristiche dei personaggi alla Clint Eastwood nei film western di Sergio Leone di pochi anni avanti (Per un pugno di dollari - 1964 -, Per qualche dollaro in più - 1965 -, Il buono, il brutto, il cattivo - 1966) e in cui lavora con Tomas Milan e Jack Palance.

Nello stesso anno John Huston lo sceglie per la parte di Abele nel suo La Bibbia (1966), in cui recita con l’irlandese Richard Harris.

Nel ‘67 interpreta Lancillotto in Camelot di Joshua Logan, in cui lavora nuovamente con Richard Harris e dove conosce Vanessa Redgrave, sua futura compagna.

Nella sua lunga carriera lavora in film molto differenti fra loro. Oltre al western, interpreta drammi giudiziari quali Perché si uccide un magistrato (1975) e Gente di rispetto (1975), ma è anche protagonista in film di avventura, da  Zanna bianca (1973) e Il ritorno di Zanna bianca (1974), tratti dai libri di Jack London ed entrambi diretti da Lucio Fulci a Keoma (1977) di Enzo G. Castellari, a Jonathan degli orsi (1993), da lui stesso scritto e prodotto, e anch’esso diretto da Enzo G. Castellari.

Tuttivia, Franco Nero si è anche espresso in personaggi di grande spessore psicologico che hanno contribuito a far di lui uno fra i pochi attori italiani conosciuti all’estero. Ricordiamo il coraggioso Il giorno della civetta (1968) di Damiano Damiani, tratto dall’omonimo libro di Leonardo Sciascia, in cui lavora con Claudia Cardinale, Lee J. Cobb, e Serge Reggiani, e con cui vince il David di Donatello come Miglior Attore Protagonista, Un tranquillo posto di campagna (1969) di Elio Petri, in cui recita nuovamente con Vanessa Redgrave, Tristana (1970) di Luis Bunuel, Il delitto Matteotti (1973) di Florestano Vancini, Marcia trionfale (1977) di Marco Bellocchio, Querelle de Brest (1982) di Rainer Werner Fassbinder, Fratelli e sorelle (1992) di Pupi Avati.

Molto numerose anche le sue partecipazioni a film televisivi, sceneggiati e serie televisive - italiane e straniere -, fra cui ricordiamo il suo Fra Cristoforo ne I Promessi Sposi, (1989) di Salvatore Nocita, in cui lavorano anche colleghi del calibro di Alberto Sordi (Don Abbondio), Friedrick Murray Abraham (l'Innominato), Burt Lancaster (il cardinale Federigo Borromeo), Dario Fo (l'avvocato Azzeccagarbugli).

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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