Il mondo in-cantato di Jacques Demy

Dai primi film di animazione realizzati nella soffita dei genitori, alla sensuale Anouk Aimée in “Lola”, dalle splendenti “Les Demoiselles de Rochefort”(nella foto) agli abiti de “Peau d'Âne” , la Cineteca francese di Parigi rende omaggio, fino al 4 agosto, al regista Jacques Demy, scomparso nel 1990, attraverso una grande esposizione.

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Dai primi film di animazione realizzati nella soffita dei genitori, alla sensuale Anouk Aimée in “Lola”, dalle splendenti “Les Demoiselles de Rochefort”(nella foto) agli abiti de “Peau d'Âne” , la Cineteca francese di Parigi rende omaggio, fino al 4 agosto, al regista Jacques Demy, scomparso nel 1990, attraverso una grande esposizione.

Intitolata “Il mondo in-cantato di Jacques Demy”, con allusione ai suoi film cantati indissociabili della musica di Michel Legrand, questa mostra propone di riscoprire i 18 film dell’artista e invita il visitatore a frugare nella soffitta di un cineasta “mago” la cui opera e la sensualità cromatica esplosiva fanno parte incotestabilmente del cinema francese da oltre cinquant’anni.

Il visitatore entra in un sottotetto di 700 m2 , suddiviso in sei parti cronologicamente organizzate, accompagnato dal canto dei gabbiani che ricorda non solo la città natale di Demy, Nantes, e tutte le città portuali in cui è vissuto (Nizza, Cherbourg, Rochefort, Los Angeles e Marsiglia), ma anche le melodie dei suoi film come quelle indimenticabili de “Les Demoiselles de Rochefort”, interpretato da Catherine Deneuve, sua musa ispiratrice.

Demy ha saputo custodire la sua infanzia intatta, continuando ad attingerne, lungo tutta la sua vita, la sua energia creatrice. Il suo universo in-cantato passa anche per la commedia “L'Événement le plus important depuis que l'homme a marché sur la Lune” (Niente di grave, suo marito è incinto) con Marcello Mastroianni e Catherine Deneuve, e per “Lady Oscar”, film ambientato durante la Rivoluzione francese.

L’esposizione presenta numerosi documenti, disegni, costumi di scena, foto inedite del cineasta e della sua compagna Agnès Varda (regista della Nouvelle Vague ndr) assieme alle opere realizzate dai suoi più vicini collaboratori, primo fra tutti il compositore Michel Legrand “suo fratello di cinema.”

Alla mostra sono correlati una retrospettiva integrale dell’opera di Jacques Demy, diversi eventi, concorsi on line, un catalogo e un’applicazione per smartphone.

Cristina Biordi

Pubblicato in Cinema

Fotonews

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