Il museo immaginario d’Henri Langlois

“Il museo immaginario d’Henri Langlois”, la mostra realizzata per il centenario della nascita di Henri Langlois, dalla Cineteca francese di Parigi

Henri-Langlois

“Il museo immaginario d’Henri Langlois”, la mostra realizzata per il centenario della nascita di Henri Langlois, dalla Cineteca francese di Parigi

«Nato nel 1914 a Smirne, Henri Langlois avrebbe cento anni nel 2014. Senza di lui, la Cineteca francese non esisterebbe. Senza la sua energia e la sua visione di un’istituzione interamente dedicata alla memoria del cinema, alla conservazione e alla salvaguardia dei film, non esisteremmo».  È quanto affermano Costa Gravas e Serge Toubiana, presidente e direttore generale della Cineteca francese di Parigi, in occasione della grande mostra realizzata per il centenario della nascita di quest’uomo visionario intitolata “Il museo immaginario d’Henri Langlois”, che si tiene dal 9 aprile al 3 agosto.

La Cineteca francese onora il padre, Henri Langlois una delle figure più brillanti e stravaganti del XX°secolo. L’esposizione è ricca di opere degli artisti che Langlois amò che lo amarono: Henri Matisse, Gino Severini, Man Ray, Max Ernst, Miró, Picabia, Léger, Vasarely e Wahrol per citarne alcuni. Langlois inventò così il museo dove gli artisti non venivano più copiare i maestri ma per scoprire un mondo nuovo, in movimento. Come una pellicola che si srotola, lungo il percorso espositivo sfilano davanti gli occhi del visitatore documenti, video, disegni, quadri. Divisa in sette momenti, la mostra immerge nell’universo immaginifico di Langlois, sottolineandone l’ecletticità e il suo spirito innovatore.

«La migliore scuola di cinema al mondo si trova a Parigi, si chiama Cineteca e il miglior professore di cinema al mondo si chiama Henri Langlois» aveva dichiarato Bernardo Bertolucci, che ricorda questo “padre” nel suo film The Dreamers. Per Langlois il cinema non si può insegnare, si impara guardando i film, di tutti i generi, meglio se nello stesso giorno, assemblandoli a caso e trovando delle corrispondenze tra gli autori. In modo onnivoro, più volte la stessa pellicola, quasi per imprimersi le immagini nella memoria: proiettare il passato per costruire il futuro, per abolire il tempo, per vivere sospesi in una dimesione atemporale nel buio di una sala cinematografica.

Jean Renoir, Eisenstein, Charlie Chaplin, Fritz Lang, Hitchcock, Jean-Luc Godard, Francois Truffaut, Claude Chabrol, amici, ammiratori, allievi sostennero il suo sogno. Un progetto nato nel 1936, quando insieme a Jean Mitry e Georges Fanju fondò la Cineteca francese per conservare i film e proiettarli pubblicamente ed educare cosí al cinema le generazioni future, collezionando inoltre tutto ciò che riguardava la settima arte: cineprese, manifesti, pubblicazioni, costumi e scenografie. Un sogno che a più riprese fu ostacolato. Come nel febbraio del 1968, quando il ministro della Cultura Malraux, sotto la pressione del ministero delle finanze, licenziò Langlois. Un comitato di difesa, costituito da famosi cineasti e attori francesi insorse; seguirono una serie di manifestazioni di protesta e Langlois fu reintegrato. Il 14 giugno 1972 fu inaugurato il primo grande museo del cinema al Trocadero, l’attuale Palais de Tokyo. Il 2 aprile 1974, Henri Langlois ricevette un premio Oscar alla carriera e un César. Scomparve, per un attacco cardiaco, il 13 gennaio 1977.

“Il museo immaginario d’Henri Langlois” non occupa solo l’edificio concepito da Frank Gehry. A fare eco all’esposizione, una passeggiata culturale e artistica gratuita, una storia del cinema e delle altre arti al XX° secolo concepita dalla Cineteca francese insieme alla Città della Moda e del Design:  “Galaxie Langlois”, un percorso tematico originale illustrato da numerose opere.

La scenografia studiata per questa esposizione a cielo aperto coinvolge diversi spazi esterni della città. Fotografie, disegni, manifesti, riproduzioni illustrano il ruolo principale di Henri Langlois nella salvaguardia del cinema mondiale ma anche le sue relazioni strette con gli artisti più influenti di il suo tempo e il suo gusto pronunciato per le avanguardie cinematografiche e d’arti plastiche.

Il pubblico potrà avere una sorta di anteprima della mostra passeggiando sui marciapiedi del lungo Senna e sulla passerella Simone de Beauvoir. Anche chi raggiungerà la Cineteca francese in metropolitana, vivrà qualche istante dell’incredibile storia d’amore per la settima arte di Henri Langlois grazie ai manifesti affissi alle stazioni Trocadéro e Bercy. Un programma d’iniziative fedeli allo spirito di quest’uomo che dichiarava: «Io penso cinema, io vedo cinema, la mia immaginazione è cinema».

Cristina Biordi

Pubblicato in Cinema
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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