'Il vizio della speranza' di Edoardo De Angelis

 Pina Turco E Edoardo De Angelis Pina Turco E Edoardo De Angelis G.Currado © Agr
Una storia di dolore e riscatto in un hinterland  grigio e disperato. Potente e lirico il nuovo film di Edoardo De Angelis, presentato al Roma Cinema Fest.
La speranza raccontata nel film di De Angelis è fuggire da Castel Volturno, l’hinterland abbandonato e fatiscente della costa napoletana. È uno dei “non luoghi” più famosi e utilizzati negli ultimi anni dal cinema italiano (da “Gomorra” al recente “Dogman”), un concentrato di grattacieli e moli abbandonati, dove brulica e sopravvive una umanità varia e disperata, legata con un doppio filo al racket della prostituzione e a quello della droga. 
È in questo contesto di buio e disperazione che prende vita la storia di Maria, una  giovane ragazza tacita e decisa (la bravissima Pina Turco), che trascorre il suo tempo in una baracca sul lungomare assieme alla madre (Cristina Donadio, la Chanel di Gomorra), entrambe al servizio di un signora ingioiellata, boss di questa comunità dannato. Senza fare spoiler, un evento particolare spingerà la giovane Maria, con il cappuccio in testa e accompagnata dal suo fido bulldog, a muoversi e a decidere in prima persona il  proprio destino. 
Diciamolo subito, il film di De Angelis funziona ed è un pugno nello stomaco. Oltre ai bravissimi attori, il convitato di pietra e il vero protagonista del film è proprio Castel Volturno. 
La storia di amore e di ribellione di Maria è soprattutto non contro persone, ma contro un territorio  che ingoia i suoi abitanti in un ineluttabile destino. Se in “Gomorra” o “Dogman” Castel Volturno era la cornice dentro la quale si muovono i caratteri dei protagonisti, nel film di De Angelis è il “cattivo” per eccellenza.  Una terra di “nessuno” grigia e disperata alla stregua di un girone dantesco dal quale è preclusa ogni possibilità di fuga. 
Un paesaggio non più urbano ma post-atomico. Più vicino a Mad Max che ad un noir italiano. 
In questo scenario di morte e disperazione, vediamo prendere vita le protagoniste del film.  Si perché, tranne Massimiliano Rossi, “Il vizio della speranza” è un grande film tutto al femminile. Grandi donne, volitive e di carattere, sia nel bene che nel male, che si richiamano alla tradizione neorealista. Tra tutte, da tenere d’occhio la protagonista Pina Turco. Ne sentiremo sicuramente parlare in futuro. 
 
 
 
 
Pubblicato in Cinema
Giacomo Visco Comandini

Laureato alla Sapienza, dal 2008 è uno dei redattori di Enel.tv, la televisione aziendale di Enel. Appassionato di cinema, ha collaborato per la rivista Filmaker’s MagazineIl Riformista e la Repubblica

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