In ricordo di Charles Bronson: L’Armonica di Sergio Leone avrebbe 100 anni

Charles Bronson in "C'era una volta il West" di Sergio Leone Charles Bronson in "C'era una volta il West" di Sergio Leone
Cento anni fa nasceva il grande attore americano, interprete di film quali “I magnifici sette” e “La grande fuga”, di John Sturges, “La battaglia dei giganti” di Ken Annakin, “Quella sporca dozzina" di Robert Aldrich, “C’era una volta il West” di Sergio Leone, “I cannoni di San Sebastian” di Henri Verneuil, “L’uomo venuto dalla pioggia” di René Clément, “Sfida a White Buffalo” di Jack Lee Thompson e molti altri.

Nato a Erhenfeld - in Pennsylvania - nel 1921 (muore a Los Angeles nell’agosto 2003) Charles Dennis Buchinsky - meglio noto come Charles Bronson -, figlio di immigrati lituani, da ragazzo lavora come minatore e, dal ’42 al ’45, combatte in aviazione durante la Seconda guerra mondiale.

Dopo numerosi ruoli secondari - Il comandante Johnny (1951) di Henry Hathaway, con Gary Cooper, Omertà (1951)  di John Sturges, Luci sull’asfalto (1951) di Robert Parrish, Duello nella foresta (1952)  di Joseph M. Newman, con Richard Widmark, Lui e lei (1952) di George Cukor, con Katharine Hepburn e Spencer Tracy, I miei sei forzati (1952) di Hugo Fregonese, Corriere diplomatico - 1952 (di Henry Hathaway), con Tyrone Power, Uragano su Yalù (1952) di Lesley Selander, Paradiso notturno (1952) di Harmon Jones, La maschera di cera (1953) di Andre De Toth, con Vincent Price, Il pagliaccio (1953) di Robert Z. Leonard, Immersione rapida (1953) di Lew Landers, Polizia militare  (1953) di George Marshall, Pioggia (1953) di Curtis Bernhardt, L’assedio di fuoco (1954) di A. De Toth, con Randolph Scott, Rullo di tamburi (1954) di Delmer Daves, con Alan Ladd, Vera Cruz (1954) di Robert Aldrich, con G. Cooper e Burt Lancaster, L’ultimo Apache (1954), con B. Lancaster, Un pugno di criminali (1955) di Howard W. Koch, Ombre gialle (1955) di Harmon Jones, Vento di terre lontane (1956) di Delmer Daves, con Glenn Ford, Rod Steiger e Ernest Borgnine, La tortura della freccia (1957) di Samuel Fuller, cin R. Steiger -, in cui viene accreditato (fino al ’55) con il suo vero nome di Charles Buchinsky, nel ’58 ottiene le sue prime parti da protagonista in La legge del mitra di Roger Corman, Solo contro i gangsters di Gene Fowler Jr,  La vera storia di Lucky Welsh, anch’esso di G. Fowler Jr, e Quando l’inferno si scatena di Kenneth G. Crane.

Dopo Sacro e profano (1959) di John Sturges, con Frank Sinatra, si afferma nel celebre I magnifici sette (1960), anch’esso diretto da J. Sturges ed interpretato anche da Yul Brynner, Eli Wallach, Steve McQueen, James Coburn, Brad Dexter, Robert Vaughn e Horst Bucholtz.

Negli anni Sessanta interpreta grandi film “di squadra” come La grande fuga (1963) di John Sturges, con Steve McQueen, James Coburn e Richard Attenborough e Quella sporca dozzina (1967) di Robert Aldrich, con Lee Marvin, John Cassavetes, Jim Brown, Donald Sutherland, Clint Walker, Ernest Borgnine, Robert Webber, Robert Ryan, Richard Jaeckel e George Kennedy.

Nel ’68 raggiunge l’apice della sua carriera con il capolavoro di Sergio Leone C’era una volta il West, in cui è superlativo nel ruolo del misterioso Armonica, “uomo venuta dal nulla” per inseguire caparbiamente l’assassino di suo fratello, ed in cui recita con Claudia Cardinale, Henry Fonda e Jason Robards.

Il cliché del vendicatore verrà portato agli estremi in Il giustiziere della notte (1974) di Michael Winner - che negli anni compresi fra il 1982 ed il 1994 avrà altri quattro sequel, uno più brutto dell’altro - ed in Professione giustiziere (1983) di Jack Lee Thompson, film che lo faranno diventare uno fra gli attori più amati dal pubblico americano (soprattutto da quello repubblicano), ma che nello stesso tempo gli impediranno - fatte alcune rare eccezioni - di esprimere versatilità nelle sue performances.

Negli anni Settanta ed Ottanta viene diretto varie volte da Michael Winner (oltre che nel già citato Il giustiziere della notte anche in Chato - 1972 -, con Jack Palance, Professione assassino - 1972 - e L’assassino di pietra - 1973) e da Jack Lee Thompson (oltre al già citato Professione giustiziere, anche in Candidato all’obitorio - 1976 -, nel western Sfida a White Buffalo - 1977 -, con Will Sampson, Jack Warden, Kim Novak e Clint Walker, Caboblanco - 1980 -, con Dominique Sanda e Jason Robards, Dieci minuti a mezzanotte - 1983 -, La legge di Murphy - 1986 -, Messaggio di morte - 1988 -, Soggetti proibiti - 1989).   

Fra gli altri film ricordiamo Il padrone del mondo (1961) di William Witney, I trecento di Fort Canby (1961) di Joseph M. Newman, Il leggendario X-15 (1961) di Richard Donner, Il ranch della violenza (1962) di Arthur Hiller, Pugno proibito (1962) di Phil Karlson, I quattro del Texas (1963) di Robert Aldrich, con Dean Martin e Frank Sinatra,  Il californiano (1964) di Boris Sagal, Castelli di sabbia (1965) di Vincente Minnelli, La battaglia dei giganti (1965) di Ken Annakin, con Henry Fonda e Robert Shaw, Questa ragazza è di tutti (1966) di Sydney Pollack (alla sua seconda regia) con Robert Redford e Nathalie Wood, I cannoni di San Sebastian (1968) di Henri Verneuil, Viva! Viva Villa! (1968) di Buzz Kulik, con Robert Mitchum, Due sporche carogne - Tecnica di una rapina (1968) di Jean Vautrin, Twinky (1969) di Richard Donner, L’uomo venuto dalla pioggia (1970) di René Clément, Al soldo di tutte le bandiere (1970) di Peter Collinson, Città violenta (1970) di Sergio Sollima, L’uomo dalle due ombre (1971) di Terence Young, Sole rosso (1971), di T. Young, con Toshiro Mifune, Alain Delon e Ursula Andress, Qualcuno dietro la porta (1971) di Nicholas Gessner, Joe Valachi… I segreti di cosa nostra (1972) di T. Young, Valdez il mezzosangue (1973) di John Sturges e Duilio Coletti, A muso duro (1974) di Richard Fleischer, Dieci secondi per fuggire (1975) e Io non credo a nessuno (1975) di Tom Gries, L’eroe della strada (1975) di Walter Hill, con James Coburn, Da mezzogiorno alle tre (1975) di Frank D. Gilroy, I leoni della guerra (1976) di Irvin Kershner, Telefon (1976) di Don Siegel, Tiro incrociato (1979) di Stuart Rosenberg, L’uomo del confine (1980) di Jerrold Freedman, Caccia selvaggia (1980) di Peter Hunt, con Lee Marvin e Angie Dickinson, Lupo solitario (1991) di Sean Penn.

Attivo anche in televisione, è apparso in alcuni episodi di telefilm come Alfred Hitchcock Presents (1956 e 1962), Gunsmoke (1956 e 1958), Man With a camera (1958-60, ventotto episodi), Ai confini della realtà (1961), Empire (1962-63, tredici episodi), The Travels of Jamie McPheeters (1962-63, quattordici episodi), Il dottor Kildare (1963), Bonanza (1964), Il virginiano (1965 e 1967), La grande vallata (1965), Gli uomini della prateria (1965), La leggenda di Jesse James (1966), FBI (1966), Il fuggiasco (1967) ed altri,  e nei film tv Yes Virginia, There Is Santa Claus (1991), Di padre in figlia (1993), La nave fantasma (1993), Sospetti in famiglia (1995), che avrà due sequel (nel ’97 e ’98).

A partire dal 2000 si ritira a vita privata, circa tre anni prima della sua scomparsa.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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