Jack Nicholson compie 80 anni

Jack Nicholson ne "L'ultima corvée" di Hal Ashby Jack Nicholson ne "L'ultima corvée" di Hal Ashby
Il grande fuoriclasse americano, indimenticabile inteprete di film quali "Qualcuno volò sul nido del cuculo", "Shining" e "Qualcosa è cambiato" ha compiuto ottant’ anni.

Nato a Neptune - nel New Jersey  - nel 1937, John Joseph Nicholson - meglio noto come Jack Nicholson - arriva ad Hollywood nel 1955, all età di diciassette anni, trovando lavoro presso la Metro Goldwyn in attesa di ottenere la sua prima scrittura per la televisione.

Grazie al suo innato talento per la recitazione ed alla sua personalità esuberante, vulcanica ed istrionica, a partire dal  ’58 entra nella scuderia di Roger Corman, regista specializzato in film horror e che lo fa recitare in alcuni film, fra cui La piccola bottega degli orrori (1960), I maghi del terrore (1963), La vergine di cera (1963) e Il massacro del giorno di San Valentino (1967).

Nel frattempo lavora anche come sceneggiatore, collaborando con Monte Hellman, sostenitore di uno stile western molto personale ed anticonvenzionale. Per lui scrive ed interpreta Le colline blu (1967), racconto di vita quotidiana di tre cowboys talmente  destrutturato  e di budget cosÏ ridotto in confronto alla grandiosità del genere da indurre il regista a girare un altro western circa due mesi dopo (La sparatoria - 1967 -, anch’ esso interpretato da Jack Nicholson.

Forte di tali esperienze, alla fine degli anni Sessanta, nel pieno della cosiddetta  contestazione, si imbatte nel film destinato a diventare uno fra i simboli di quella generazione e del ribellismo: Easy Rider (1969) di (e con) Dennis Hopper. La sua apparizione nel ruolo del delirante e ubriacone avvocato Hanson che si associa ai due hippies e che viene poi ucciso da un commando di razzisti fanatici segna definitivamente la sua classe ed il suo talento, permettendogli, a partire da questo momento, di scegliere i ruoli a suo avviso a lui più congeniali.

Negli anni successivi interpreta film di alto livello (Cinque pezzi facili - 1970 - di Bob Rafelson, L'amica delle cinque e mezza - 1970 - di Vincente Minnelli, in cui lavora con Barbra Streisand, Conoscenza carnale - 1971 - di Mike Nichols, in cui recita con Candice Bergen, Un posto tranquillo - 1971 - di Henry Jaglom, Il re dei giardini di Marvin - 1972 - di Bob Rafelson, Il bellissimo L’ ultima corvée - 1973 - di Hal Ashby, Chinatown - 1974 - di Roman Polansky, in cui lavora con Faye Dunaway e con il grande regista John Huston), in cui satura di personalità i suoi personaggi e con cui ottiene varie nomination all Oscar come Miglior Attore Protagonista.

Tuttavia, dimostra di esser anche in gradi di recitare  “per sottrazione”  in Professione: reporter (1975) di Michelangelo Antonioni. Nello stesso anno offre una performance da antologia nel ruolo dello sciroccato McMurphy, che sconvolge il tran-tran di un manicomio e dei suoi ricoverati nel celebre Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) di Milos Forman, con cui vince un Oscar come Miglior Attore Protagonista.

Dopo qualche altro film (il western Missouri - 1977 - di Arthur Penn, in cui lavora con Marlon Brando, Gli ultimi fuochi - 1977 - di Elia Kazan, Verso il Sud - 1978 -, da lui stesso diretto), raggiunge il suo apice con Shining (1980) di Stanley Kubrick, tratto dall omonimo libro (1977) di Stephen King e in cui il grande regista tira fuori il massimo della personalità vulcanica dell’ attore facendogli interpretare il ruolo del custode invernale dell’ Overlook Hotel (sulle montagne del Colorado), che va fuori di testa e minaccia - fino a provare ad ucciderli - la moglie ed il figlio.

Dopo una simile performance riesce ad evitare la  parabola discendente  (sempre dietro l' angolo quando si viene ormai riconosciuti all unanimità come fuoriclasse) passando, nei film successivi (fra cui spicca Il postino suona sempre due volte - 1981 - di Bob Rafelson, tratto dall’ omonimo libro di James Cain - già portato al cinema nel 1946 con il film di Tay Garnett interpretato da Lana Turner e John Garfield -, e in cui lavora con Jessica Lange) con grandissima classe dall’irruente al mefistofelico.

Il delicato e struggente Voglia di tenerezza (1983) di James L. Brooks, in cui lavora con Debra Winger e Shirley MacLaine, lo porta a vincere un secondo Oscar come Miglior Attore Protagonista.

Negli anni successivi interpreta il ruolo del killer professionista ne L’onore dei Prizzi (1985) di John Huston, in cui lavora con Kathleen Turner e Robert Loggia, il diavolo ne Le streghe di Eastwick (1987) di George Miller, il Joker in Batman (1989) di Tim Burton, il fanatico colonnello Jessep in Codice d’ onore (1992), di Rob Reiner, il lupo mannaro in Wolf - La belva è fuori (1994) di Mike Nichols, il padre in attesa di vendicare la morte della figlia in Tre giorni per la verità (1995) di Sean Penn.

Il terzo (meritatissimo) Oscar come Miglior Attore Protagonista arriva co Qualcosa è cambiato (1997) di James L. Brooks, in cui va “a ruota libera” nel ruolo di un autore di romanzi rosa misantropo, misogino e in guerra con il mondo intero e infine ricondotto sulla “buona via” da una cameriera (Helen Hunt, anche lei premiata con un Oscar come Miglior Attrice Protagonista.

Quattro anni dopo interpreta magistralmente il detective Jerry Black nel drammatico La promessa (2001) di Sean Penn, tratto dall’omonimo libro di F. Durrenmatt.

Nel 2002 centra un’altra memorabile performance con il ruolo del neo pensionato da poco rimasto vedovo protagonista di A proposito di Schmidt di Alexander Payne, in cui lavora con Kathy Bates.

Più leggere, sia pur sempre con altissima classe, il ruolo del vecchio donnaiolo, “cacciatore” di giovani donne, che si innamora inaspettatamente di una donna matura (Diane Keaton) in Tutto può succedere (2003) di Nancy Meyers e quella dello psicologo cialtrone e sciamannato in Terapia d’urto (2003) di Peter  Segal.

Tre anni dopo offre la grande performance del luciferino boss della malavita Frank Costello in The Departed - Il bene e il male (2006) di Martin Scorsese, in cui lavora con Leonardo Di Caprio e Matt Damon.

Fra gli altri film da lui interpretati ricordiamo Vivi con rabbia (1960) di Irving Lerner, la commedia Una nave tutta matta (1964) di Joshua Logan, Psych-Out il velo sul ventre (1968) di Richard Rush, Due uomini e una dote (1975) di Mike Nichols, Tommy (1975) di Ken Russel, Reds (1981) di (e con) Warren Beatty, Frontiera (1982) di Tony Richardson, Dentro la notizia (1987) di James L. Brooks, Ironweed (1987) di Hector Babenco, Il grande inganno (1990), da lui stesso diretto, La gatta e la volpe (1992) di Bob Rafelson, Blood and Wine (1996) di Bob Rafelson, Mars Attack (1996) di Tim Burton.

Dopo Non è mai troppo tardi (2007) di Rob Reiner, in cui lavora con Morgan Freeman, e Come lo sai (2010) di James L. Brooks, dal 2012, anche a causa di alcune difficoltà di salute, si è ritirato a vita privata. 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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