Jack Nicholson compie 85 anni

Jack Nicholson in "Il postino suona sempre due volte" di Bob Rafelson Jack Nicholson in "Il postino suona sempre due volte" di Bob Rafelson
Il grande attore americano, indimenticabile interprete di film quali “L’ultima corvé” di Hal Ashby, “Chinatown” di Roman Polanski, "Qualcuno volò sul nido del cuculo" di Milos Forman, "Shining" di Stanley Kubrick, “Codice d’onore” di Rob Reiner, "Qualcosa è cambiato" di James L. Brooks e molti altri, compie ottantacinque anni.

Nato a Neptune - nel New Jersey - nel 1937, John Joseph Nicholson - meglio noto come Jack Nicholson - arriva a Hollywood nel 1955, all’età di diciotto anni, trovando lavoro presso la Metro Goldwyn Mayer in attesa di ottenere la sua prima scrittura per la televisione.

Grazie al suo innato talento per la recitazione ed alla sua personalità esuberante, vulcanica ed istrionica, a partire dal ’58 entra nella scuderia di Roger Corman, regista specializzato in film horror e che lo fa recitare in alcuni film, fra cui La piccola bottega degli orrori (1960), I maghi del terrore (1963), La vergine di cera (1963) e Il massacro del giorno di San Valentino (1967).

Nel frattempo lavora anche come sceneggiatore, collaborando con Monte Hellman, sostenitore di uno stile western molto personale e anticonvenzionale. Per lui scrive ed interpreta Le colline blu (1967), racconto di vita quotidiana di tre cowboys talmente destrutturato e di budget così ridotto in confronto alla grandiosità del genere da indurre il regista a girare un altro western circa due mesi dopo La sparatoria (1967).

Forte di tali esperienze, nel pieno del contesto culturale del Sessantotto, si imbatte nel film destinato a diventare uno fra i simboli della voglia di evasione e di libertà di quella generazione: il  road movie Easy Rider (1969) di Dennis Hopper, con Peter Fonda e D. Hopper medesimo.  La sua apparizione nel ruolo del delirante e ubriacone avvocato Hanson, che si associa ai due hippies e che viene poi ucciso da un commando di razzisti fanatici, segna definitivamente la sua classe ed il suo talento, permettendogli, a partire da questo momento, di scegliere i ruoli a suo avviso a lui più congeniali.

Negli anni successivi interpreta film come Cinque pezzi facili (1970) di Bob Rafelson, L'amica delle cinque e mezza (1970) di Vincente Minnelli, con Barbra Streisand, Conoscenza carnale (1971) di Mike Nichols, con Candice Bergen, Un posto tranquillo  (1971) di Henry Jaglom, con Orson Welles,  Il re dei giardini di Marvin (1972) di Bob Rafelson, L’ ultima corvé (1973) di Hal Ashby, Chinatown (1974) di Roman Polansky,  con Faye Dunaway e con il grande regista John Huston in veste di attore, in cui satura di personalità i suoi personaggi e con cui ottiene varie nomination all’Oscar come Miglior Attore Protagonista.

Tuttavia, dimostra di esser anche in grado di recitare “per sottrazione” in Professione: reporter (1975) di Michelangelo Antonioni. Nello stesso anno offre una performance superlativa nel ruolo dello sciroccato McMurphy, che sconvolge il tran-tran di un manicomio e dei suoi ricoverati nel celebre Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) di Milos Forman, con cui vince l’Oscar come Miglior Attore Protagonista.

Dopo qualche altro film - il western Missouri (1976) di Arthur Penn, con Marlon Brando, Gli ultimi fuochi (1976) di Elia Kazan, Verso il Sud (1978) da lui stesso diretto - raggiunge il suo apice con Shining (1980) di Stanley Kubrick, tratto dall’omonimo libro (1977) di Stephen King ed in cui il grande regista tira fuori il massimo della personalità vulcanica dell’attore facendogli interpretare il ruolo del custode invernale dell’Overlook Hotel (sulle montagne del Colorado) che va fuori di testa.

Dopo una simile performance riesce ad evitare la  parabola discendente  (sempre dietro l’angolo quando si viene ormai riconosciuti all’unanimità come fuoriclasse) passando, nei film successivi,  fra cui spicca Il postino suona sempre due volte (1981) di Bob Rafelson, tratto dal libro omonimo di James Cain - già portato al cinema nel 1946 con il film di Tay Garnett con Lana Turner e John Garfield -, ed in cui recita con Jessica Lange, con grandissima classe dall’irruente al mefistofelico.

Il delicato e struggente Voglia di tenerezza (1983) di James L. Brooks, con Debra Winger e Shirley MacLaine, lo porta a vincere un secondo Oscar come Miglior Attore Protagonista.

Negli anni successivi interpreta il ruolo del killer professionista in L’onore dei Prizzi (1985) di John Huston, con Kathleen Turner, Robert Loggia e Anjelica Huston, il diavolo in Le streghe di Eastwick (1987) di George Miller, con Michelle Pfeiffer, Susan Sarandon e Cher, il Joker in Batman (1989) di Tim Burton, il fanatico colonnello Jessup in Codice d’ onore (1992), di Rob Reiner, con Tom Cruise, Demi Moore e Kevin Bacon,  il lupo mannaro in Wolf - La belva è fuori (1994) di Mike Nichols, con Michelle Pfeiffer, il padre in attesa di vendicare la morte della figlia in Tre giorni per la verità (1995) di Sean Penn, con Anjelica Huston  e Robin Wright.

Il terzo Oscar come Miglior Attore Protagonista arriva con Qualcosa è cambiato (1997) di James L. Brooks, in cui va “a ruota libera” nel ruolo di un autore di romanzi rosa misantropo, misogino e in guerra con il mondo intero e infine ricondotto sulla “buona via” da una cameriera (interpretata da Helen Hunt, anche lei premiata con l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista).

Quattro anni dopo interpreta magistralmente il detective Jerry Black nel drammatico La promessa (2001) di Sean Penn, tratto dall’omonimo libro di F. Dürrenmatt.

Nel 2002 centra un’altra memorabile performance con il ruolo del neopensionato da poco rimasto vedovo protagonista di A proposito di Schmidt di Alexander Payne, con Kathy Bates.

Più leggeri, sia pur sempre con altissima classe, il ruolo del vecchio donnaiolo, “cacciatore” di giovani donne, che si innamora inaspettatamente di una donna matura (Diane Keaton) in Tutto può succedere (2003) di Nancy Meyers e quello dello psicologo cialtrone e sciamannato in Terapia d’urto (2003) di Peter Segal.

Tre anni dopo offre la grande performance del luciferino boss della malavita Frank Costello in The Departed - Il bene e il male (2006) di Martin Scorsese, con Leonardo Di Caprio e Matt Damon.

Fra gli altri film ricordiamo Vivi con rabbia (1960) di Irving Lerner, la commedia Una nave tutta matta (1964) di Joshua Logan, Psych-Out il velo sul ventre (1968) di Richard Rush, Due uomini e una dote (1975) di Mike Nichols, Tommy (1975) di Ken Russel, Reds (1981) di e con Warren Beatty, Frontiera (1982) di Tony Richardson, Dentro la notizia (1987) di James L. Brooks, con William Hurt e Holly Hunter, Ironweed (1987) di Hector Babenco, con Meryl Streep, Il grande inganno (1990), da lui stesso diretto, La gatta e la volpe (1992) di Bob Rafelson, Blood and Wine (1996) di B. Rafelson, Mars Attack (1996) di Tim Burton, Non è mai troppo tardi (2007) di Rob Reiner, con Morgan Freeman,  Come lo sai (2010) di James L. Brooks.

Dal 2012, anche per via di alcune difficoltà di salute, si è ritirato a vita privata. 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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