Jeff Bridges compie 70 anni

Jeff Bridges con Jessica Lange in King Kong di John Guillermin Jeff Bridges con Jessica Lange in King Kong di John Guillermin
Il grande attore americano, interprete di film quali "L'ultimo spettacolo" di Peter Bogdanovich, "Città amara - Fat City" di John Huston, "Una calibro 20 per lo specialista" di Michael Cimino, "King Kong" di John Guillermin, "Starman" di John Carpenter, “Tucker: un uomo e il suo sogno” di Francis Ford Coppola, “I favolosi Baker” di Steve Kloves, “La leggenda del re pescatore” di Terry Gilliam, “Il grande Lebowski” di Joel Coen e molti altri, compie settant’anni.

Nato a Los Angeles nel 1949 in una famiglia di attori con origini inglesi, irlandesi e tedesche, Jeffrey Leon Bridges - meglio noto come Jeff Bridges - è figlio di Lloyd Bridges (1913 -1998: Mezzogiorno di fuoco - 1952 - di Fred Zinnemann, con Gary Cooper, Grace Kelly e Katy Jurado, Wichita - 1955 - di Jacques Tourneur, con Joel McCrea e Vera Miles, Il mago della pioggia - 1956 - di Joseph Anthony, con Burt Lancaster e Katharine Hepburn, e molti altri film e telefilm). Il fratello Beau Bridges (classe 1941) è regista ed attore cinematografico e televisivo.

La carriera di Jeff Bridges è lunga e prolifica. A parte il suo “inconsapevole” esordio da neonato in The Company She Keeps - N.N. Vigilata speciale (1950) di John Cromwell, interpretato dal padre L. Bridges e dal fratello Beau, appare bambino nella serie televisiva Avventure in fondo al mare - Sea Hunt (1958-1960).

Compie i suoi studi presso lo Herbert Studio di New York ed esordisce al cinema in I sentieri della rabbia (1970) di Paul Bogart.

Tuttavia, è con L’ultimo spettacolo (1971) di Peter Bogdanovich, in cui interpreta un ragazzo di provincia, che ottiene la sua prima Nomination all’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista. È l’avvio di un’intensa carriera che prosegue con Città amara - Fat City (1972) di John Huston.

Due anni dopo Michael Cimino lo chiama per il suo film d’esordio alla regia, ovverosia Una calibro 20 per lo specialista, in cui recita con Clint Eastwood e con ottiene la sua seconda Nomination all’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista (la terza sarà molti anni dopo per The Contender - 2000 - di Rod Lurie e la quarta per Hell or High Water - 2016 - di David Mackenzie). Tornerà poi ad esser diretto da M. Cimino nel controverso I cancelli del cielo (1980).

Nel frattempo era stato protagonista di King Kong (1976) di John Guillermin, remake del celebre ed omonimo film del 1933 ed in cui aveva recitato con Jessica Lange (al suo esordio cinematografico).

Diretto da Steven Lisberger è fra i protagonisti di Tron (1982), - film cult prodotto dalla Disney e considerato il primo film di fantascienza a focalizzarsi sulla realtà virtuale - di cui nel 2010 tornerà ad interpretare il sequel nel 2010 (Tron: Legacy, scritto, tra gli altri, dallo stesso S. Lisberger e diretto da Joseph Kosinski).

Interpreta un alieno naufragato sulla terra in Starman (1984) di John Carpenter, con cui ottiene una Nomination all’Oscar come Miglior Attore Protagonista (un’altra la otterrà per Il Grinta - 2011- di Joel e Ethan Coen, remake dell’omonimo film di Henry Hathaway del 1969 con John Wayne) - e un tormentato detective alcolizzato in 8 milioni di modi per morire (1986), di Hal Ashby (al suo ultimo film).

Nel 1988, diretto da Francis Ford Coppola, è Preston Tucker, geniale e avveniristico inventore di automobili in Tucker: un uomo e il suo sogno.

Con il fratello Beau e con Michelle Pfeiffer interpreta I favolosi Baker (1989) scritto e diretto da Steve Kloves, film che ottiene un buon successo di critica e nomination a vari premi.

Negli anni Novanta la sua consacrazione artistica con La leggenda del re pescatore (1991) di Terry Gilliam, di cui è protagonista insieme a Robin Williams - film che fonde dramma, commedia e fantasia, senza comunque smentire la sua predilezione per le storie più o meno problematiche e per personaggi complessi e tormentati, interpretando Senza paura (1993) di Peter Weir e, due anni dopo, il western crepuscolare Wild Bill (1995) di Walter Hill, che racconta gli ultimi giorni del noto pistolero Wild Bill Hickok, personaggio già interpretato da  Gary Cooper in La conquista del West (1936) di Cecil B. DeMille, da Jeff Corey in Il piccolo grande uomo (1970) di Arthur Penn e da Charles Bronson in Sfida a White Buffalo (1977) di Jack lee Thompson.

Di genere avventuroso-drammatico interpreta L’albatros - Oltre la tempesta (1996)di Ridley Scott tratto da una storia realmente accaduta, per passare poi, nello stesso anno, alla commedia sentimentale L’amore ha due facce di e con Barbra Streisand, e con una bravissima Lauren Bacall (Golden Globe come Miglior Attrice Non Protagonista).

Nel ’98 un grande successo con il cult Il grande Lebowsy, di Joel Coen (ma scritto e prodotto da entrambi i fratelli, Joel e Ethan Coen) fra il grottesco e la commedia - trama parzialmente ispirata al romanzo poliziesco di Raymond Chandle Il grande sonno - interpretato anche da John Goodman, John Turturro e Julianne Moore.   

Lo troviamo insieme a Albert Finney, Nick Nolte e Sharon Stone nel thriller Inganni pericolosi (2000) di Matthew Warcus, ispirato al romanzo Simpatico di Sam Shepard.

Fra i suoi film negli anni successivi ricordiamo K-PAY dI Iain Softley (2001), Seabiscuit - Un mito senza tempo (2003) di Gary Ross, The Door in the Floor (2001) di Tod Williams, Iron Man (2008) di Jon Favreau, L’uomo che fissa le capre (2009) diretto da Grant Heslov, tratto dal libro Capre di guerra scritto dal reporter Jon Ronson.

Per la sua performance in Crazy Heart (2010) di Scott Cooper, da lui stesso prodotto, vince l’Oscar come Miglior Attore Protagonista e un Golden Globe.

Quattro anni dopo Il settimo figlio (2014) di Sergej Vladimirovič Bodrov, film avventuroso-fantastico, tratto da un romanzo di dark fantasy di Joseph Delaney fino a 7 sconosciuti a El Royale (2018) di Drew Goddard.

Attivo anche in televisione, è apparso giovanissimo in alcuni episodi del Lloyd Bridges Show (1962-63), con il padre Lloyd ed il fratello Beau, di Cavaliere solitario (1965), ed in alcuni film tv come In Search of America (1971) di Paul Bogart e L’orgoglio di un padre (1996) di Martin Bell, di cui è anche produttore.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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