John Travolta alla Festa del Cinema di Roma

John Travolta John Travolta foto Giovanni Currado
Si è svolto martedì 22 ottobre 2019 all’Auditorium Parco della Musica - in Sala Suinopoli - nell’ambito della XIV Festa del Cinema di Roma l’incontro con John Travolta, il quale ha ripercorso i momenti fondamentali della sua carriera e presentato il thriller “The Fanatic” di Fred Durst.

«Da piccolo guardavo i film di Bergman e Fellini. I tre film di cui vado orgoglioso sono La febbre del sabato sera, Grease e Pulp Fiction. Sicuramente è il pubblico quello che mi ha aiutato e che mi ha permesso di essere sempre diverso. Chi avrebbe potuto immaginare di vestire i panni di una donna, di interpretare il presidente degli Stati Uniti o un cinico avvocato? Non mi sono mai pentito di essere solo un interprete piuttosto che un creatore, di essere la musa per qualcun altro» (John Travolta)

Uno fra gli attori più versatili ed apprezzati della sua generazione. Nel ’77, con la sua performance di Tony Manero ne La febbre del sabato sera di John Badham, la sua carriera decolla, ottendendo una Nomination agli Oscar ed una ai Golden Globe come Miglior attore Protagonista e diventando una star internazionale. Un successo bissato l’anno seguente con Grease (1978) di Randal Kleiser, con Olivia Newton-John. Circa quindici anni dopo, nel ’94, Quentin Tarantino gli fa interpretare il ruolo del killer Vince Vega in Pulp Fiction, con cui Travolta dà nuovo slancio alla sua carriera, dimostrando al pubblico di esser molto più di quell’icona generazionale connessa ai due film musicali di fine anni Settanta.

Nato a Englewood  .- nel New Jersey -  nel febbraio 1954, John Joseph Travolta - meglio noto come John Travolta -, incoraggiato dai genitori (la madre di origini anglo-irlandesi, il padre italiane), giovanissimo prende lezioni di tip-tap dal fratello di Fred Kelly (fratello del grande Gene Kelly), e all’età di sedici anni abbandona gli studi per dedicarsi al ballo e alla recitazione.

Due anni dopo, nel ’72, debutta a Broadway nel musical Rain.

Esordisce al cinema in un ruolo secondario nell’horror Il maligno (1975) di Robert Fuest e partecipa alla serie televisiva Welcome Back Kotter (I ragazzi del sabato sera - 1975-79, oltre ottanta episodi), dove interpreta Vinnie Barbarino. Proprio grazie a tale personaggio Badham lo avrebbe poi scelto come protagonista di Saturday Night Fever (La febbre del sabato sera - 1977), ma già l’anno avanti era stato diretto da Brian De Palma in Carrie (Carrie - Lo sguardo di satana - 1976).

Il ’77 lo vede arrivare al successo internazionale nel ruolo del ballerino/commesso Toni Manero, l'icona generazionale connessa alla diffusione della disco-music ed all'affermazione di nuovi generi, look, codici di vita e di comunicazione. Per la sua performance Travolta ottiene una Nomination all'Oscar come Miglior Attore Protagonista.

Il successo viene ribadito da Grease (Grease - Brillantina - 1978) di Randal Kleiser, con Olivia Newton-John, riedizione di un musical anni Cinquanta, in cui l'attore conferma le sue eccezionali doti di ballerino.

 Gli anni Ottanta si avviano con il buon riscontro ottenuto con Urban Cowboy (1980) di James Bridges, cui seguono le ottime prove di Blow Out (1981) di B. De Palma e di Staying Alive (1983) di Sylvester Stallone, sequel di Saturday Night Fever.

La commedia fantastica Two of a Kind (Due come noi - 1983) di John Herzfeld segna il primo vero insuccesso della sua carriera. Negli anni successivi attraversa una grande crisi professionale, superata solo nell’89 grazie al notevole successo di pubblico ottenuto da Look Who's Talking (Senti chi parla) di Amy Heckerling, commedia sentimentale che ha avuto un sequel (Senti chi parla 2, anch’esso diretto da A. Heckerling) l’anno seguente.

Tuttavia, è il ’94 a segnare la rinascita di J. Travolta come star, grazie a Quentin Tarantino che lo vuole per il ruolo di un sicario folle e logorroico in Pulp Fiction, performance per cui ottiene  la sua seconda Nomination all'Oscar come Miglior Attore Protagonista e vince il David di Donatello come Miglior Attore Straniero.

A partire da quel momento nessuno ha più avuto dubbi sulle sue qualità istrioniche e Travolta ha lavorato ininterrottamente in pellicole molto differenti fra loro: dai due film d'azione diretti da John Woo (Broken Arrow - 1996 - e Face/Off - 1997) alla partecipazione al cast corale di The Thin Red Line (La sottile linea rossa - 1998) di Terrence Malick; dalla commedia romantica Phenomenon (1996) di Jon Turteltaub al thriller Swordfish (2001) di Dominic Sena.

Ad ulteriore conferma della sua fama internazionale e della maturità raggiunta ricordiamo anche le performance insieme a Gene Hackman (Get Shorty - 1995 - di Barry Sonnenfeld) Dustin Hoffman (Mad City - 1997 - di Constantin Costa-Gavras) e Sean Penn (oltre al già citato La sottile linea rossa di Terrence Malick, anche She's so Lovely - 1998 - di Nick Cassavetes).

Interprete eccentrico e dotato di forte presenza scenica, John Travolta è uno fra i divi del cinema hollywoodiano di fine Novecento/inizio ventunesimo secolo, in grado di fondere la tradizione attoriale americana con le esigenze del cinema contemporaneo.

 

 

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