“L’altro uomo” di Alfred Hitchcock all’Armonia dei Contrari

Farley Granger e Robert Walker ne "L'altro uomo" di Alfred Hitchcock Farley Granger e Robert Walker ne "L'altro uomo" di Alfred Hitchcock
Verrà proiettato venerdì 24 novembre 2017 alle ore 21 presso l’Associazione Culturale Armonia dei Contrari - viale dei Quattro venti 38, a pochi metri da piazza Francesco Cucchi, in zona Monteverde - a Roma il film di Alfred Hitchcock del 1951 “L’altro uomo”, conosciuto anche con il titolo “Delitto per delitto” .

Dopo il grande successo dell’appuntamento di venerdì 10 novembre 2017 (con proiezione del film francese È solo la fine del mondo - 2016 - di Xavier Dolan)  “Parlami di Cinema” diventa nuovamente Food & Movie Special Event. L’Associazione Culturale “Armonia Dei Contrari” Monteverde vecchio Roma offre al pubblico cinefilo una cena completamente fatta in casa, permettendo di attendere con gusto l'inizio del film, tra una forchettata e quattro chiacchiere in armonia.

A circa un mese da The Night of the Hunter (La morte corre sul fiume, 1955) di Charles Laughton, proiettato il 27 ottobre 2017, all’Armonia dei Contrari torna un grande film classico. Venerdì 24 novembre, subito dopo la cena, verrà proiettato il film Strangers on a Train (L'altro uomo, conosciuto anche con il titolo Delitto per delitto) di Alfred Hitchcock, film che è stato inserito dal National Board of Review of Motion Pictures nella lista dei dieci migliori film dell'anno 1951 e che ha avuto uno straordinario successo di pubblico.

Guy Haines è un tennista di successo con una moglie sciroccata. Bruno Anthony è un miliardario con un padre di cui farebbe volentieri a meno. I due s’incontrano in treno e Bruno illustra subito il suo progetto: se Guy gli farà fuori suo padre, lui in cambio farà lo stesso con la moglie. Guy rifiuta, ma Bruno mette ugualmente in pratica il suo progetto e pretende che l’altro gli “ricambi la cortesia”.

Il film fu prodotto da Alfred Hitchcock per la Warner Bros.Il soggetto è tratto dal primo libro (1950) di Patricia Highsmith, all’epoca giovane e semisconosciuta autrice di thriller. Hitchcock, che era sempre “a caccia” di buone storie da portare al cinema, trattando tramite un intermediario - che non rivelò mai che la persona interessata al romanzo fosse lui - , acquistò i diritti sul libro ad una cifra molto bassa (circa settemilacinquecento dollari). In seguito la Highsmith dichiarò di esser rimasta molto male per il comportamento di Hitchcock, il quale volendo sarebbe stato in grado di pagare molto di più.  Ovviamente, è superfluo dire che usare intermediari anonimi per “arraffare” le storie migliori alle cifre quanto più basse possibile ad Hollywood era pratica molto diffusa. Vi ricorrevano sia i grandi studios sia molti fra più noti registi dell’epoca.

La sceneggiatura de L’altro uomo fu affidata in un primo tempo al grande Raymond Chandler (il creatore del celebre detective Philip Marlowe e già cosceneggiatore de di Double Indemnity - 1944 - di Billy Wilder, considerato quasi all’unanimità - insieme a Il mistero del falco di John Huston, Il grande sonno di Howard Hawks, Il postino suona sempre due volte di Tay Garnett e Out of the Past di Jacques Tourneur - come uno fra i maggiori noir americani degli anni Quaranta) ,ma la loro collaborazione non funzionò granché e, circa due mesi dopo, fu ingaggiato Czenzi Ormonde, uno fra gli assistenti di Ben Hecht, al quale si deve il lavoro finale con l'aiuto di Barbara Keon e Alma Reville, moglie del regista.

Per quanto riguarda il cast, Hitchcock ottenne Robert Walker (Missione segreta - 1944 - di Mervyn LeRoy, L’ora di New York - 1945 - di Vincente Minnelli, Nuvole passeggere - 1946 - di Richard Whorf, La morte è discesa a Hiroshima - 1947 - di Norman Taurog, Mare d’erba - 1947 - di Elia Kazan, Law of the Barbary Coast - 1949 - di Lew Landers, Black Midnight - 1949 - di Budd Boetticher, Military Academy with That Tenth Avenue Gang - 1950 - di David Ross Lederman,  La valle della vendetta - 1951 - di Richard Thorpe) per il ruolo di Bruno l'elegante psicopatico antagonista di Farley Granger. Per Walker, L’altro uomo sarebbe stato il suo ultimo film intero (del successivo, L’amore più grande di Leo McCarey, riuscirà a girare solo alcune scene a causa della sua improvvisa morte, avvenuta all’età di soli trentatré anni).

Il tennista è  interpretato da Farley Granger (Fuga nel tempo - 1948 - e La morte al di là del fiume - 1949 -, entrambi diretti da Irving Reis  La donna del bandito - 1949 - di Nicholas Ray, La via della morte - 1950 - di Anthony Mann, La porta dell’inferno - 1950 - e Di fronte all’uragano - 1951 -, entrambi diretti da Mark Robson, Il dono dei magi - 1952 - di Henry King, episodio de La giostra umana, Il favoloso Andersen - 1952 - di Charles Vidor, Senso - 1954 - di Luchino Visconti, Brooklyn chiama polizia - 1955 - di Maxwell Shane, L’altalena di velluto rosso - 1955 - di Richard Fleischer), il quale, tre anni avanti, era già stato diretto da Hitchcock in Rope (Nodo alla gola - 1948 -, conosciuto anche con il titolo Cocktail per un cadavere).

Una curiosità: nel 1970, dopo oltre un decennio di teatro, Farley Granger tornerà al cinema in Italia in quello che è forse il ruolo per cui più è noto presso il “grande pubblico”, ovvero quello del tirannico maggiore Harrison in Lo chiamavano Trintà di E. B. Clucher (alias Enzo Barboni). Fra i fans di Bud Spencer e terence Hill chi non ricorda il suo esilarante scambio di battute con Terence Hill al tavolo da poker (F.G.:“Qui c’è un fante di troppo”. T. H.: “No, qui c’è un maggiore di troppo”)? Nel corso degli anni Settanta lavora altri film italiani di serie B (La rossa dalla pelle che scotta - 1971 -, Qualcosa striscia nel buio - 1971 -, Rivelazioni di un maniaco sessuale al capo della squadra mobile - 1972 - di Roberto Bianchi Montero, Lo chiamavano Mezzogiorno - 1973 - di Peter Collinson, Pianeta Venere - 1974 - di Elda Tattoli, La moglie giovane - 1974 - di Giovanni d’Eramo, La polizia chiede aiuto - 1974 - di Massimo Dallamano) e francesi (Il serpente - 1973 - di Henri Verneuil).

A Ruth Roman (Il buon samaritano - 1948 -  di Leo McCarey, La finestra socchiusa - 1949 - di Ted Tetzlaff, Il grande campione - 1949 - di Mark Robson, Tre segreti - 1950 - di Robert Wise, Colt 45 - 1950 - di Edwin L. Marin, L’odio colpisce due volte - 1951 - di King Vidor, La croce di diamanti - 1952 - di Gordon Douglas, Ballata selvaggia - 1953 - di Hugo Fregonese, Terra lontana - 1954 - di Anthony Mann, L’alba del gran giorno - 1956 - di Jacques Tourneur, Il fondo della bottiglia - 1956 - di Henry Hathaway, Vittoria amara - 1957 - di Nicholas Ray), già sotto contratto con la Warner Brothers, fu affidato il ruolo di Ann Morton, la figlia del senatore.

La parte di Barbara Morton, sorella ficcanaso di Ann è interpretata dall’allora ventitreenne Patricia Hitchcock (Paura in palcoscenico - 1950 - e Psycho - 1960 -, entrambi diretti da Alfred Hitchcock, Un monello alla corte d’Inghilterra - 1951 - di Jean Negulesco, I dieci comandamenti - 1956 - di Cecil B. DeMille  figlia del regista.

Alfred Hitchcock appare - nella consueta comparsata che, come è noto, faceva in ogni suo film - salendo in treno con un grosso contrabbasso dalla stessa porta da cui è appena sceso Farley Granger.

Le riprese del L’altro uomo terminarono nel dicembre 1950 e la prima proiezione fu a giugno 1951 prima del Natale 1950. Il film fu un successo sia di pubblico sia di critica e, cronologicamente, si colloca (insieme ai quasi coevi Paura in palcoscenico - 1950 - e Io confesso - 1953) a mezza strada fra i grandi film di Hitchcock degli anni Quaranta (Rebecca - 1940 -, tratto dall’omonimo libro di Daphne du Maurier ed interpretato da Joan Fontaine, Laurence Olivier e Judith Anderson, Il sospetto - 1941 -, con Joan Fontaine e Cary Grant, Sabotatori - 1942 -, con Robert Cummings, Priscilla Lane e Norman Lloyd, L’ombra del dubbio - 1943 -, scritto da Thornton Wilder ed interpretato da Teresa Wright e Joseph Cotten, Io ti salverò - 1945 -, tratto dal libro di Frances Beeding ed interpretato da Ingrid Bergman, Gregory Peck e Leo G. Carroll,  Notorious - L’amante perduta - 1946 -, con Ingrid Bergman, Cary Grant e Claude Rains, Il caso Paradine - 1947 -, e il già citato Nodo alla gola) e i suoi successi degli anni Cinquanta (Il delitto perfetto - 1954 -, interpretato da Grace kelly, Ray Milland, Robert Cummings e John Williams, La finestra sul cortile - 1954 , con James Stewart, Grace Kelly Raymond Burr, Caccia al ladro - 1955 -, con Cary Grant, Grace Kelly e John Williams, L’uomo che sapeva troppo - 1956 -, remake dell’omonimo film inglese del 1934  ed interpretato da James Stewart e Doris Day, Il ladro - 1956 -, con Henry Fonda e Vera Miles, La donna che visse due volte - 1958 -, da molti considerato il suo capolavoro ed interpretato da Kim Novak e James Stewart e Barbara Bel Geddes, Intrigo internazionale - 1959 -, con Cary Grant, Eva Marie Saint, James Mason e Martin Landau) e Sessanta (Psycho - 1960 -, tratto dall’omonimo libro di Robert Bloch ed interpretato d Anthony Perkins, Janet Leigh e Vera Miles, Gli uccelli - 1963 -, con Tippi Hedren, Rod Taylor, Jessica Tandy e Suzanne Pleshette, Marnie - 1964 -, tratto dall’omonimo libro di Winston Graham ed interpretato da Tippi Hedren, Sean Connery e Diane Baker).   

Il tema del doppio affiora in molte scene de L’altro uomo. Due paia di piedi, due binari ferroviari che si incrociano due volte, drink doppi, due donne che chiedono l'ora in luoghi different, due uomini che corteggiano Miriam, due uffici, due detectives, due città, due donne con gli occhiali, due padri autorevoli. Tutto il film è sistematicamente costruito attorno al numero due (così come, ad esempio, circa quindici anni dopo Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone verrà costruito sul numero tre). Si tratta dell’elemento chiave della struttura del film. Fra vittima e colpevole avviene un ambiguo scambio dei ruoli e alla fine il perseguitato, in ogni caso, usufruirà dei “vantaggi” che il delitto gli ha procurato. Anche nei già citati L'ombra del dubbio e successivamente in Psycho (uno precedente, l’altro successivo a L’altro uomo), Hitchcock approfondisce il conflitto fra bene e male, fra mondo della luce e della vita e mondo delle tenebre, della follia e della morte.

Ne L’altro uomo il luna park diventa il simbolo del regno delle contraddizioni, il luogo in cui si compie il crimine e in cui si liberano le forze demoniache. Hitchcock si rifà anche ad una tradizione letteraria che comprende  il Faust di Goethe, La fiera delle vanità di William Makepeace Thackeray, Bartholomew Fair di Ben Johnson, Il pellegrinaggio del cristiano di John Bunyan fino a Il gabinetto del dottor Caligari. Il parco dei divertimenti è il luogo dove gli aspetti impazziti della vita vengono concentrati ed espressi. Il luna park era già stato rappresentato da Hitchcock coi toni del grottesco nei britannici Vinci per me (1929) e Omicidio (1930), e negli americani Sabotatori e Paura in palcoscenico.

La vittima designata (1971) di Maurizio Lucidi può esser considerato (a condizione di non avventurarsi in raffronti - che sarebero piuttosto “imbarazzanti”) come una sorta di remake italiano de L’altro uomo. Il film è interpretato da Tomas Milian e Pierre Clementi e si avvale delle musiche del grande e recentemente scomparso Luis Enriquez Bacalov.

Un amico da salvare (1975), episodio - diretto da Ben Gazzara ed interpretato da Richard Kiley - della serie televisiva Il Tenente Colombo (1971-78), sotto un profilo di struttura della trama (a cominciare dallo scambio di omicidi dei due protagonisti), si rifà abbondantemente al film di Hitchcock del '51. 

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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