La carica dei 101 compie 60 anni

La carica dei 101 compie 60 anni
Il leggendario cartoon Disney del 1961 diretto da Wolfgang Reitherman, Hamilton Luske e Clyde Geronimi e che ha per protagonisti i notissimi cani dalmata, spegne sessanta candeline.

One Hundred and One Dalmatians fu prodotto da Walt Disney (1901-1966) ed è tratto dal libro omonimo di Dodie Smith (1896-1990) del 1956. Fu il diciassettesimo classico Disney (dopo Biancaneve e i sette nani - 1937 - , Pinocchio - 1940 -, Fantasia - 1940 -, Dumbo - 1941 -, Bambi - 1942 -, Saludos amigos - 1942 -, I tre caballeros - 1944 -, Musica maestro - 1946 -, Bongo e i tre avventurieri - 1947 -, Lo scrigno delle sette perle - 1948 -, Le avventure di Ichabod e Mr Toad - 1949 -, Cenerentola - 1950 -, Alice nel Paese delle meraviglie - 1951 -, Le avventure di Peter Pan - 1953 -, Lilli e il vagabondo - 1955 -, La bella addormentata nel bosco - 1959 - e prima di altri celeberrimi cartoons quali La spada nella roccia - 1963 -, Il libro della giungla - 1967 -, Gli Aristogatti - 1970 -, Robin Hood - 1973 -, Le avventure di Winnie the Pooh - 1977 -, Le avventure di Bianca e Bernie - 1977 -, Red e Toby - Nemiciamici - 1981 -, Taron e la pentola magica - 1985 -, Basil l’investigatopo - 1986 -, Oliver & Company - 1988 -, La sirenetta - 1989 -, Bianca e Bernie nella terra dei canguri - 1990 -, La bella e la bestia - 1991 -, Aladin - 1992 -, Il Re Leone - 1994 -, Pocahontas - 1995 -, Il gobbo di Notre Dame - 1996 -, Hercules - 1997 -, Mulan - 1998 -, Tarzan - 1998 - e molti altri) ed uscì negli Stati Uniti nel gennaio 1961, distribuito dalla Buena Vista.

Nella versione originale la voce di Pongo era di Rod Taylor (1930-2015), il quale, due anni dopo, interpreterà (insieme a Tippi Hedren, Jessica Tandy e Suzanne Pleshette) Gli uccelli (1963) di Alfred Hitchcock, mentre quella di Crudelia De Mon era di Betty Lou Gerson (1914-1999)

Fu il primo film animato realizzato con la tecnica xerografica, che permetteva di risparmiare sull'inchiostrazione e che, negli anni successivi, verrà molto utilizzata fino all’avvento della colorazione digitale.

A partire dalla riedizione del 1970 il film è stato intitolato La carica dei 101.

Trentacinque anni dopo, il film ha avuto un modesto remake live-action intitolato La carica del 101 - Questa volta la magia è vera (1996), diretto da Stephen Herek ed interpretato da Jeff Daniels (nel ruolo di Rudy), Joely Richardson (Anita), una ridicola Glenn Close (Crudelia De Mon), Joan Plowright (Nilla), un giovane Hugh Laurie pre Doctor House nel ruolo di Gaspare, e Mark Williams (Orazio). Mai sottotitolo (Questa volta la magia è vera) fu più sbagliato. Perché la magia “vera” è stata generata (e lo è ancora oggi) dal cartoon del 1961 e sicuramente non dal modesto remake cinematografico degli anni Novanta (sono in molti - compreso chi scrive - a che quel film avrebbero potuto tranquillamente risparmiarselo)

Nel ’56 Dodie Smith scrisse il romanzo I cento e uno dalmata. L’anno seguente Walt Disney lo lesse, fu subito interessato e ne acquistò i diritti per trasformare il libro in un cartoon. Bill. Peet fu incaricato da W. Disney di scrivere il film. La carica dei 101 sarà il primo cartoon Disney scritto da un solo sceneggiatore.

W. Disney, che in genere interveniva personalmente nelle sceneggiature dei cartoons, questa volta non lo fece, in quanto riteneva che il lavoro svolto da Peet fosse perfetto. Quest’ultimo inviò a D. Smith alcuni disegni dei personaggi e l’autrice ne fu entusiasta. Nei circa trent’anni successivi, in varie interviste, affermerà sempre che Bill Peet aveva migliorato la storia e che i suoi disegni erano migliori delle illustrazioni del libro (pubblicato inizialmente a puntate nel settimanale «Woman’s Day» con il titolo The Great Dog Robbery)

Ad attirare l’attenzione di W. Disney sul libro di D. Smith fu un amico comune (di W. Disney e della Smith, entrambi cinofili). Secondo alcuni, si trattò di Jack Warner, il presidente della Warner Bros. La casa di produzione acquistò i diritti nel giugno del ’57 ed il libro, per trasformarlo in cartoon, fu modificato e molto “rimaneggiato” da B. Peet.

Fra le varie differenze in confronto al libro di D. Smith ricordiamo le seguenti:

Nel libro Roger di cognome fa “Dearly”, mentre nel cartoon è stato modificato in “Radcliffe” (così come il nome non è più “Roger”, bensì “Rudy”);

nel romanzo le tate con cui Anita e Rudy vivono sono due: Nanny Cook e Nanny Butler, mentre nel cartoon vengono sostituite da Nilla (Nanny);

nel libro i cuccioli vengono portati via dopo una cena a casa di Crudelia De Mon a cui anche Rudy e Anita vengono invitati. Nel cartoon tale cena non esiste;

il personaggio di Peggy che appare nel cartoon è la fusione di due diverse dalmata che appaiono nel libro, ovverosia Missis (la vera madre dei quindici cuccioli e compagna di Pongo) e Perdita, che viene adottata da Anita e Roger per allattare i quindici cuccioli di Pongo. Dopo la partenza di Pongo e Missis alla ricerca dei cuccioli, Perdita resta ad “accudire” gli umani. Questa scena nel cartoon non esiste, ed infatti quando Pongo e Peggy fuggono di casa per andare alla ricerca dei cuccioli, Rudy e Anita rimangono da soli con Nilla;

nel cartoon scompare il personaggio di Prince, il dalmata adulto che era stato compagno di Perdita e che alla fine va a vivere con Roger e Anita ricongiungendosi con la ex sua compagna. Infatti nel libro i dalmata non sono novantanove cuccioli e due adulti, bensì novantasette cuccioli e quattro adulti. Inoltre, alcuni fra gli ottantadue cuccioli che non sono figli di Pongo e Missis sono i figli di Prince e Perdita. Nel cartoon, invece, gli ottantaquattro cuccioli che non sono figli di Pongo e Peggy sono stati acquistati da Crudelia in un negozio di animali;

nel libro Crudelia De Mon è sposata con un pellicciaio dal carattere molto più fragile del suo, ed è lui a rubare i cuccioli. Nel cartoon, invece, Crudelia non è sposata ed a rapire i cuccioli sono i due celebri Gaspare e Orazio (comicamente incompetenti e sconclusionati), inviati da Crudelia medesima;

nel libro Orazio si chiama Saul;

nel cartoon scompare la scena in cui Tommy, il padroncino di Colonnello - che non appare nel film - dà un veicolo giocattolo a Cadpig, uno fra i cuccioli protagonisti, più piccolo degli altri e he non riesce a tenere il passo dei suoi fratelli. Tuttavia, nel cartoon quest’ultima peculiarità appartiene a Lucky. Cadpig apparirà invece nella serie tv tratta dal film;

nel libro non appaiono Capitano ed il Sergente Tibbs;

nel cartoon non esiste il gatto di Crudelia De Mon, il quale aiuta i dalmata a distrugger tutte le sue pellicce. Tale gatto viene poi acquistato da Anita e Roger;

nel libro, alla fine della vicenda Anita e Roger decidono di acquistare casa De Mon e di ristrutturarla. Tale scena fu disegnata e sarebbe dovuta apparire anche nel cartoon, ma poi si decise di tagliarla e di far finire il film direttamente con il ritorno a casa dei dalmata.

Nel lungometraggio appaiono anche alcuni personaggi del precedente e già citato Lilli e il vagabondo: quando Pongo abbaia a tutti i cani della zona per diffondere la notizia del rapimento dei cuccioli, al richiamo rispondono - e contribuiscono al passaparola - anche Whisky, Gilda e Bull dalla vetrina di un negozio di animali; infine appaiono Biagio sopra un’automobile e Lilli in strada con altri cani.

Dopo che, due anni avanti, il costosissimo e già citato La bella addormentata nel bosco era stato un clamoroso fallimento al botteghino ci furono delle voci riguardo alla chiusura del dipartimento di animazione della Disney.

Tuttavia, in quegli anni Ub Iwerks, responsabile dei processi speciali dello studio, stava sperimentando la fotografia Xerox per l’animazione. Nel ’59 aveva modificato una macchina Xerox per trasferire i disegni degli animatori direttamente nei rodovetri d’animazione, eliminando così il processo di inchiostrazione e risparmiando molto tempo e soldi conservando nello stesso tempo la spontaneità degli elementi a matita. Ma a causa delle limitazioni della nuova tecnologia, lo Xerox non riuscì a deviare da un contorno nero graffiante e mancava la fine e sontuosa qualità dell'inchiostrazione mano. E così lo studio, non più in grado di permettersi il costoso processo di inchiostrazione, chiuse il reparto, con una conseguente riduzione del personale dell'animazione da oltre cinquecento a meno di cento persone.

Uno fra i vantaggi dello Xerox fu nel fatto che era di grande aiuto per animare i cani maculati. Secondo Chuck Jones, W. Disney fu in grado di realizzare il film in circa la metà di quel che sarebbe costato se avessero dovuto animare tutti i cani e le macchie. Per ottenere i dalmata maculati gli animatori pensarono alle macchie come ad una costellazione. Una volta che avevano una “macchia di ancoraggio”, le successive venivano messe in relazione a quella, e così via fino ad ottenere il motivo completo.

La produzione del film segnò anche un cambiamento nello stile grafico dell'animazione Disney. La bella addormentata nel bosco aveva uno stile più angolare e grafico in confronto ai precedenti film Disney, e lo stesso look fu riportato in La carica dei cento e uno e nella maggior parte dei film successivi. Per La carica dei cento e uno gli artisti dello sfondo avrebbero dipinto stampi liberi per rappresentare un oggetto e fotocopiare i dettagli sullo stampo.

Come aveva già fatto con altri suoi film, W. Disney ingaggiò un’attrice per eseguire le scene live-action come riferimento per il processo di animazione. Ad eseguire il riferimento live-action per il personaggio di Anita fu Helene Stanley, la quale aveva fatto lo stesso lavoro per i personaggi di Cenerentola e di Aurora.

Secondo Christopher Finch, autore del libro The Art of Walt Disney «Disney insistette sul fatto che tutte le scene che coinvolgono I personaggi umani avrebbero dovuto essere girate prima in live-action per determinare se avrebbero funzionato prima che al costoso lavoro di animazione fosse consentito di iniziare. Agli animatori non piaceva questo modo di lavorare, sentendo che penalizzava la loro capacità di creare il personaggio. […] Gli animatori capirono la necessità di questo approccio e in retrospettiva riconobbero che Disney aveva gestito le cose con notevole finezza».

A differenza del rotoscope gli animatori non tracciarono il filmato live-action, perché ciò avrebbe fatto apparire l’animazione come rigida e innaturale. Studiarono invece il movimento dei personaggi umani e disegnarono a mano libera.

A differenza di molti film d'animazione Disney La carica dei cento e uno ha solo tre canzoni, con una sola - Crudelia De Mon - ad avere un ruolo importante nel film. Gli altri due brani sono Kanine Krunchies Jingle (cantata, nella versione originale, da Lucille Bliss, la quale, circa un decennio avanti, aveva doppiato Anastasia in Cenerentola) e Dalmatian Plantation, due frasi della quale vengono cantate da Rudy alla fine del film («Che importa se son più di cento / ognuno con noi resterà / e in ogni momento nell’allevamente felice ciascun sarà / felice ciascun sarà»). L’autore Mel Leven aveva scritto varie canzoni aggiuntive per il cartoon, fra cui tra cui Don't Buy a Parrot from a Sailor, che avrebbe dovuto esser cantata da Gaspare e Orazio da Orazio a casa De Mon e March of the One Hundred and One, che i cani avrebbero dovuto cantare dopo la fuga da Crudelia nel furgone. Queste ultime canzoni, che non furono utilizzate nel cartoon, sono state incluse - insieme alle altre - nelle edizioni in musicassetta e audio cd della colonna sonora del film.

La versione italiana del film fu curata come al solito da Roberto De Leonardis. Il doppiaggio, diretto da Giulio Panicali (voce italiana di grandi attori hollywoodiani degli anni Quaranta e Cinquanta - fra i quali Charles Boyer Gary Cooper, Henry Fonda, Ray Milland, Robert Taylor, Glenn Ford, Robert Mitchum ed altri) fu eseguito dalla CDC negli stabilimenti Fono Roma. La direzione musicale è di Pietro Carapellucci.

La carica dei cento e uno, prodotto con un budget di quattro milioni di dollari, fu il decimo maggiore incasso del ’61, con oltre quattordici milioni nel mercato interno (Stati Uniti e Canada) nel corso del suo primo anno di distribuzione ed uno fra i film più popolari dello studio del decennio. Il film fu rieditato nei cinema nel ’69, nel ’79, nell’85 e nel ’91. Quest’ultima riedizione fu il ventesimo film di maggiore incasso dell’anno nel mercato interno. Le riedizioni italiane avvennero invece nel ’70, nel ’78, nell’86, nel ’95 e nel 2012.

Il cartoon vinse il premio BAFTA come Miglior Film d’Animazione ed ebbe una Nomination ai Grammy Awards come Miglior Registrazione per Bambini.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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