“La guerra lampo dei fratelli Marx” proiettato all’Armonia dei Contrari a Roma

Groucho Marx nel ruolo di Rufus T. Firefly ne "La guerra lampo dei fratelli Marx" Groucho Marx nel ruolo di Rufus T. Firefly ne "La guerra lampo dei fratelli Marx"
È stato proiettato con grande affluenza di pubblico martedì 4 luglio 2017 presso l’Associazione culturale Armonia dei Contrari - viale dei Quattro venti 38, in zona Monteverde, a pochi metri da piazza Francesco Cucchi - il film “La guerra lampo dei fratelli Marx" (1933), diretto da Leo McCarey e interpretato da Groucho, Harpo, Chico e Zeppo Marx, Margaret Dumont, Louis Calhern e Raquel Torres.

«C'era una grandezza innata in Groucho, che sfida l'analisi più accurata, come succede con tutti i veri artisti. Lui è semplicemente unico, allo stesso modo di Picassoo Stravinskij, e credo che la sua impudente strafottenza verso l'ordine costituito sarà divertente tra mille anni come adesso. Oltre tutto, mi fa ridere».

(Woody Allen)

Alla morte del suo presidente, lo Stato di Freedonia - immaginario Stato mitteleuropeo - si ritrova in una grave crisi economica. La ricca signora Teasdale (Margaret Dumont) promette di riempire le casse dello stato, a condizione che, come presidente, venga eletto Rufus T. Firefly (Groucho Marx) un suo uomo di fiducia, che tuttavia governa alternando anarchia e dittatura. Non appena arriva al potere Firefly mette scompiglio (volendo usare un generoso eufemismo) nel governo, promuove leggi bizzarre e finisce con il far scoppiare una guerra contro il vicino Stato di Sylvania. Al suo fianco troviamo Chicolini e Pinky (Chico e Harpo Marx), due strampalati buontemponi inizialmente ingaggiati come spie dal rigido e compassato ambasciatore Trentino (Louis Calhern, il quale, in anni successivi apparirà in film quali Il cielo può attendere - 1943 - di Ernst Lubitsch, Notorious - L’amante perduta - 1946 - di Alfred Hitchcock, La giungla d’asfalto - 1950 - di John Huston) per mettersi alle costole di Firefly. Al termine di uno stravagante conflitto...

Duck Soup (La guerra lampo dei fratelli Marx, conosciuto anche con i titoli Zuppa d’anatra e Zuppa d’anitra) di Leo McCarey (futuro regista de L’orribile verità - 1937 - Oscar per la Miglior Regia -, La mia via - 1944 -, Oscar per la Miglior Regia e per il Miglior Soggetto, Un amore splendido - 1957 - e Missili in giardino - 1958)  è il sesto film dei fratelli Marx dopo Rumor Risk (1921) di Richard Smith, The Cocoanuts (Noci di cocco, 1929) di Robert Florey e Joseph Santley, Animal Crakers (1930) di Victor Heerman, Monkey Business - Quattro folli in alto mare (1931) di Norman Z. McLeod (il futuro regista di Orgoglio e pregiudizio - 1940 -, con Laurence Olivier e Greer Garson), Horse Feathers - I fratelli Marx al college (1932, conosciuto anche con il tiitolo Piume di cavallo), anch’esso diretto da Norman Z. McLeod, e prima di A Night at the Opera (Una notte all’Opera, 1935) di Sam Wood (il futuro regista de L’idolo delle folle - 1942 -, Per chi suona la campana - 1943 - e Il ritorno del campione - 1949), A Day at the Races (Un giorno alle corse, 1937), anch’esso diretto da Sam Wood, Room Service (Servizio in camera, 1938) di William A. Seiter, At the Circus (Tre pazzi a zonzo, 1939) di Edward Buzzell, Go West (I cowboys del deserto, 1940), anch’esso diretto da Edward Buzzell, The Big Store (Il bazar delle follie, 1941) di Charles Reisner, A Night in Casablanca (Una notte a Casablanca, 1946) di Archie Mayo (già regista de La foresta pietrificata - 1936 -, con Leslie Howard, Bette Davis e Humphrey Bogart), Love Happy (Una notte sui tetti, 1949) di David Miller (Il futuro regista del noir So che mi ucciderai - 1952 -, di Merletto di mezzanotte - 1960 - e di Solo sotto le stelle - 1962), e The Story of Mankind (L’inferno ci accusa, 1957) di Irwin Allen (il futuro produttore de L’inferno di cristallo - 1974 - di john Guillermin).  

A partire dal graffito apparso su un muro di Parigi nel 1968 («Je suis marxiste, tendance Groucho»),il gioco dei nomi che rievoca l’altro Marx (Karl) è divenuto un cliché surreale, sovente rievocato negli anni Settanta, in epoche di contestazioni, quando la carica anarchica e antisistema della comicità dei fratelli Marx, fu riscoperta dal pubblico.

La comicità surreale ed effervescente di Groucho Marx è stata inoltre fonte d'ispirazione per numerosi comici successivi, da Woody Allen al farsesco Mel Brooks, mentre la maschera comica da lui creata (sopracciglia folte, occhiali dalla montatura tonda, baffoni dipinti e sigaro) è diventata un popolare stereotipo,ripreso in numerose produzioni, vignette e caricature.

Fra gli omaggi resi da Woody Allen, ricordiamo Prendi i soldi e scappa (1969), strutturato con la tecnica del "falso documentario”, ed in cui i genitori di Virgil Starkwell (il protagonista del film, interpretato dallo stesso Woody Allen), mentre rispondono alle domande di un cronista, indossano maschere con le fattezze di Groucho. Anche i successivi Il dittatore dello Stato libero di Bananas (1971), Il dormiglione (1973) e Amore e guerra (1975) appaiono evidentemente influenzati dalla comicità dei fratelli Marx. In Hannah e le sue sorelle (1986) il nevrotico e depresso personaggio di Mickey (Woody Allen) capita in un cinema durante la proiezione de La guerra lampo dei fratelli Marx e, vedendo Groucho piroettare sullo schermo, trova le giuste motivazioni per continuare a vivere.

In Italia, la travolgente forza distruttiva della comicità marxiana ha influenzato generi come il teatro dell'assurdo di Eugène Ionesco, il quale affermò pubblicamente di aver tratto ispirazionedai soverchiamenti dell'ordine e delle convenzioni che i fratelli Marx propongono nelle loro opere teatrali e cinematografiche.

L’evento, presentato da Matteo Colibazzi - il quale ha anche condotto e animato il dibattito successivo alla proiezione - presso l’associazione Armonia dei Contrari, coordinata da Giorgia Verri e molto attiva anche in altri settori (oltre ai cineforum, spettacoli teatrali, concerti, seminari, serate a tema, conferenze) ha chiuso la stagione 2016/2017, una stagione decisamente molto ricca sia sotto il profilo qualitativo sia sotto quello qualitativo. Ben sedici le proiezioni precedenti a quella de La guerra lampo dei fratelli Marx, abbracciando oltre ottant’anni di storia del cinema:

l'esilarante screwball comedy Bringing Up Baby (Susanna, 1938) di Howard Hawks, interpretata da Katharine Hepburn e Cary Grant (i quali avevano già lavorato insieme ne Il diavolo è femmina - 1935 - di George Cukor e in Incantesimo - 1938 - di G. Cukor e che due anni dopo sarebbero tornati in Scandalo a Philadelphia - 1940 - di G. Cukor) insieme a Charles Ruggles e May Robson.   

il western The Stagecoach (Ombre rosse, 1939) di John Ford, interpretato da un giovane John Wayne e da Claire Trevor, Thomas Mitchell (Oscar come Miglior Attore non Protagonista) e John Carradine;

il celeberrimo Rear Window (La finestra sul cortile, 1954) di Alfred Hitchcock, interpretato da James Stewart (al suo secondo film diretto da A. Hitchcock dopo Nodo alla gola - 1948 - e prima de L’uomo che sapeva troppo - 1956 - e del bellissimo La donna che visse due volte - 1958) Grace Kelly (Il delitto perfetto - 1954 -, Caccia al ladro - 1955 -, anch’essi diretti da A. Hitchcock) Thelma Ritter, Wendell Corey e da un inquietante Raymond Burr pre Perry Mason ed Ironside;

il francese Les diaboliques (I diabolici, 1955) di Henri-Georges Clouzot, con Simone Signoret, Véra Clouzot, Paul Meurisse e Charles Vanel;

il gangster movie The Killing (Rapina a mano armata, 1956) di Stanley Kubrick, interpretato da Sterling Hayden (in un ruolo molto simile a quello già interpretato sei anni avanti nel già citato La giungla d’asfalto di John Huston), Coleen Gray, Jay C. Flippen e Marie Windsor;

The Trial (Il processo, 1962) di Orson Welles, tratto dall’omonimo libro di Franz Kafka e interpretato da Anthony Perkins, Romy Schneider, Elsa Martinelli e dallo stesso O. Welles;

Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) (1970) di Ettore Scola, con Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Giancarlo Giannini e Marisa Merlini;

Il francese La Nuit américaine (Effetto notte, 1973) di François Truffaut, con Jacqueline Bisset, Jean-Pierre Léaud, Valentina Cortese e dallo stesso François Truffaut;  

Regalo di Natale (1986) di Pupi Avati, con Diego Abatantuono, Carlo Delle Piane, George Eastman, Gianni Cavina, Alessandro Haber;

Una pura formalità (1994) di Giuseppe Tornatore, con Gerard Depardieu, Roman Polanski e Sergio Rubini e Nicola Di Pinto;

The Man Who Wasn’t There (L’uomo che non c’era, 2001) di Joel e Ethan Coen, con Billy Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini e Michael Badalucco;

The Prestige (2006) di Christopher Nolan, con Christian Bale, Scarlett Johansson, Hugh Jackman, Michael Caine e David Bowie;

Cesare deve morire (2012) di Paolo e Vittorio Taviani, con Cosimo Rega, Salvatore Striano, Giovanni Arcuri e Antonio Frasca;  

Only Lovers left Alive (Solo gli amanti sopravvivono, 2013) di Jim Jarmusch, con Tom Hiddleston, Tilda Swinton, Mia Wasikowska e John Hurt;

The Congress (2013) di Ari Folman, con Robin Wright, Harvey Keitel, Kodi Smit-McPhee e danny Huston

Indivisibili (2016) di Edoardo De Angelis, con Angela e Marianna Fontana, Antonia Truppo e Massimiliano Rossi.

Un programma di tutto rispetto che automaticamente innesca entusiasmo e grandi aspettative per la stagione che seguirà.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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