L'isola di Medea: a Casarsa l’amore illusorio tra Pasolini e Maria Callas

Maria Callas e Pier Paolo Pasolini all'aeroporto di Ciampino in vista delle riprese di Medea Maria Callas e Pier Paolo Pasolini all'aeroporto di Ciampino in vista delle riprese di Medea Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Venerdì 28 settembre, al Teatro Pasolini di Casarsa con inizio alle ore 21.00, si chiuderà un intenso mese di appuntamenti curati dal Centro Studi Pasolini di Casarsa con la proiezione, alla presenza dell'autore, del documentario "L’isola di Medea" di Sergio Naitza.

Il documentario esplora il rapporto speciale nato nell’estate del 1969 durante la lavorazione del film Medea tra il regista Pasolini e la protagonista Maria Callas. Non fu una storia d’amore classica, come la dipinse la stampa dell’epoca attratta dal potenziale mediatico della coppia: un regista scomodo e provocatorio, dichiaratamente omosessuale e una celeberrima cantante d’opera appena “scaricata” dall’armatore Onassis. Fu invece l’incontro fra due anime sensibili, la nascita di un rapporto artistico bello e coinvolgente, d’amicizia profonda e speciale.

Il racconto di questa affinità elettiva prende forma attraverso i ricordi e gli aneddoti dei componenti della troupe e degli amici più cari della coppia: parlano Ninetto Davoli, che condivise con Pasolini momenti privati e artistici; Nadia Stancioff, l’assistente personale della Callas; il costumista Piero Tosi, la costumista Gabriella Pescucci, il direttore di produzione Fernando Franchi, l’attore Giuseppe Gentile (medaglia di bronzo alle olimpiadi di Città del Messico in salto triplo), l’attrice Piera Degli Esposti (che debuttò con Medea), la scrittrice Dacia Maraini (che con Pasolini, Moravia e la Callas fece due lunghi viaggi in Africa), lo storico del cinema Roberto Chiesi: ciascuno illumina con particolari anche inediti il legame che unì Pier Paolo e Maria, soprattutto durante le riprese del film nel set dell’isola di Grado e della laguna: un luogo dove Pasolini trovava le sue radici friulane e dove amava ritirarsi per scrivere e pensare e nel quale portò spesso anche la Callas.

Alcuni frammenti delle lettere e poesie che il regista e la cantante si scambiarono, letti da voci off e illustrati dai disegni di Davide Toffolo, segnano come capitoli il documentario, approfondendo i dettagli di un rapporto delicato e sincero. A Grado in seguito Pasolini presentò in prima nazionale alcuni suoi film: Porcile (contestando la proiezione alla Mostra di Venezia) e il successivo Decameron.

Pubblicato in Cinema
Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

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