Lo chiamavano Jeeg Robot conquista il Festival di Roma

Luca Marinelli, Claudio Santamaria, Gabriele Mainetti, Ilenia Pastorelli Luca Marinelli, Claudio Santamaria, Gabriele Mainetti, Ilenia Pastorelli G. Currado © Agr
Al suo secondo giorno, il festival di Roma ha già trovato il suo film sorpresa: “Lo chiamavano Jeeg Robot” è il sorprendente esordio dietro la macchina da presa di Gabriele Mainetti, classe 1976, attore e già autore di cortometraggi pluripremiati come il suo ultimo Tiger Boy del 2012.

La scommessa vinta da “Lo chiamavano Jeeg Robot” è quella di appropriarsi di un genere cinematografico estraneo al nostro cinema, scardinarlo e reinventarlo da cima a fondo.
Mainetti tira fuori dal cilindro il primo vero film di supereroi italiano, ambientato non a Gotham City , ma a Tor Bella Monaca, nella periferia di Roma. Il nostro protagonista non si chiama Bruce Waye o Clark Kent, ma un romanissimo Enzo Ceccotti, interpretato da un gonfiato e palestrato Claudio Santamaria.
Ceccotti è un Ant-man borgataro, di professione ladruncolo e scassinatore. Magicamente entra in contatto con una sostanza radioattiva nel Tevere (!) e da lì scoprirà di avere poteri soprannaturali, rendendolo immortale e invincibile.

Li utilizzerà per scassinare bancomat e assaltare camion portavalori, trasformandosi agli occhi dell’opinione pubblica nel Supercriminale.
La sua nemesi è rappresentata dal boss di quartiere soprannominato “Lo Zingaro” (il camaleontico Luca Marinelli), violentissimo e feroce, circondato da un branco di scagnozzi e rottweiler. Tra i due si scatena una caccia tra il gatto e il topo con un epico scontro finale.

Con una trama dichiaratamente fantastica e irreale, il merito del regista è quello di averla tradotta per immagini con un registro narrativo assolutamente credibile. Supportato da una scrittura in cui si ride molto (“un supereroe con le scarpe di camoscio non si è mai visto”, bravo lo sceneggiatore Nicola Guaglianone), Mainetti crea un mash up potentissimo tra due mondi diametralmente opposti: da una parte la periferia romana popolata da trans, drogati e piccoli boss (proprio quella vista nel recentissimo “Non essere cattivo” di Claudio Caligari, tra l’altro con Luca Marinelli tra i protagonisti), dall’altra il mondo del cinecomic americano, in cui ci sono i buoni, i cattivi e la bella da salvare.

La macchina da presa di Mainetti si muove sicura tra le anse del Tevere e il Grande raccordo Anulare, regalandoci così una sorta di Dark Knight all’amatriciana: un godibilissimo film d’azione,con Claudio Santamaria nei panni di Ben Affleck,  Luca Marinelli come Joker e Ilenia Pastorelli come Lois Lane. Il tutto con un mix di generi, tra l’horror, il pulp e crime movie,  con la parlata in romanesco che si impasta con gli effetti speciali, finalmente, degni di un film internazionale. Bravi tutti, veramente.

Un film che andrebbe fatto vedere a Kevin Feige, il padre padrone dei Marvel Studios. Chissà cosa direbbe.

Pubblicato in Cinema
Giacomo Visco Comandini

Laureato alla Sapienza, dal 2008 è uno dei redattori di Enel.tv, la televisione aziendale di Enel. Appassionato di cinema, ha collaborato per la rivista Filmaker’s MagazineIl Riformista e la Repubblica

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