Monica Vitti compie 90 anni

Monica Vitti nel 1964 Monica Vitti nel 1964 foto Carlo Riccardi
La grande attrice interprete di film quali “L’avventura”, “La notte”, L’eclissi” e “Il deserto rosso” di Michelangelo Antonioni, “La ragazza con la pistola” di Mario Monicelli, “Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca” di Ettore Scola, “La supertestimone” e “Gli ordini sono ordini” di Franco Giraldi, “Teresa la ladra” di Carlo di Palma, “Il fantasma della libertà” di Luis Bunuel “L’anatra all’arancia” di Luciano Salce, “L’altra metà del cielo” di Franco Rossi, “Ragione di stato” di André Cayatte  e molti altri, compie novant’anni.

Nata a Roma nel 1931, Maria Luisa Ceciarelli - meglio nota come Monica Vitti - scopre la passione per il teatro fin da giovanissima giocando con i burattini insieme ai fratelli, e nel 1953 si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica, all’epoca diretta da Silvio d’Amico.

Debutta subito in opere di Shakespeare e Molière e comincia a dar prova della sua versatilità recitando nelle commedie sul personaggio “Bonaventura” di Sergio Tofano (che qui adotta lo pseudonimo di Sto).

Nel ’56 è Ofelia in Amleto di Riccardo Bacchelli al Teatro Olimpico di Vicenza e recita in Bella di Cesare Meano - regia di Enzo Ferrieri - al Teatro Convegno di Milano ed in alcuni atti unici comici al Teatro Arlecchino (ora Teatro Flaiano) a Roma.

Al cinema, dopo alcuni ruoli secondari - come in Una pelliccia di visone (1957) di Glauco Pellegrini - la svolta decisiva della sua carriera avviene con l’incontro con Michelangelo Antonioni, il quale le dà, a teatro, il ruolo di prima attrice nella Compagnia del Nuovo da lui diretta, e ne fa la musa del cinema  dell’incomunicabilità con l’interpretazione dei  quattro film della  “tetralogia”: L’avventura (1960), con Gabriele Ferzetti e Lea Massari, La notte (1961), con Jeanne Moreau e Marcello Mastroianni, L’eclisse (1962), con Alain Delon, e Il deserto rosso (1964), con Richard Harris, e considerato il film-manifesto dell’esistenzialismo espresso da Antonioni.

In questi anni, oltre cinema dell’alienazione, sperimenta altri generi, da Le quattro verità (1962) - episodio di La lepre e la tartaruga di Alessandro Blasetti ispirato alle favole di La Fontaine -, a Confetti al pepe (1963) di Jacques Balatier, parodia dei generi cinematografici emergenti, da Un castello in Svezia (1963) ispirato all’omonima commedia teatrale (1956-59) di Françoise Sagan al fumettistico Modesty Blaise (1966) di Joseph Losey.

Ritorna a teatro nel ’64 per interpretare, diretta da Franco Zeffirelli, il dramma Dopo la caduta di Arthur Miller, ma al cinema si indirizza verso il genere leggero dimostrando un talento comico che verrà riconosciuto sia dal pubblico sia dalla critica. Dopo Ti ho sposato per allegria (1967) di Luciano Salce, con Giorgio Albertazzi, e La cintura di castità (1967) di Pasquale Festa Campanile, si afferma come attrice brillante con La ragazza con la pistola (1968) di Mario Monicelli, con Carlo Giuffrè, film con cui vince un Nastro d’Argento e un David di Donatello.

Inizia una serie di film nei quali recita con i principali attori italiani dell’epoca: da Amore mio aiutami (1969), di e con Alberto Sordi, Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca (1970) di Ettore Scola, con Marcello Mastroianni e Giancarlo Giannini, La supertestimone (1971) di Franco Giraldi, con Ugo Tognazzi, Gli ordini sono ordini (1972), tratto dal racconto omonimo di Alberto Moravia ed anch’esso diretto da F. Giraldi, Teresa la ladra (1973) di Carlo Di Palma, tratto dal romanzo Memorie di una ladra (1972) di Dacia Maraini ed interpretato da Michele Placido e Stefano Satta Flores, Il fantasma della libertà (1974) di Luis Bunuel, L’anatra all’arancia (1975) di Luciano Salce, tratto dall’omonima commedia teatrale, L’altra metà del cielo (1977) di Franco Rossi, Ragione di stato (1978) di André Cayatte, Amori miei (1978) di Steno, tratto dalla commedia teatrale omonima di Iaia Fiastri del ’75 ed interpretato da Enrico Maria Salerno e Johnny Dorelli, Il tango della gelosia (1981) di Steno, con Diego Abatantuono e Philippe Leroy, Io so che tu sai che io so (1982) di e con Alberto Sordi, Flirt (1983) di Roberto Russo, con cui vince un Orso d’Argento ed ottiene una candidatura al David di Donatello, Scandalo segreto (1990) da lei anche scritto e diretto.

Attiva anche in televisione, è apparsa in vari film tv come I frutti dell’istruzione (1955) di Lev Tolstoj, Questi ragazzi (1956) di Claudio Fino, Fermenti (1957) di Carlo Ludovico Bragaglia, tratto da Eugene O’ Neill, Il tunnel (1958) e Il borghese gentiluomo (1959) di Giacomo Vaccari, tratti da Molière, Il cilindro (1978) di Eduardo De Filippo, La strana coppia (1989) di Franca Valeri, tratto dalla commedia teatrale omonima di Neil Simon (portata al cinema nel 1968 con il celebre film di Gene Saks con Jack Lemmon e Walter Matthau), Il mistero di Oberwald (1980) di Michelangelo Antonioni, ed in miniserie come L’alfiere (1956) di Anton Giulio Majano, Mont Oriol (1958) di Claudio Fino, tratto dal romanzo omonimo di Guy de Maupassant, e Ma tu mi vuoi bene? (1992) di Marcello Fondato, con Johnny Dorelli, e a programmi come Ti conosco mascherina (1955) di Marcello Marchesi, Qualcosa di Monica (1980, su Rete 2) e Passione mia (1995, su Rai1) per la regia di Roberto Russo, Domenica in (1993-94, su Rai 1), regia di Adriana Borgonovo, In ordine alfabetico (1998, su Canale 5), programma di Maurizio Costanzo ed Enrico Mentana.

Nel 2011, in occasione del suo ottantesimo compleanno, Il Festival Internazionale del Film di Roma, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e Cinecittà Luce, ha reso omaggio a Monica Vitti con una mostra fotografica - allestita nel foyer della Sala Sinopoli, all’Auditorium Parco della Musica di Roma -, un volume e la proiezione di due film. Una rassegna che ha ripercorso i quarant'anni di una carriera che ha incredibilmente toccato i vertici del dramma e dell’intimismo, da una parte, e quelli del comico brillante dall'altra. Inoltre, sono stati proiettati due film: il già citato Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca di Ettore Scola, e Scandalo segreto, suo ultimo lavoro, di cui fu sceneggiatrice, regista ed interprete.

Anche ArchivioRiccardi.it, per l’occasione, ha deciso di pubblicare una galleria fotografica dedicata all'indiscussa protagonista della commedia all’italiana. Scatti di vita mondana di Monica Vitti in compagnia di Michelangelo Antonioni, in passeggiate per le vie di Roma, durante alcune premiazioni, realizzati negli anni Sessanta dal grande fotografo Carlo Riccardi (classe 1926).

Monica Vitti ha vinto numerosi premi, fra cui cinque David di Donatello come migliore attrice protagonista (più altri quattro riconoscimenti speciali), tre Nastri d’Argento, dodici Globo d’Oro - fra cui due alla carriera -, un Ciak d’Oro alla carriera, un Leone d’Oro alla carriera a Venezia, un Orso d’Argento al Festival di Berlino, una Concha de Plata a San Sebastián e ha ottenuto una candidatura al premio BAFTA.

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