Olivia de Havilland compie 100 anni

una scena de "Lo specchio scuro" una scena de "Lo specchio scuro"
Olivia de Havilland il 1 luglio 2016 ha spento cento candeline.

Nata a Tokyo nel 1916, Olivia Mary de Havilland è la prima figlia maggiore un avvocato inglese specializzato in materia di brevetti e che aveva uno studio legale a Tokyo e di un’attrice. La sua famiglia era imparentata con quella dell'ingegnere Geoffrey de Havilland, pioniere inglese dell’aviazione e fondatore della De Havilland Aircraft Company.

Dotata di naturale eleganza, esordisce al cinema nel 1934 in Alibi Ike di Ray Enright e l’anno seguente ottiene il suo primo ruolo di successo nello shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate (1935) di Max Reinhardt e William Dieterle. Scritturata dalla Warner Bros, nei tre anni successivi partecipa a tre film d’avventura interpretati da Errol Flynn: Capitan Blood (1935), La carica dei seicento (1936) e La leggenda di Robin Hood (1938), tutti diretti da Michael Curtiz, il quale la dirige anche in Occidente in fiamme (1937), La quadriglia dell’illusione (1938), Gli avventurieri (1939), Il conte di Essex (1939), I pascoli dell’odio (1940).

Tuttavia, il successo internazionale giungerà nel ‘39, quando verrà temporaneamente ”prestata” alla Metro Goldwyn Mayer per interpretare il ruolo di Melania Hamilton nel celeberrimo Via col vento di Victor Fleming, in cui lavora con Clark Gable, Vivien Leigh e Leslie Howard.

Naturalizzata cittadina statunitense nel ’41, negli anni successivi dovrà lottare per ottenere ruoli all'altezza del suo talento drammatico.

Nel ’42 ottiene una Nomination all’Oscar come Miglior Attrice protagonista per La porta d’oro di Mitchell Leisen.

Nella seconda metà degli anni quaranta ottiene numerosi consensi (sia di pubblico sia di critica) per le sue performance in film quali come A ciascuno il suo destino (1946) di Mitchell Leisen, con cui vince un Oscar come Miglior Attrice Protagonista, Lo specchio scuro (1946) di Robert Siodmak, considerata quasi all’unanimità come una fra le migliori  interpretazioni della sua carriera, La fossa dei serpenti (1948) di Anatole Litvak e L'ereditiera (1949) di William Wyler, in cui interpreta una timida ereditiera corteggiata da un bieco profittatore (interpretato da un giovane Montgomery Clift) e con cui ottiene un secondo Oscar come Miglior Attrice Protagonista.

In quattro film (Avventura a mezzanotte - 1937 - di Archie Mayo, il già citato Il conte di Essex, In questa nostra vita - 1942 - di John Huston, e, molti anni dopo, Piano... piano, dolce Carlotta - 1964 - di Robert Aldrich) recita insieme a Bette Davis (1908-1989), con la quale ha avuto un ottimo rapporto di amicizia.

A partire dagli anni Cinquanta, pur continuando ad interpretare film di un certo rilievo (Nessuno resta solo - 1955 - di Stanley Kramer, in cui lavora con Robert Mitchum, L’orgoglioso ribelle - 1958 - di Michael Curtiz, Il diavolo nello specchio - 1959 - di Anthony Asquith, Un giorno di terrore - 1964 - di Walter Grauman, in cui lavora con il giovane James Caan al suo secondo film, L’ultimo avventuriero - 1969 - di Lewis Gilbert, Airport 77 - 1977 - di Jerry Jameson), Olivia de Havilland  dirada le sue interpretazioni cinematografiche, fino a ritirarsi definitivamente alla fine degli anni Ottanta, epoca in cui si trasferisce in Francia.

Era la sorella maggiore dell’attrice Joan Fontaine (1917-2013), la protagonista di Rebecca - La prima moglie (1940) di Alfred Hitchcock (tratto dall’omonimo libro di Daphne du Maurier, pubblicato in Italia dal Saggiatore) e vincitrice dell’Oscar come Miglior Attrice Protagonista per Il sospetto (1941) di Alfred Hitchcock.

Nel 2003, nonostante l’età già molto avanzata, appare alla serata dei premi Oscar nell'ambito di un revival a cui presenziavano numerosi vincitori e vincitrici di passate edizioni degli Academy Awards.

Dal 2014, Olivia de Havilland è la più anziana vincitrice di un premio Oscar ancora in vita.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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