Patagonia 1942: Il Mundial del mistero

Un film che racconta la storia mai narrata del Mondiale di Calcio giocatosi nel pieno della Seconda Guerra Mondiale dall'altra estremità del mondo, attraverso personaggi iperbolici, inverosimili e bizzarri che colorano di originalità e freschezza un racconto originale di Osvaldo Soriano.  

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La memoria storica tramanda di frequente avvenimenti, personaggi e date, in un sintetico inanellarsi di cause e conseguenze; spesso tralasciando eventi, le cui tracce si perdono nel corso del tempo e che corrono il rischio di scomparire completamente dai registri della storia. Il Mundial dimenticato, film tratto dall'opera omonima dello scrittore Argentino, Osvaldo Soriano, cerca di recuperare il ricordo di quel mondiale giocatosi nel lontano 1942, in Patogonia, mentre l'Europa era in balìa della violenza e dei fascismi. Una pellicola che si é avvalsa di materiali d'epoca, provenienti in gran parte da Cinecittà Luce e dall’Archivo Nacional de la Nación di Buenos Aires, mescolati a fantasiose ricostruzioni: i testimoni più attendibili si alternano così con personaggi talmente inverosimili da risultare autentici. Tra tutti i bizzarri personaggi che popolano la pellicola firmata a quattro mani da Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni, spicca la figura del Otz, visionario e delirante, ossessionato dalla sua mania di organizzare un Mondiale, senza però giocatori professionisti o squadre regolari rappresentanti dei propri Paesi. L'evento viene quindi organizzato coinvolgendo, nella veste di giocatori, ingegneri, pescatori, immigrati, operai e minatori; espediente che sebbene sottolinei qualsiasi mancanza di ufficialità, pone l'attenzione anche su un valore improtante per i due cineasti: l'amore genuino e incondizionato per la competizione agonistica e per il calcio. Particolarmente significativo diveine in quest'ottica il racconto di Antonio Battilocchi, giocatore della “Nazionale” azzurra del 1942, al fianco dei due soli professionisti; ingaggiati con una colletta dalla comunità italiana: Puricelli e Bernini.Il Mundial dimenticato racconta però, qualcosa di più. Un viaggio indietro nel tempo, nella storia delle nazioni e degli uomini, reso possibile dal ritrovamento fortuito, quanto improbabile, di una  macchina da presa nei pressi di Villa EL Cochon e accanto alla quale riposano i resti di Guilliermo Sandrini: ex fotografo di matrimoni e cineoperatore di provincia, di origini italiane, con la passione di inventare e sperimentare. Personaggio ingaggiato dal Conte Otz per filmare il grande evento, Sandrini, è l'infelice e romantico ammiratore di Helena Otz, figlia del Conte e artista dell'avanguardia europea. Una pellicola che diverte per la vivacità e per l'impossibilità di appiattire questo prodotto sotto un'etichetta che ne svilirebbe la freschezza e la simpatia.

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