Predestination, il fascino di viaggiare nel tempo

Predestination, il fascino di viaggiare nel tempo
Viaggi nel tempo negli anni'70 con Predestination dei fratelli gemelli Michael e Peter Spierig, film indipendente girato nel 2013 e uscito solo nelle sale italiane distribuito dalla Notorius Pictures. 

I viaggi nel tempo nel mondo del cinema sono da sempre un tema affascinante. Applicati ai diversi generi cinematografici, hanno una funzione diversa: nella commedia sono spesso un escamotage per raccontare un’altra epoca, facendo scontrare il presente del protagonista con un passato prossimo e lontano (vedi la saga di Ritorno al Futuro); nella fantascienza sono un tunnel temporale per cambiare il corso degli eventi (vedi la saga di Terminator); altre volte, invece diventano essi stessi il soggetto del film, con la forma che diventa contenuto, con l’obiettivo di confondere e di spaesare lo spettatore, che si perde in un labirinto spazio temporale e non sa più quale sia il passato, il presente e il futuro.

Fondamentale è maneggiare il pacco con cura, perché a voler premere troppo l’acceleratore la macchina (da presa) rischia di sbandare e andare fuori strada. Come nel caso di Predestination, dei fratelli gemelli Michael e Peter Spierig, film indipendente girato nel 2013 e uscito solo nelle sale italiane distribuito dalla Notorius Pictures. Solo a volerne definirne il genere, lo spettatore inizia a grattarsi la testa: fantascienza, noir, melodramma, poliziesco. Quello che sappiamo con certezza è che il lungometraggio è una traduzione molto fedele del racconto “Tutti voi zombie” del 1959 di Robert A. Heinlein.

In nuce il film ha lo stesso plot che abbiamo visto con il bellissimo Minority Report di Steven Spielberg: il protagonista è un agente di un ufficio paragovernativo americano (interpretato da Ethan Hawke), impegnato in continui viaggi spazio-temporali per sventare futuri attentati. Lo vediamo sin dalle prime immagini impegnato alla ricerca di un misterioso Unabomber, autore di una terribile esplosione a New York nel 1975 che ha causato la morte di migliaia di cittadini. Attenzione però, perché se ci aspettiamo inseguimenti e una caccia all’uomo estenuante, ci sbagliamo di grosso. 

In un viaggio nel tempo negli anni ‘70, il buon Ethan Hawke incontra in un bar il personaggio John (interpretato dalla brava attrice australiana Sarah Snook), che gli rivela una storia incredibile della sua infanzia. E da qui il film cambia completamente genere: fa una giravolta a centottanta gradi con un flashback di mezz’ora in cui il noir si mischia con l’ermafrodismo, e la fantascienza con il melodramma.Un colpo sicuramente a effetto da parte dei registi, che però provoca una cortina di fumo negli occhi e nella testa dello spettatore.
Proseguire oltre nel racconto della trama, sarebbe fare uno sgarbo al film. A noi però questo twist narrativo proprio non è piaciuto. E stiamo ancora aspettando un sano, vecchio, caro inseguimento. 

Pubblicato in Cinema
Giacomo Visco Comandini

Laureato alla Sapienza, dal 2008 è uno dei redattori di Enel.tv, la televisione aziendale di Enel. Appassionato di cinema, ha collaborato per la rivista Filmaker’s MagazineIl Riformista e la Repubblica

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