Richard Gere compie 70 anni

Richard Gere Richard Gere M. Riccardi © AGR
Il grande attore americano, interprete di film quali “I giorni del cielo” di Terrence Malick, “Ufficiale e gentiluomo” di Taylor Hackford, “Nessuna pietà” di Richard Pierce, “Power” di Sidney Lumet, “Pretty Woman” di Garry Marshall, “L’angolo rosso” di Jon Avnet e molti altri, compie settant’anni.

Nato a Philadelphia - in Pennsylvania -  da genitori di origini  anglo-irlandesi entrambi discendenti della Mayflower,  si diploma nel ’67 alla North Syracuse Central High School, dove manifesta una naturale predisposizione per la recitazione, la ginnastica e la musica (suonando la tromba).

Si iscrive alla University of Massachusetts, per studiare Filosofia e Arte drammatica, ma presto abbandona gli studi per dedicarsi esclusivamente all’approfondimento dell’attività teatrale. Nel ’69 entra dapprima nella Provincetown Playhouse e nel Seattle Repertory Theatre, per poi trasferirsi a New York, dove, nel ’73 avvia la sua carriera di attore professionista a Broadway con Grease, che, pochi anni dopo (nel ’78) verrà portato al cinema con l’omonimo film, diretto da Randal Kleiser ed interpretato da John Travolta e Olivia Newton-John.

Esordisce al cinema alla metà degli anni Settanta con un ruolo secondario in Rapporto al capo della polizia (1975) di Milton Katselas, proseguendo nello stesso tempo l’attività teatrale.

Dopo un’altra piccola parte in Baby Blue Marine (1976) di John D. Hancock e qualche apparizione televisiva (fra cui un episodio del telefilm poliziesco Kojak), offre alcune grandi prove drammatiche in In cerca di Mr.Goodbar (1977), di Richard Brooks, con Diane Keaton, I giorni del cielo (1978) di Terrence Malick, con Brooke Adams e Sam Shepard, Una strada chiamata domani (1978) di Robert Mulligan e Yankees (1979) di John Schlesinger, con Vanessa Redgrave.

Il successo internazionale arriva all’inizio degli anni Ottanta con American Gigolò (1980) di Paul Schrader, con Lauren Hutton e Héctor Elizondo, in cui delinea il personaggio di un giovane gigolò ingiustamente accusato di omicidio e vittima di un ambiente torbido e corrotto, e con Ufficiale e gentiluomo (1982) di Taylor Hackford, con Debra Winger e Louis Gossett jr. (Oscar come Miglior Attore Non Protagonista), in cui è un giovane ribelle dal passato turbolento che si mette in gioco entrando in una Accademia militare per piloti.

Negli anni successivi passa a ruoli più sofferti e fuori dagli schemi: All’ultimo respiro (1983) di Jim McBride, remake hollywoodiano di Fino all’ultimo respiro (1960) di Jean-Luc Godard e Il console onorario (1983) di John MacKenzie, tratto dall’omonimo romanzo di Graham Greene ed in cui recita con Michael Caine.

Diretto da Francis Ford Coppola, interpreta Cotton Club (1984), rivisitazione dell’America anni Venti fra musica e criminalità.

Due anni dopo Power (1986) di Sidney Lumet, con Gene Hackman, Julie Christie, Denzel Washington e E. G. Marshall, dura critica al mondo dell’informazione, e Nessuna pietà (1986) di Richard Pearce con Kim Basinger e Jerome Krabbe, duro e torbido film che si svolge nei bassifondi di Chicago e New Orleans e nelle paludi della Louisiana.

Dopo Gli irriducibili (1988) di Gary Sinise, nel ’90 lo troviamo nell’efficace ed insolita interpretazione di un personaggio negativo, il poliziotto corrotto di Affari sporchi di Mike Figgis. Nello stesso anno torna all’apice della fama con il ruolo del ricco uomo d’affari protagonista di Pretty Woman di Garry Marshall, film trampolino per la giovane Julia Roberts e uno fra i film americani di maggior successo di pubblico.

Negli anni Novanta i suoi personaggi si arricchiscono sempre più di sfumature, talvolta enigmatiche, talaltra drammatiche ed inquietanti.

Recita in Rapsodia d’agosto (1991) di Akira Kurosawa, sulla tragedia atomica di Nagasaki, Analisi finale (1992) di Philip Joanou, Mr. Jones (1993) di M. Figgis, Sommersby (1993)di Jon Amiel, con Jodie Foster, e Trappola d’amore (1994) di Mark Rydell.

Dopo l’avventuroso Il primo cavaliere (1995) di Jerry Zucker, che si avvale di un ottimo cast (Julia Ormond, Sean Connery e Ben Cross), delle musiche di Jerry Goldsmith e del montaggio di Walter Murch, e Schegge di paura (1996) di Gregory Hoblit interpreta una serie di film di denuncia: The Jackal (1997) di Michael Caton-Jones - liberamente tratto dal romanzo Il giorno dello sciacallo di Frederick Forsyth e considerato un remake del film omonimo di Fred Zinnemann del ’73 - in cui è un ex terrorista dell'IRA, e  L'angolo rosso - Colpevole fino a prova contraria (1998)di Jon Avnet,  in cui è un avvocato americano accusato di omicidio e  incarcerato a Pechino.

L’anno seguente ritrova Garry Marshall, Julia Roberts e Hector Elizondo per la commedia Se scappi ti sposo (1999), con rinnovato grande successo di pubblico e nel 2000 è protagonista di Il dottor T e le donne di Robert Altman, ironica e amara riflessione sui rapporti fra i sessi, e del melodramma Autumn in New York di Joan Chen.

Nel 2002 interpreta L'amore infedele di Adrian Lyne, remake di La femme infidèle (1969) di Claude Chabrol, e Le voci dall’ombra di Mark Pellington.

Fra i film di maggior successo, il pluripremiato musical Chicago (2002) di Rob Marshall, ambientato negli anni Venti, soggetto di Bob Fosse ed interpretato da Renée Zellweger e Catherine Zeta-Jones (Oscar come Miglior  Attrice Non Protagonista),  dove ha il ruolo di un cinico e beffardo avvocato e con cui si aggiudica ilGolden Globecome Miglior Attore in un film commedia o musicale.

Nel 2004 è con Susan Sarandon e Jennifer Lopez nella commedia musicale Shall We Dance? di Peter Chelsom.

Pochi anni dopo lo struggente Hachiko - Il tuo migliore amico (2009) di Lasse Hallström, (il quale lo aveva già diretto in L’imbroglio - 2006) con protagonista Hachi, cane di razza Akita Inu. Il film è il remake del giapponese Hachikō Monogatari (1987) di Seiijiro Koyama e la trama è tratta dalla vera storia di un cane che tutti i giorni accompagnava il suo padrone, pendolare per lavoro, alla stazione e poi lo attendeva al ritorno. Dopo la sua morte, per un decennio, tornerà tutti i giorni ad attenderlo. A Shibuya, la città giapponese in cui era ormai conosciuto ed accudito da tutti, è stata realizzata in suo onore una statua in bronzo di fronte a quella stazione.

Nello stesso anno è in Amelia (2009) di Mira Nair, ispirato alla vita della pioniera dell’aviazione femminile Amelia Earhart.

Negli anni successivi una serie di film drammatici/thriller, fra cui La frode (2012) di Nicholas Jarecki, Gli invisibili (2014) e The Dinner (2017) di Oren Moverman, Ritorno al Marigold Hotel (2015) di John Madden e L’incredibile vita di Norman (2016) di Joseph Cedar.

In televisione recita in Guerra al virus (1993), film tv di Roger Spottiswoode, in due episodi di Freedom: A History of Us (2003), una serie tv documentario, e nel 2001 presta la sua voce per un episodio della serie I Simpson. Nel 2018 torna al piccolo schermo partecipando con il ruolo di protagonista alla serie tv in otto episodi della BBC MotherFatherSon, con Helen McCrory e Billy Howle, per la regia di James Kent.

Educato come metodista, fin da giovane si interessa allo studio del Buddismo Zen, viaggia in Nepal, dove conosce numerosi monaci tibetani, incontra in India il Dalai Lama, sostenendone la figura politica e diventando buddista tibetano. Sostenitore dei diritti umani in Tibet, è stato cofondatore (nell’88) della Tibet House, creatore della Fondazione Gere e presidente del Consiglio di Amministrazione per l'International Campaign for Tibet.

Richard Gere è anche in prima linea nella lotta all’Aids. Ha contribuito a creare l'AIDS Care Home, una struttura residenziale in India per donne e bambini affetti da Aids. Nel ’99 ha inoltre creato la Gere Foundation India Trust per supportare vari programmi umanitari in India.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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