Rocky Balboa allena ancora in Creed

Sylvester Stallone e Micheal B. Jordan in una scena del film Sylvester Stallone e Micheal B. Jordan in una scena del film
“Sei figlio di tuo padre, ma non sei costretto a diventare come lui”.

Si racchiude in questa frase del vecchio Rocky al brillante Adonis, il romanzo di formazione sportiva e di riscatto personale messo in scena da “Creed”, spin-off della saga di Rocky dedicato al figlio di Apollo, celebre rivale di Balboa negli anni ’80, allenato proprio dal vecchio Stallone italiano.
Un film tanto commerciale sulla carta - il sesto della saga di Rocky - eppure di pregevole fattura nel risultato. Il merito è soprattutto del talentuoso trentenne Ryan Coogler: il bravo regista e sceneggiatore è stato capace di confezionare non solo un elegante film sportivo, ma anche tra i titoli più interessanti del 2015.
Passione, carattere, forxa e sincerità.
Con una trama piuttosto prevedibile (la preparazione del giovane Creed e relativo scontro finale con il classico campione di turno), è però lo sguardo di Cooper, livido ed elegante, a fare la differenza: innanzitutto trasformando con una fotografia opaca e chiaroscurale i bassifondi di Philadeflia in luogo disperato eppure incredibilmente affascinante. Poi un ampio utilizzo di piani sequenza nei match di pugilato, con la macchina da presa alterna il suo obiettivo sul corpo allenato e martoriato di Creed al volto scavato, sofferente e partecipe di Balboa a bordo ring. E infine il punto vincente è di “Creed” è il cast d’ensemble che è stato messo in piedi, a partire dal suo protagonista Michael B. Jordan, giovane star sempre più in ascesa; la sua controparte femminile Tessa Thompson; e infine l’eterno Stallone, autore di una sorprendente prova d’attore, già vincitore del Golden Globe come miglior attore non protagonista, magari con un possibile exploit ai prossimi Academy Awards.

In “Creed” il suo Rocky è stanco, e invecchiato, levigato dal tempo e dalle rughe, disilluso dal mondo e dalla vita, dopo la morte della sua Adrian e di Paulie, il suo vecchio amico. Eppure quando si presenta al suo ristorante l’ultimo figlio di Apollo, ecco che i suoi occhi si accendono improvvisamente, orgoglioso ed entusiasta nel forgiare i muscoli e il cuore di un nuovo campione. Un campione Rocky volutamente fuori dal tempo, analogico nel pensiero, ma digitale nell’intelligenza, che trova in Creed una delle ragioni per andare avanti e dimostrare che in fondo la vita vale per essere vissuta fino in fondo. Ancora una volta.

Pubblicato in Cinema
Giacomo Visco Comandini

Laureato alla Sapienza, dal 2008 è uno dei redattori di Enel.tv, la televisione aziendale di Enel. Appassionato di cinema, ha collaborato per la rivista Filmaker’s MagazineIl Riformista e la Repubblica

Fotonews

Sit-in sede Cgil

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI