Sean Connery compie 90 anni

Sean Connery 1978 Sean Connery 1978 Foto Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Il  grande attore scozzese, noto per aver interpretato sette volte il ruolo dell’agente 007, compie novant’anni.

LE FOTO DI SEAN CONNERY SU ARCHIVIORICCARDI.IT

Nato a Edimburgo nel 1930, esordisce al cinema in una piccola parte (in cui non viene neppure accreditato) in Le armi del re (1954) di Herbert Wilcox, con Errol Flynn.

Dopo numerosi ruoli secondari (Il bandito dell’Epiro - 1957 - di Terence Young, Club di gangsters - 1957 - di Montgomery Tully, La grande porta grigia - 1957 - di Gerald Thomas,  I piloti dell’inferno - 1958 - di Cy Endfield, in cui recita con Patrick McGoohan, Titanic, latitudine 41 Nord - 1958 - di Roy Ward Baker, il disneyano Darby O’Gill e il re dei folletti - 1959 - di Robert Stevenson, Il terrore corre sul fiume - 1959 - di John Guillermin, con Gordon Scott e Anthony Quayle, Scotland Yard sezione omicidi - 1961 - di John Lemont, ed il celebre Il giorno più lungo - 1962 - di Ken Annakin, Andrew Marton e Bernhard Wicki), si afferma come agente James Bond in sei film: Agente 007 - Licenza di uccidere (1962) di Terence Young, con Ursula Andress, Agente 007 - Dalla Russia con amore (1963), anch’esso diretto da T. Young ed in cui recita con la grande attrice di teatro austriaca Lotte Lenya (vedova di Kurt Weill ed ex Jennie de L’opera da tre soldi - 1929 - di Bertolt Brecht), Agente 007 - Missione Goldfinger (1964) di Guy Hamilton, con Honor Blackman e Gert Fröbe, Agente 007 - Thunderball (Operazione Tuono) (1965) di T. Young, con Adolfo Celi, Agente 007 - Si vive solo due volte (1967) di Lewis Gilbert, Agente 007 - Una cascata di diamanti (1971) di G. Hamilton.

Tutti film che, sia pur inframezzati da pellicole di alto livello (Marnie - 1964 - di Alfred Hitchcock, con Tippi Hedren e Diane Baker, La donna di paglia - 1964 - di Basil Dearden, con Gina Lollobrigida, La collina del disonore - 1965 - di Sidney Lumet, con Michael Redgrave, la commedia Una splendida canaglia - 1966 - di Irvin Kershner, il western Shalako - 1968 - di Edward Dmytryk, con Brigitte Bardot, La tenda rossa - 1969 -, con Claudia Cardinale), fanno di lui il James Bond per eccellenza.

Negli anni Settanta interpreta film quali I cospiratori (1970) di Martin Ritt, in cui recita con il grande Richard Harris - in una superlativa  “gara di bravura” in cui stabilire un “vincitore” sarebbe impresa a dir poco ardua -, Rapina record a New York (1971) di Sidney Lumet, con Martin Balsam ed un giovane Christopher Walken (al suo esordio cinematografico), l’inquietante Riflessi in uno specchio scuro (1973), anch’esso diretto da S. Lumet e considerato come una fra le migliori performances della sua intera carriera (e purtroppo è anche fra le meno note al grande pubblico) Zardoz (1973) di John Boorman, film di cui rimane memorabile il suo look (completamente calvo e con i baffoni), Assassinio sull’Orient Express (1974) di S. Lumet, tratto dal libro omonimo (1934) di Agatha Christie ed interpretato da Albert Finney, Lauren Bacall, Vanessa Redgrave, Martin Balsam, Ingrid Bergman, Jacqueline Bisset, Colin Blakely, Jean-Pierre Cassel, George Coulouris, John Gielgud, Rachel Roberts, Richard Widmark e Michael York, Ramsom, stato di emergenza per un rapimento (1974) di Nils Tahivik, con Ian McShane, L’uomo che volle farsi re (1975) di John Huston, con Michael Caine e Christopher Plummer, Il vento e il leone (1975) di John Milius, con Candice Bergen e Brian Keith, Robin e Marian (1976) di Richard Lester, con Audrey Hepburn, Richard Harris, Robert Shaw e Nicol Williamson, Il prossimo uomo (1976) di Richard C. Sarafian, con Cornelia Sharpe, Quell’ultimo ponte (1977) di Richard Attenborough, Cuba (1979) di R. Lester, con Brooke Adams, 1855 - La prima grande rapina al treno (1979) di Michael Crichton, con Donald Sutherland,  ed il modesto Meteor (1979) di Ronald Neame, con Nathalie Wood, Henry Fonda, Karl Malden, Brian Keith e Martin Landau.

Negli anni Ottanta, la terza fase della sua carriera comincia ancora con James Bond (il “fuori serie” Agente 007 - Mai dire mai - 1983 - di Irvin Kershner, remake del già citato Agente 007 - Thunderball), mentre film quali Cinque giorni, una estate (1982) di Fred Zinnemann, Highlander - L'ultimo immortale (1984) di Russell Mulcahy e Il nome della rosa (1986) di Jean-Jacques Annaud, tratto libro omonimo (Premio Strega 1981) di Umberto Eco, segnano un’ulteriore ascesa che culminerà con Gli intoccabili (1987) di Brian De Palma, con Kevin Costner, Andy Garcia e Robert De Niro, e con cui vince un meritato Oscar come Miglior Attore Non Protagonista, Il presidio - Scena di un crimine (1988) di Peter Hyams, Indiana Jones e l'ultima crociata (1989) di Steven Spielberg, con Harrison Ford, e Sono affari di famiglia (1989) di S. Lumet, con Dustin Hoffman.

Il successo prosegue negli anni Novanta con ruoli molto differenti fra loro, ad ulteriore conferma e dimostrazione della sua grandissima versatilità. Ricordiamo Caccia a Ottobre Rosso (1990) di John McTiernan, tratto dal libro omonimo di Tom Clancy, La casa Russia (1990) di Fred Schepisi, Robin Hood - Principe dei ladri (1991) di Kevin Reynolds, in cui lavora nuovamente con Kevin Costner interpretando Re Riccardo Cuor di Leone, Mato Grosso (1992) di John McTiernan, con Lorraine Bracco, Sol Levante (1993) di Philip Kaufman, in cui interpreta un elegante poliziotto, il drammatico La giusta causa (1994) di Arne Glimcher, Alla ricerca dello stregone (1994) di Bruce Beresford, Il primo cavaliere (1995) di Jerry Zucker, in cui recita con Julia Ormond, Richard Gere e Ben Cross interpretando Re Artù di Camelot, The Rock (1996) di Michael Bay, Scherzi del cuore (1998) di Willard Carrol, con Gena Rowlands, The Avengers - Agenti speciali (1998) di Jeremiah S. Chechik, Entrapment (1998) di Jon Amiel, con una giovane Catherine Zeta-Jones (reduce dal successo di La maschera di Zorro  di Martin Campbell).

Nel 2000 la sua ultima grande performance: Scoprendo Forrester di Gus Van Sant.

Fra gli altri film ricordiamo Atmosfera zero (1981) di Peter Hyams, I banditi del tempo (1981) di Terry Gilliam, Obiettivo mortale (1982) di Richard Brooks, Sword of the Valiant - The Legend of Sir Gawain and The Green Knight (1984) di Stephen Weeks, Highlander II - Il ritorno (1991) di Russell Mulcahy. 

Dopo il modesto La leggenda degli uomini straordinari (2003) di Stephen Norrington ed un paio di progetti non andati in porto, nel 2005 Sean Connery ha annunciato ufficialmente la sua decisione di abbandonare il cinema e si è ritirato a vita privata.

Tre anni dopo ha rifiutato di tornare alla recitazione per interpretare nuovamente il ruolo del padre di Indiana Jones nel quarto film della saga (Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo di Steven Spielberg) dichiarando: «Ormai interpreto ogni giorno un unico ruolo: quello del giocatore di golf».

Attivo anche in televisione - soprattutto nei primissimi anni della sua carriera - è apparso in vari film tv (The Condemned - 1956 - di Patrick Alexander, Blood Money - 1957 - di Ralph Nelson, Anna Christie - 1957 -, Women in Love - 1958 - di Julian Aymes e Joan Kemp-Welch, Without the Grail - 1960 -, Macbeth - 1961 - di Paul Almond, Anna Karenina - 1961 - di Rudolph Cartier, Adventure Story - 1961 - di Basil Dearden, Male of the Species - 1969 - di Charles Jarrott) ed in alcuni episodi di serie e miniserie (Dixon of Dock Green - 1956 -, Sailor of Fortune - 1956 -, The Jack Benny Program - 1957 -, BBC Sunday Night Theatre - 1957 -, ITV Television Playhouse - 1957 -, Armchair Theatre - 1958 -, Disneyland - 1959 -, ITV Play of the Week - 1959-60 -, An Age of Kings - 1960 -, ITV Saturday Night Theatre - 1969 -, Freedom: A History of Us - 2003).

A teatro ha recitato in Sixty Glorious Years (1953) di Robert Nesbitt, South Pacific (1953) di Joshua Logan, Witness for the Prosecution (1955) di Robert Henderson, tratto da un racconto di Agatha Christie e che due anni dopo verrà portato al cinema con Testimone d'accusa (1957) di Billy Wilder, considerato (insieme a La parola ai giurati di Sidney Lumet, Anatomia di un omicidio di Otto Preminger, Vincitori e vinti di Stanley Kramer, il bellissimo Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan, tatto dal libro omonimo - Premio Pulitzer - di Harper Lee e Il verdetto di S. Lumet, tratto dal libro omonimo di Barry Reed) come uno fra i miglior Courtroom Drama americani mai realizzati, Point of Departure (1955) di Frederick Farley, The Good Sailor (1956) di Frith Banbury, The Baccae (1959) di Minos Volanakis, The Sea Shell (1959) di Henry Kaplan, Anna Christie (1960) di Douglas Seale, Naked (1960) di M. Volanakis, Judith (1962) di Christopher Fry.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

Agrpress

AgrPress è una testata online, registrata al Tribunale di Roma nel 2011, frutto dell’impegno collettivo di giornalisti, fotografi, videomakers, artisti, curatori, ma anche professionisti di diverse discipline che mettono a disposizione il loro lavoro per la realizzazione di questo spazio di informazione e approfondimento libero, autonomo e gratuito.

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI