Sigourney Weaver alla Mostra del Cinema di Venezia

Sigourney Weaver Sigourney Weaver foto Laura Venezia/Agrpress
La grande attrice americana, interprete di film quali “Alien” di Ridley Scott, “Uno scomodo testimone” di Peter Yates, “Un anno vissuto pericolosamente” di Peter Weir, “Gorilla nella nebbia” di Michael Apted, “Una donna in carriera” di Mike Nichols, “Dave - Presidente per un giorno” di Ivan Reitman, “La morte e la fanciulla” di Roman Polanski, “La mappa del mondo” di Scott Elliott, “The Village” di M. Night Shyamalan, e molti altri, alla 79a Mostra del Cinema di Venezia per “Master Gardener” di Paul Schrader, il quale è stato premiato con il Leone d’Oro alla Carriera.

Nata a New York nell’ottobre 1949, lineamenti irregolare, alta e longilinea, grandissima grinta interpretativa, Susan Alexandra Weaver - meglio nota come Sigourney Weaver -, dopo qualche apparizione televisiva esordisce al cinema in un ruolo secondario in Io e Annie (1977) di Woody Allen, con W. Allen, Diane Keaton, Tony Roberts e Janet Margolin, e, due anni dopo, arriva al successo interpretando il tenente Ripley nel celebre horror fantascientifico Alien (1979) di Ridley Scott.

All’inizio degli anni Ottanta consolida la sua fama in Uno scomodo testimone (1981) di Peter Yates e Un anno vissuto pericolosamente (1982) di Peter Weir. Attrice poliedrica e dal fascino magnetico, si mostra a suo agio anche nella commedia in Ghostbusters - Acchiappafantasmi (1984) di Ivan Reitman.

Torna ad interpretare il tenente Ripley in Aliens - Scontro finale (1986) di James Cameron - negli anni Novanta tornerà in quel ruolo in Alien3 (1992) di David Fincher e Alien - La clonazione (1997) di Jean-Pierre Jeunet - e brilla in Una donna in carriera (1988) di Mike Nichols, con Harrison Ford e Melanie Griffith.

Nello stesso anno è superlativa nel ruolo della caparbia ed irriducibile studiosa di gorilla in Tanzania che viene assassinata dai bracconieri (personaggio ispirato alla grande Dianne Fossey) in Gorilla nella nebbia (1988) di Michael Apted, in cui recita con Bryan Brown e considerata all’unanimità come una fra le migliori performances della sua carriera.

Negli anni Novanta viene diretta nuovamente da Ivan Reitman in Dave - Presidente per un giorno (1993) ed in La morte e la fanciulla (1994) di Roman Polanski è bravissima nel   di una donna che, a quindici anni dalle torture subite durante la dittatura, crede di ritrovare il suo carnefice e lo processa.

Quattro anni dopo è altrettanto brava nel dramma La mappa del mondo (1998) di Scott Elliot e, nel 2001, interpreta una “divorauomini” sempre in cerca di mariti da spennare con la complicità della figlia (interpretata da Jennifer Love Hewitt) in Hearthbreakers - Vizio di famiglia di David Mirkin.

Negli anni successivi è un membro del consiglio degli anziani in The Village (2004) di M. Night Shyamalan, una madre autistica a cui muore il figlio in Snow Cake (2006) di Mark Evans, frequenta lo scrittore Truman Capote nei salotti dell’alta società in Infamous - Una pessima reputazione (2006) di Douglas McGrath, ed è un’operatrice che riprende l’attentato al presidente degli Stati Uniti in Prospettive di un delitto (2008) di Pete Travis.   

Fra gli altri film ricordiamo Madman (1978) di Dan Cohen, L’affare del secolo (1983) di William Friedkin, Alta, bella e pericolosa (1985) di Daniel Vigne, Mistery (1986) di Bob Swaim, Ghostbusters II (1989) di Ivan Reitman, 1492 - La conquista del mondo (1992) di Ridley Scott, Jeffrey (1995) di Christopher Ashley, Copycat - Omicidi in serie (1995) di Jon Amiel, Tempesta di ghiaccio (1997) di Ang Lee, Galaxy Quest (1998) di Dean Parisot, Una spia per caso (2000) di Peter Askin e Douglas McGrath, Tadpole - Un giovane seduttore a New York (2002) di Gary Winick, The Guys (2002) di Jim Simpson, Holes - Buchi nel deserto (2003) di Andrew Davis, Imaginary Heroes (2004) di Dan Harris, TV Set (2006) di Jake Kasdan, The Girl in the Park (2007) di David Auburn, Be Kind Rewind - Gli acchiappafilm (2008) di Michell Gondry, Baby Mama (2008) di Michael McCullers, Avatar (2009) di James Cameron, Ricomincio da zero (2010) di Tim Allen, Ancora tu! (2010) di Andy Fickman, Benvenuti a Cedar Rapids (2011) di Miguel Arteta, Paul (2011) di Greg Mottola, Abduction - Riprenditi la tua vita (2011) di John Singleton, Rampart (2011) di Oren Moverman, Red Lights (2012) di Rodrigo Cortés, Quella casa nel bosco (2012) di Drew Goddard, La fredda luce del giorno (2012) di Mabrouk El Mechri, Vamps (2012) di Amy Heckerling.

In epoche più recenti è apparsa in Exodus - Dei e re (2014) di Ridley Scott, Humandroid (2015) di Neill Blomkamp, Sette minuti dopo la mezzanotte (2016) di Juan Antonio Bayona, Nemesi (2016) di Walter Hill, The Meyerowitz Stories (2017) di Noah Baumbach, Un anno con Salinger(2020) di Philippe Falardeau, Ghostbusters: Legacy (2021) di Jason Reitman, Avatar - La via dell’acqua (2022) di James Cameron.

Attiva anche in televisione, è apparsa in film tv - Prayers for Bobby - 2009 - ed in alcuni episodi di telefilm e serie tv - Somerset (1970), The Best of Families (1977), 3 by Cheever (1979), Saturday Night Live (1986), Eli Stone (2008), Political Animals (2012), The Defenders (2017), Chiami il mioagente! (2020).

A teatro ha recitato in opere quali La resistibile ascesa di Arturo Ui di Bertolt Brecht (1972, regia di Peter Hunt), La tempesta di William Shakespeare (1973, regia di Moni Yakin), Ascesa e caduta della città di Mahagonny, libretto di B. Brecht, colonna sonora di Stephen Sondheim (1974, regia di Alvin Epstein), The Frogs, libretto di Burt Shevelove, colonna sonora di Stepn)en Sondheim (1974, regia di Stephen Sondheim), Sotto il segno dei Gemelli di Albert Innaurato (1976, regia di Peter Mark Schifter), La pulce nell’orecchio di Georges Feydeau (1978, regia di Norman Ayrton), Vecchi tempi di Harold Pinter (1983, regia di Alvin Epstein), Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams (1986, regia di Nikos Psacharopoulos), Il mercante diVenezia di William Shakespeare (1986, regia di James Simpson), Lettere d’amore di A. R. Gurney (2007, regia di Jim Simpson), Vanya and Sonia and Masha and Spike di Christopher Durang (2012, regia di Nicholas Martin).

«Ho ricevuto la sceneggiatura solo un paio di giorni prima di incontrare Paul. Era una sceneggiatura come non ne avevo mai lette. Perché è verticale. Nel senso che è molto semplice in superfice, ma c’è molto altro sotto. E poi c’era così tanta passione in questa storia. Ho sempre ammirato il lavoro di Paul e non pensavo di avere la possibilità di lavorare con lui, visto che non sono l’unico uomo nella stanza... ma sono l’ultima donna rimasta nella casa!», ha dichiarato Sigourney Weaver a Venezia parlando di Master Gardener di P. Schrader.

Il personaggio di Norma «è una sorta di triangolo amoroso con personaggi che si fanno notare. Soprattutto Norma, uno dei migliori che mi sia capitato in carriera. Non si riesce mai ad afferrarla del tutto. E sono contenta di aver lavorato con Paul perché ha scritto due personaggi femminili forti. Non che non sia mai successo prima, ma l’ho preso come una dichiarazione d’intenti».

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.