Solo per farti sapere che sono viva

Un modo per celebrare giornata internazionale della donna e per non dimenticare tutte quelle che ogni giorno combattono in ogni parte del mondo per i loro diritti inalienabili di essere umano. 

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Un modo per celebrare giornata internazionale della donna e per non dimenticare tutte quelle che ogni giorno combattono in ogni parte del mondo per i loro diritti inalienabili di essere umano. Al Nuovo cinema l’Aquila di Roma ( alle ore 19 in via l’aquila 68 ), l’8 marzo si potrà assistere gratuitamente alla proiezione del documentario “Solo per farti sapere che sono viva” di Simona Ghizzoni ed Emanuela Zuccalà.

Il documentario racconta la violenza subita dalle donne in Sahara Occidentale e nei campi profughi in Algeria, riflettendo sulle ferite a lungo termine che la guerra lascia nella vita degli individui. Attraverso le testimonianze di 12 protagoniste, i loro diari e le vecchie fotografie, la storia del popolo Saharawi viene ricostruita da un’inedita prospettiva femminile e intima.

“Solo per farti sapere che sono viva” scrivevano le donne saharawi ai mariti profughi in Algeria quando la loro terra, il Sahara Occidentale, veniva invasa dall’esercito marocchino. “Viva” si legge “sopravissuta” agli abomini della guerra: il carcere, la tortura... Una frase per dare speranza, per confortare, da parte di queste donne che non hanno mai smesso di credere nella necessità di essere vive.

I Saharawi sono una popolazione berbera originaria del Sahara Occidentale, il territorio a sud del Marocco che è uno dei pochi casi rimasti al mondo di decolonizzazione incompiuta. Ex colonia spagnola, nel 1975 il Marocco ha annesso questa terra al suo regno in violazione del diritto internazionale. Gli indipendentisti saharawi, riuniti nel movimento di liberazione del Fronte Polisario, hanno ingaggiato una guerra che si è protratta fino al 1991, quando l’Onu ha iniziato a organizzare il referendum per l’indipendenza. Ma gli ostacoli posti dal Marocco, da un lato, e l’immobilismo della comunità internazionale dell’altro, hanno congelato la situazione fino a oggi.

Alla proiezione del film seguirà una tavola rotonda con le registe Simona Ghizzoni ed Emanuela Zuccalà, la montatrice Aline Hervè e Fatima Mahfoud, rappresentante in Italia della Repubblica Araba Saharawi Democratica. Modera la giornalista Raffaella Cosentino.

Il documentario “Solo per farti sapere che sono viva”, prodotto da Zona in collaborazione con l’associazione algerina Sos Femmes en Détresse, è stato realizzato grazie al sostegno della fondazione americana The Aftermath Project, della Chiesa Valdese e dei fondi raccolti attraverso una campagna di crowdfunding alla quale hanno contribuito decine di associazioni non profit italiane oltre ad artisti, fotografi, redazioni giornalistiche e comuni cittadini da tutto il mondo.

Il film gode del patrocinio della sezione italiana di Amnesty International e della rappresentanza italiana della Rasd (Repubblica Araba Saharawi Democratica).

Cristina Biordi

Pubblicato in Cinema

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