Space Oddity diventa "Ragazzo solo, ragazza sola". Bowie canta in italiano per Bertolucci

"Ragazzo solo, ragazza sola". La versione in italiano di Space Oddity di David Bowie sarà il brano di punta della colonna sonora di "Io e te", ultimo film di Bernardo Bertolucci. Un pezzo poco noto del celebre artista inglese, che all'epoca, ebbe come paroliere per l'adattamento dei testi Mogol. Un Bowie inatteso e intenso.

"Ragazzo solo, ragazza sola". La versione in italiano di Space Oddity di David Bowie sarà il brano di punta della colonna sonora di "Io e te", ultimo film di Bernardo Bertolucci. Un pezzo poco noto del celebre artista inglese, che all'epoca, ebbe come paroliere per l'adattamento dei testi Mogol. Un Bowie inatteso e intenso.

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David Bowie, interprete, autore e cantante di fama mondiale, che nel corso della sua carriera ha giocato molto sull'ambiguità sessuale e le trasformazioni del look, divenendo icona di trasgressività e ribellione, è l'interprete del brano di punta della colonna sonora di "Io e te", nuovo film di Bernardo Bertolucci. In uscita nelle sale il prossimo 25 ottobre. La canzone, intitolata "Ragazzo solo, ragazza sola", è la reinterpretazione di un celebre successo di Bowie, "Space Oddity", in cui l'eclettica star inglese cantava in italiano guidato dalle parole scritte da Mogol sulla base della melodia originale del brano. "Ragazzo solo, ragazza sola" è stata una vera e propria rivelazione per Bertolucci: che sentendola per caso, l'ha subito immaginata come colonna sonora ideale per il momento più intenso del suo film, che racconta la storia di un fratello e una sorella, entrambi adolescenti, entrambi alle prese con le loro debolezze, fragilità e paure. Divisi dalla loro stessa alienazione e solitudine, troveranno il modo di abbattere la barriera che li separa, scoprendo il loro insperato legame. La scelta di Bowie sembra essere quindi la più appropriata: dato che per decenni è stato la voce irrequieta, provocatoria e demolitrice delle giovani generazioni in costante ricerca di una propria identità. Un Bowie che in maniera del tutto inattesa torna a far parlare della propria musica, che ancora oggi è capace di dialogare con i giovani e che, come il suo stesso autore, non risente delle lusinghe del tempo. Luigi Paolicelli

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