Star Wars - Il risveglio della forza

Star Wars - Il risveglio della forza
Una sfida tra le più impegnative della storia del cinema, un fardello di responsabilità che pochi se lo sarebbero presi, un attesa da parte di fan che sconfina in un credo religioso.

“Star Wars – Il risveglio della forza” di J. J. Abrams vince la sua scommessa più importante: oltre al box office, miglior esordio di sempre negli Stati Uniti, con circa 540 milioni di dollari incassati in tutto il mondo nei primi tre giorni, il regista figlioccio di Steven Spielberg supera brillantemente il responso della critica. E’ lui a non affondare in un terreno sabbioso e scivoloso sul quale tanti si sono impantanati negli ultimi dieci, in primis la trilogia prequel di Guerre Stellari, o il quarto episodio di Indiana Jones.

E allora si, diciamolo subito,”Il Risveglio della forza” funziona e anche molto bene: non un reboot, ma un film che mette in scena il passaggio tra la vecchia guardia (Luke Skywalker, la principessa Leila e Han Solo,) e la nuova  Luke Skywalker e la nuova, rappresentata dalla tosta ragazza Rey e lo stormtrooper disertore John Boyega.
Con una sceneggiatura scritta a quattro mani dallo stesso Abrams con Lawrence Kasdan, sceneggiatore de “L’Impero Colpisce ancora” e “Il Ritorno dello Jedi”, Abrams e la Disney regalano al pubblico un grande film di avventura – inseguimenti, esplosioni, combattimenti - con poca CGI e tanti set costruiti tra Dubai e i Pinewood Studios in Inghilterra.
Un film che, come Jurassic World, è innanzitutto un film per i fan, rendendo omaggio alla trilogia classica, richiamando a oltre trent’anni di distanza gli interpreti originari. Han, Luke e Leila sono essi stessi all’interno della trama personaggi mitici e mitologici, di cui il mondo ha perso le tracce. Eroi senza macchia e senza paura, che lasciano il testimone alla nuova generazione  a partire dalla bella, tosta e disinvolta Rey, la protagonista dei prossimi film, episodio VIII in uscita a maggio del 2017 ed episodio XIX nel 2019.
I punti di forza del nuovo Guerre Stellari  - oltre a una messa in scena impeccabile che leviga la CGI e riporta alla luce quella ruggine che tanti ci piaceva  dei primi tre film -  sono proprio gli interpreti, attori reali e soprattutto credibili, capaci di portare lo spettatori in un nuovo universo, fatto di x-wing, light saber, droidi e astronavi stellari. Una terra di mezzo stellare, capitanata dal nuovo Re mida di Hollywood, J.J. Abrams. Andatelo a vedere, in 3d è anche meglio.

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Pubblicato in Cinema
Giacomo Visco Comandini

Laureato alla Sapienza, dal 2008 è uno dei redattori di Enel.tv, la televisione aziendale di Enel. Appassionato di cinema, ha collaborato per la rivista Filmaker’s MagazineIl Riformista e la Repubblica

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