The Walk
La Festa del Cinema di Roma assolda ancora un altro ottimo titolo nella sua decima annata.

“Se ti ci metti con impegno, raggiungi qualsiasi risultato” diceva Marty McFfly in Ritorno al Futuro. E’ una della massime del cinema zemeckisiano, un cinema di  persone ordinarie che compiono imprese straordinarie. Lo era il giovane ragazzo, un po’ sfigato, con il giubbetto rosso, che viaggia nel tempo e salvava i suoi genitori, lo era il giovane Forrest, corridore per gli infiniti spazi americani e divenuto una celebrità mondiale, lo è Jodie Foster in Contact alla ricerca di una civiltà aliena in un’altra galassia. Lo è anche Philip Petit, giovane funambolo francese, il nuovo protagonista zemeckisiano, main star di The Walk, che sfida i limiti dell’infinito, passeggiando sopra una fune sospeso tra le due Torri Gemelle di New York, una storia vera avvenuta il 6 agosto 1974  a New York

Tratto dal racconto autobiografico dello stesso Petit sulla sua storica impresa: “Toccare le nuvole fra le Twin Towers. I miei ricordi di funambolo“. La storia di Petit non è nuova sul grande schermo: The Walk è  il terzo adattamento cinematografico della sua impresa, dopo il cortometraggio del 1984 di Sandi Sissel e il bellissimo documentario del 2008 di James Marsh, vincitore del Premio Oscar.

Dopo Flight, Zemeckis torna alla grande nel cinema in live action con il suo affresco di un’impresa folle di un visionario. A suo agio quando ricrea le atmosfere hippy e festaiole degli anni ’70,  Zemeckis dipinge e realizza un film di montagna ambientato però nella metropoli.
Il suo Petit interpretato da un ottimo Joseph Gordon-Lewitt -  atletico e con l’occhio malandrino da artista - è un folle che ha osato sfidare i propri limiti. Non quelli di 88 miglia all’ora, ma i 110 piani delle Torri  Gemelle. Con l’assalto ai tetti delle Twin Towers The Walk diventa un film di rapina, un heist movie con compagni di avventure reclutati in Francia e negli States. E l’impresa finale, la camminata agognata e finalmente realizzata,  è resa con un 3d vertiginoso e stupefacente, che rende finalmente giustizia all’utilizzo della nuova stereoscopia cinematografica, troppo spesso utilizzata solo come canto delle sirene per accaparrarsi altri spettatori.

Insomma, The Walk è un film prezioso nella carriera di Zemeckis. Da vedere e rivedere. E la Festa del Cinema di Roma assolda ancora un altro ottimo titolo nella sua decima annata.
 

Pubblicato in Cinema
Giacomo Visco Comandini

Laureato alla Sapienza, dal 2008 è uno dei redattori di Enel.tv, la televisione aziendale di Enel. Appassionato di cinema, ha collaborato per la rivista Filmaker’s MagazineIl Riformista e la Repubblica

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