Tom Hanks alla Festa del Cinema di Roma

Tom Hanks e Rita Wilson alla Festa del Cinema di Roma Tom Hanks e Rita Wilson alla Festa del Cinema di Roma Foto Maurizio Riccardi
La pioggia non ha fermato il pubblico della Festa del cinema di Roma. Sul red carpet giovedì 13 ottobre 2016 è arrivato Tom Hanks.

L'attore, regista e produttore americano - sessant’anni compiuti nel luglio 2016 - è stato il protagonista della giornata, in pieno tour promozionale per l'uscita del nuovo film di cui è protagonista: Inferno, diretto dall’amico Ron Howard e tratto dal libro di Dan Brown.

GUARDA LE FOTO - Bagno di folla all'incontro con il pubblico (il primo della Festa del Cinema 2016; dopodiché, nei giorni successivi, arriveranno anche Oliver Stone, Bernardo Bertolucci, Meryl Streep, e Roberto Benigni) moderato da Antonio Monda, direttore artistico della Festa del Cinema, il quale annuncia che Tom Hanks riceverà il Premio alla Carriera dalle mani di Claudia Cardinale.

Tom Hanks non ci ha riflettuto due volte ed ha “sparato a zero” sulle presidenziali americane e sul candidato repubblicano Donald Trump.

“Non so se si può dire, visti i tanti giornalisti presenti, ma le presidenziali americane 2016 sono un festival di merda. Ogni quattro anni ci troviamo di fronte a un bivio dove c'è ansia e timore del futuro, ma mai come oggi c'è un candidato autoreferenziale, pieno di idee assurde in cui non investiamo, e non lo faremo neppure questa volta. Trump ignorante, non solo sul piano politico. “Quando parlo di ignoranza non intendo solo quella politica, ma una cosa è certa: quando prevale l'ignoranza nella politica sono successe sempre cose molto brutte”. “Certo”, ha concluso, “voi potrete dirmi perché mai un personaggio come Trump si candida alle presidenziali Usa. Ma io potrei replicare: e perché voi avevate Berlusconi?”.

Tuttavia, trattandosi di una Festa del Cinema, anche di cinema ha parlato l'attore protagonista di film quali Philadelphia (1993) di Jonathan Demme, Insonnia d’amore (1993) di Nora Ephron, Forrest Gump (1994) di Robert Zemeckis, Apollo 13 (1995) di Ron Howard, Salvate il soldato Ryan (1998) di Steven Spielberg, C’è [email protected] per te (1998), Il miglio verde (1999) di Frank Darabont, Cast Away (2000) di Robert Zemeckis, Era mio padre (2002) di Sam Mendes, Prova a prendermi (2002) di Steven Spielberg, The Terminal (2004), anch’esso diretto da Steven Spielberg, Il codice Da Vinci (2006) di Ron Howard, La guerra di Charlie Wilson (2007) di Mike Nichols, Angeli e demoni (2009) di Ron Howard, Molto forte, incredibilmente vicino (2012) di Stephen Daldry, fino ad arrivare al più recente Il ponte delle spie (2015) di Steven Spielberg.

“Non amo rivederli”, ha confessato, “perché quei film non cambiano e, se li rivedo, io mi sento invecchiato, mentre loro rimangono sempre uguali. Pensate a Splash! Una sirena a Manhattan. Era il 1984 ed ero così giovane...”. “Tuttavia quel che conta per un attore” afferma Tom Hanks, “è la "longevità artistica. Questo è il significato del successo e io sono fortunato anche perché faccio un mestiere magnifico. Per me ogni film è un'avventura, un’esperienza nuova”.

Ama il cinema italiano e ritiene che in coppia con Roberto Benigni “saremmo fortissimi”. Tuttavia, quando nomina 8 e 1/2 (1963) di Federico Fellini ammette di non averci capito niente. “Ma ero bambino”.

Quanto al presente, esso ha un nome: si chiama Clint Eastwood, il quale lo ha diretto in Sully, che uscirà nelle sale cinematografiche italiane dicembre 2016.

“Ammiro Clint, ha fatto alcuni fra i film più sofisticati che abbia mai visto. Pensate a Invictus o a Mystic River. Come si lavora con lui? Parla pochissimo. L'unico scambio di battute che abbiamo avuto è stato prima di iniziare a girare. Niente prove sul set, vuole che gli attori arrivino pronti. E pochi ciak. Il che è molto liberatorio”.

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