Torino Film Festival

    ll week end del Torino Film Festival è trascorso tra polemiche e importanti proiezioni. Dopo la cerimonia d'apertura che ha visto protagoniste le due madrine Laura Morante e Penelope Cruz (quest'ultima accompagnata dal cast di Venuto al mondo, dal regista Sergio Castellitto e dal co-protagonista Emile Hirsch), il festival ha proseguito la sua corsa, dimostrandosi una vetrina di lusso per cinefili alla ricerca di novità.

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ll week end del Torino Film Festival è trascorso tra polemiche e importanti proiezioni. Dopo la cerimonia d'apertura che ha visto protagoniste le due madrine Laura Morante e Penelope Cruz (quest'ultima accompagnata dal cast di Venuto al mondo, dal regista Sergio Castellitto e dal co-protagonista Emile Hirsch), il festival ha proseguito la sua corsa, dimostrandosi una vetrina di lusso per cinefili alla ricerca di novità

Il film d'apertura L'arte di vincere di Bennett Miller con Brad Pitt è stato accolto con entusiasmo dagli spettatori della manifestazione. Particolare attenzione anche sulla figura di Marco Bechis che ha presentato il documentario Il sorriso del capo, indagine sul sentimento del consenso, su come nasce, quali strumenti si utilizzano per diffonderlo, come viene contrastato.

Insomma molti successi e tanta affluenza sia per quel che riguarda la stampa straniera -all'estero il Torino Film Festival viene infatti elogiato soprattutto per l'ottimo catalogo di film scelti- che per il numero di spettatori veri e propri. Purtroppo però non sono mancate le polemiche, come quella riguardante la proiezione stampa del film Il giorno in più di Massimo Venier ( tratto dal best seller di Fabio Volo, che vede tra i protagonisti Isabella Ragonese e lo stesso scrittore/attore) che è stata annullata perché i distributori e i produttori non volevano che si scrivesse del film prima dell'anteprima ufficiale prevista a Roma per la sera successiva. Oppure il botta e risposta tra Kaurismaki e Penelope Cruz accusata dal regista di essere una "mannequin" motivando così il suo gran rifiuto di ritirare il Premio Gran Torino che proprio l'attrice avrebbe dovuto consegnargli. A difendere Penelope Cruz è Sergio Castellitto -dando a Kaurismaki "dell'ubriacone", ma anche il direttore del Festival Gianni Amelio discostandosi dalle dichiarazioni del regista finlandese.

 

Pubblicato in Cinema

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