S'intitola "Tutti De Sica" la mostra che si apre l'8 febbraio all'Ara Pacis (fino al 28 aprile), ritratto pubblico e privatissimo reso possibile grazie ai figli Christian, Manuel ed Emi.

tutti-de-sica

S'intitola "Tutti De Sica" la mostra che si apre l'8 febbraio all'Ara Pacis (fino al 28 aprile), ritratto pubblico e privatissimo reso possibile grazie ai figli Christian, Manuel ed Emi. De Sica senza segreti: lettere, abiti, oggetti legati ai film (la famosa bicicletta di Lamberto Maggiorani), gli Oscar, i manifesti; un percorso d'autore per far conoscere ai più giovani un maestro del cinema e di umanità.

A quasi un quarantennio dalla scomparsa di Vittorio De Sica , la capitale è pronta a dedicare un ritratto pubblico e privato all’uomo affascinante e al maestro del neorealismo e della commedia italiana, al marito e al padre, al tifoso del Napoli e al giocatore incallito messo a frutto con Il conte Max e L’oro di Napoli, all’attore e al regista da Oscar per Sciuscià (1948), Ladri di biciclette (1950), Ieri, oggi, domani (1965) e Il giardino dei Finzi Contini (1972).
Aspettando di vedere i milli volti degli italiani raccontati e interpretati da De Sica, protagonisti di foto, oggetti di scena e documenti di celebri sequenze dei suoi film, portati in mostra all’Ara Pacis con “Tutti De Sica “, dall’8 febbraio al 28 aprile, l’occasione è propizia per anticipare il viaggio nella Roma protagonista di tanti film che De Sica ha interpretato e diretto, dalla capitale in guerra con La Ciociara (1960), un quella del dopoguerra dei Ladri di biciclette e dei marciapiedi di Via Veneto, dove i piccoli Sciuscià lustrano scarpe, e Il signor Max diretto da Mario Camerini (1937) ha un edicola di giornali.

Quella di Oggi, ieri e domani (1963), che spia l’incontro ‘piccante’ tra la squillo Mara (Sophia Loren) e il seminarista Augusto (Marcello Mastroianni), vicini di terrazza. Quella che mangia alla mensa dei poveri e va a passeggio con Umberto D. e il cane Flaik (1952). Nella città con il regista di Un amore a Roma diretto da Dino Risi (1960), con il signore distinto nella Roma città libera di Marcello Pagliero(1946), il destinatario della lettera di Maddalena… zero in condotta che interpreta e dirige (1940), e stesso in C’eravamo tanto amati diretto da Ettore Scola (1974).

La mostra promossa da Roma Capitale, prodotta dalla Cineteca di Bologna e da Zètema, ideata da Equa di Camilla Morabito, e realizzata con la collaborazione dei tre figli, Emi (Emilia) nata durante il primo matrimonio con Giuditta Rissone, Manuel e Christian, avuti dalla seconda moglie Maria Mercader, conosciuta sul set del film Un garibaldino al convento.

Pubblicato in Cinema

Fotonews

Green pass, in migliaia a Roma contro l'obbligo

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI