Tutti dovrebbero sentirsi i benvenuti in una sala cinematografica

Tutti dovrebbero sentirsi i benvenuti in una sala cinematografica
Ciné-ma difference compie dieci anni. Per festeggiare i due lustri l’associazione francese ha deciso di realizzare il cortometraggio Dans le rôle de (Nel ruolo di), prodotto da Control Films, firmato dalla cineasta-attrice Laure de Clermont-Tonnerre e interpretato da Stéphane Guérin, attore presso il gruppo del Théâtre du Cristal con disturbi dello spettro autistico.

L’obiettivo di Ciné-ma difference è rendere possibile alle persone con problemi del comportamento di frequentare una sala cinematografica. Un momento di piacere e condivisione del quale molte famiglie sono private: “pur di non sentirsi umiliate e invitate a uscire da un cinema, le persone si autorecludono” dichiarano le fondatrici dell’associazione Catherine Morhange e Salome Chatelard.

È permettere di trascorrere qualche ora in serenità e insieme agli altri, quali che siano le difficoltà e la maniera di esprimere le proprie emozioni, l’obiettivo dell’associazione che soffia le sue 10 candeline con un breve film per sensibilizzare il pubblico attualmente proiettato nelle sale cinematografiche francesi e su alcuni canali televisivi d’Oltralpe.  L’iniziativa ha ricevuto recentemente anche il plauso di Ségolène Neuville, segretario di Stato incaricato delle persone disabili e della lotta contro l’esclusione.  

Nel corto, il protagonista Ludovic si immagina interpretare diversi ruoli, dal presidente degli Stati Uniti all’astronatua, passando per il Re Sole e il cow boy; si immedesima negli eroi delle pellicole, ma quando ritorna alla realtà ed è in fila per compare un biglietto del cinema, gli sguardi della gente infastidita dal suo comportamento si scontrano con il suo mondo.   

“L’accessibilità in generale - e al cinema in particolare - è spesso considerata soltanto dal punto di vista tecnico. Ma, per alcune categorie di persone disabili, la “tecnica” non è una risposta adeguata o sufficiente, hanno bisogno di una risposta “umana”, dettata dalla sensibilità, e l’accoglienza è la parola principale”, prosegue Catherine Morhange.

Ciné-ma différence ha dunque creato un dispositivo che adatta le proiezioni, aperte a tutti (persone con e senza disabilità), a questo pubblico che ne è escluso di fatto. La sua rete in dieci anni si è estesa da Parigi a tutta la Francia e al Belgio, vedendola presente in 30 città e tra poco l’associazione festeggierà anche la sua millesima proiezione.

Il suo è un modello “semplice” che dovrebbe essere adottato anche in Italia. Le proiezioni sono all’interno della programmazione normale di un cinema, possibilmente accessibile alle persone con problemi di mobilità. I volontari preparati, facilmente individuabili per il loro gilet giallo, all’esterno informano sulla natura della proiezione, distribuendo del materiale e all’interno gestiscono eventuali movimenti di tutti gli spettatori, come fossero delle normali maschere. 

Le luci si abbassano lentamente, il volume non è troppo forte e le pellicole – selezionate tra la programmazione ufficiale della sala – sono adatte a un pubblico vario e un piccolo spot ricorda che quella che va ad iniziare è una proiezione Ciné-ma différence. Molti resteranno stupiti dal fatto che chi ha dei disturbi comportamentali sa essere un buon spettatore cinematografico e che, abituato alla sala, è anche molto più discreto e attento di tante altre persone.

 

Ciné-ma différence

Dans le rôle de 

Pubblicato in Cinema
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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