Tutti in piedi per Belmondo al Festival Lumiére di Lione

« Tutti abbiamo desiderato di diventare un giorno Jean-Paul Belmondo »  ha dichiarato Quentin Tarantino in occasione della cerimonia d’apertura del Festival Lumiére 2013 di Lione.

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«Tutti abbiamo desiderato di diventare un giorno Jean-Paul Belmondo »  ha dichiarato Quentin Tarantino in occasione della cerimonia d’apertura del Festival Lumiére 2013 di Lione.

Dopo Ken Loach l’anno scorso, il regista americano Quentin Tarantino è l’ospite d’onore di quest’edizione, interamente dedicata ai film classici, che rende omaggio a molti mostri incoronati della 7a arte, tra cui Jean-Paul Belmondo.

È proprio l’attore icona della Nouvelle Vague che ruba la scena al cineasta americano. Il pubblico gli regala una standing ovation che sembra interminabile. E anche se affaticato, Belmondo sorride e ringrazia per l’accoglienza calorosa.  « Non è soltanto il nome di una star, non è soltanto il nome di un uomo, è un verbo che significa carisma, forza dello spirito, volontà» a dichiarato Tarantino.  

Fino al 20 ottobre, a Lione, gli appassionati del cinema potranno scoprire o rivedere opere significative della storia della 7° arte, dalla commedia al dramma e al film di genere.

Quentin Tarantino, palma d’oro a Cannes nel 1994 con “Pulp fiction”, riceverà venerdì il Premio Lumiére alla carriera - non ancora conclusa. In programma una retrospettiva dei suoi film e una dozzina di pellicole da lui selezionate.

Omaggio anche al cinema italiano con la proiezione del documentario “Che strano chiamarsi Federico !” di Ettore Scola dedicato al suo amico fraterno Federico Fellini.

Cristina Biordi

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Pubblicato in Cinema
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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