Un decennio senza Karl Malden, interprete di “Fronte del porto” e “Le strade di San Francisco”

Karl Malden in "Io confesso" di Alfred Hitchcock Karl Malden in "Io confesso" di Alfred Hitchcock
Un decennio fa, nel luglio 2009, moriva a Los Angeles il grande attore americano, noto per film quali “Un tram che si chiama desiderio”, “Fronte del porto” di Elia Kazan, “Io confesso” di Alfred Hitchcock, “Il prigioniero della paura” di Robert Mulligan, “L’albero degli impiccati” di Delmer Daves, “I due volti della vendetta” di Marlon Brando”, “L’uomo di Alcatraz” di John Frankenheimer, “Il grande sentiero” di John Ford, “Patton, generale d’acciaio” di Franklyn J. Schaffner, e per il telefilm “Le strade di San Francisco”.

«Malden è stato un attore totale, significa buono per tutti i ruoli, semplicemente perché non era un divo, non ne aveva il corpo e il volto, non ne aveva l’appeal. Era soltanto bravo» (Pino Farinotti)

Nato a Chicago nel marzo 1912, di origine serba, frequenta i corsi d’arte drammatica nella sua città natale ed alla fine degli anni Trenta esordisce sui palcoscenici di Broadway, dove incontra Elia Kazan, il quale dopo averlo diretto a teatro, lo chiamerà per trasferire sul grande schermo il personaggio di Mitch nella versione cinematografica di Un tram che si chiama desiderio (1951), tratto da Tennessee Williams. Tale performance gli fa vincere l’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista e lo lancia ad Hollywood permettendogli di consolidare il successo della sua maschera irregolare, l’inconfondibile nasone, l’aspetto sgraziato, con cui dà vita a personaggi forti e liberi da cliché.

Nel ’54 è il ruvido e caparbio prete che aiuta il ribelle Terry Malloy-Marlon Brando in Fronte del porto (Nomination all’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista) di E. Kazan, con Eva Marie Saint, Lee J. Cobb, Rod Steiger e Martin Balsam, e negli anni successivi scolpisce il cupo marito di Carroll Baker in Baby Doll (1956), anch’esso diretto da E. Kazan, il padre fanatico di Prigioniero della paura (1957) di Robert Mulligan, l’infido e violento cercatore d’oro de L’albero degli impiccati (1959) di Delmer Daves, con Gary Cooper, Maria Schell, Ben Piazza e George C. Scott (al suo esordio cinematografico), l’antagonista di M. Brando ne I due volti della vendetta (1961), diretto dallo stesso Brando, il rigido direttore del carcere de L’uomo di Alcatraz (1962) di John Frankenheimer, interpretato da Burt Lancaster e considerato (insieme a Forza bruta di Jules Dassin, Prima colpa di John Cromwell, Rivolta al blocco 11 e Fuga da Alcatraz di Don Siegel come uno fra i migliori film carcerari americani mai realizzati), il folle capitano di cavalleria de Il grande sentiero (1964) di John Ford, con Richard Widmark e Carroll Baker.

Nel ’70 partecipa a Patton, generale d’acciao di Franklyn J. Schaffner, con G. C. Scott (Oscar come Miglior Attore Protagonista), nel ruolo del generale Bradley, e l’anno dopo viene chiamato dal giovane Dario Argento, il quale lo trasforma nell’enigmista cieco Arnò, le cui intuizioni si rivelano fondamentale per scoprire l’identità del maniaco assassino de Il gatto a nove code (1971), con Catherine Spaak e James Franciscus.

Il suo ultimo ruolo di rilievo è quello del patrigno molestatore di Pazza (1987) di Martin Ritt, con Barbra Streisand, mentre rimangono marginali le parti brillanti, come quelle del vedovo innamorato di un’hostess in Appuntamento tra le nuvole (1963) di Henry Levin o l’affezionato cliente in Intrighi al Grand Hotel (1967) di Richard Quine.

Fra gli altri film ricordiamo Non desiderare la donna d’altri (1940) di Garson Kanin, Vittoria alata (1944) di George Cukor, Il 13 non risponde (1947) e  il noir Il bacio della morte (1947) di Henry Hathaway, con Victore Mature e Richard Widmark, Boomerang - L’arma che uccide (1947) di E. Kazan, Romantico avventuriero (1950, conosciuto anche con il titolo Il fuorilegge del Texas) di Henry King, con Gregory Peck e Millard Mitchell, Sui marciapiedi (1950) di Otto Preminger, Okinawa (1950) di Lewis Milestone, Difendete la città (1952) di Gerald Mayer, Corriere diplomatico (1952) di Henry Hathaway, L’altra bandiera (1952) di Lewis Sailer, Ruby, fiore selvaggio (1952) di King Vidor, Io confesso (1953) di Alfred Hitchcock, con Montgomery Clift e Anne Baxter, Femmina contesa (1953) di Richard Brooks, Il mostro della via Morgue (1954) di Roy Del Ruth, tratto dal racconto omonimo di Edgar Allan Poe, I giganti toccano il cielo (1957) di Gordon Douglas, Il segreto di Pollyanna (1960) di David Swify, Il grande impostore (1961) di Robert Mulligan, Vento caldo (1961) di Delmer Daves, E il vento disperse la nebbia (1962) di John Frankenheimer, La conquista del West (1962) di Henry Hathaway, John Ford e George Marshall, La donna che inventò lo strip-tease (1962) di Mervyn LeRoy, Chi giace nella mia bara? (1964) di Paul Henreid, Cincinnati Kid (1965) di Norman Jewison, Nevada Smith (1966) di Henry Hathaway, Matt Helm… non perdona! (1966) di Henry Levin, il disneyano Un maggiordomo nel Far West (1967) di James Neilson, Il cervello da un miliardo di dollari (1967) di Ken Russell, Due occhi di ghiaccio (1968) di Silvio Narizzano e Yakima Canutt, Milioni che scottano (1968) di Eric Till, Uomini selvaggi (1971) di Blake Edwards, con William Holden e Ryan O’Neal, Ricatto alla mala (1972) di Antonio Isasi-Isasmendi, i catastrofici L’inferno sommerso (1979) di Irwin Allen e Meteor (1979) di Ronald Neame, Il tempo del crepuscolo (1982) di Goran Paskaljevic, La stangata II (1983) di Jeremy Kagan, Billy Galvin (1986) di John Gray.       

Nel ’57 fa la sua unica esperienza dietro alla macchina da presa dirigendo - ed interpretando - Il fronte del silenzio, con Richard Widmark e Richard Basehart.      

In televisione, negli anni Settanta ha grande successo come protagonista (insieme ai giovani Michael Douglas - dal ’72 al ’76 – e Richard Hatch - nel’76/’77) di Sulle strade di San Francisco (1972-77, circa centoventi episodi), uno fra i migliori telefilm polizieschi americani degli anni Settanta (insieme a Il Tenente Colombo,1971-78, Kojak,1973-78, Starsky e Hutch,1975-79 ed altri).

Dopo il film televisivo Captain Courageos (1977), è protagonista della miniserie Skag (1980), che verrà soppressa dopo soli sette episodi e, nei quindici/vent’anni successivi,  appare in vari film Tv (Parola d’onore - 1981 -, Miracolo sul ghiaccio - 1981 -, With Intent to Kill - 1984 -, Alice in Wonderland - 1985 -, Vietnam Morte Orange - 1988 -, The Hijacking of Achille Lauro - 1989 -, Storia di Anna - 1990 -, Tra la vita e la morte - 1991 -, Le strade di San Francisco: Mike Stone ritorna - 1992 -, 36 ore di paura - 1993) e nelle serie Giustizia sarà fatta (1984) e Tutti gli uomini del Presidente (2001). 

 Nel 2002 si ritira a vita privata.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

Fotonews

Green pass, in migliaia a Roma contro l'obbligo

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI