Un intellettuale in borgata di Enzo De Camillis al Teatro Verde

Un intellettuale in borgata di Enzo De Camillis al Teatro Verde
Verrà proiettato lunedì 28 febbraio 2022 alle ore 10.00 presso il Teatro Verde - Circonvallazione Gianicolense 10, non lontano dalla Stazione Trastevere - il docufilm di Enzo De Camillis “Un intellettuale in borgata”.

Grazie al Presidente del XII Municipio Elio Tomassetti ED all’Assessore alla Cultura Gioia Farnocchia, Pier Paolo Pasolini (1922-1975) verrà ricordato con una proiezione del documentario Un intellettuale in borgata di Enzo De Camillis. La proiezione presso il Teatro Verde di Veronica Olmi in Circonvallazione Gianicolense 10 (stazione Trastevere) lunedì 28 alle ore 10.00, con un pubblico di studenti del “Federico Caffè” organizzato dalla prof.ssa Isabella Cognatti.

Il film, che vede la partecipazione di Leo Gullotta, racconta P. P. Pasolini (del quale, il 5 marzo 2022, ricorrerà il centenario della nascita) a Monteverde, dove ha vissuto per nove anni, dal 1954 al 1963. La proiezione sarà seguita da interventi di testimoni che hanno conosciuto Pasolini, come Maurizio Ponzi (regista), Sergio Giussani (produttore), Roberto Girometti (direttore della fotografia), Silvio Parrello (citato nel libro di Pasolini Ragazzi di vita).

Un intellettuale in Borgata documento culturale sul pensiero pasoliniano. È il titolo del docufilm del regista E. De Camillis e narra la vita e i pensieri di Pier Paolo Pasolini, in particolar modo (dal 1954 al 1963) abitando a Donna Olimpia, uno dei contatti fondamentali con il mondo delle borgate romane vivendo a Monteverde (in via Fonteiana 86 - dal ’54 al ’59 - e poi in via Giacinto Carini 45 - dal ’59 al ’63 -, nello stesso edificio in cui abitava l’amico poeta e critico letterario Attilio Bertolucci)

Monteverde rappresenta, dunque, una tappa fondamentale per l’esperienza culturale ed umana di Pasolini: è qui che ha scritto opere come il romanzo Ragazzi di vita (1955) - i cui primi due capitoli sono ambientati nelle case popolari di via di Donna Olimpia - e Una vita violenta (1959).

Il film racconta Pier Paolo Pasolini nei difficili anni del suo arrivo a Roma (nel gennaio 1950) con la madre. Vive per circa un anno nel ghetto ebraico, su via Giovanni Tagliere 3 - in zona Ponte Mammolo - dal ’51 al ’53, e poi, nel ’54, si trasferisce a Monteverde.

Ed è proprio qui che la quotidianità e le durissime condizioni di vita di questa “borgata” romana sensibilizzano il grande scrittore, giornalista e poeta e lo fanno diventare un osservatore sociale attraverso il quale muoverà i primi passi di quella esperienza umana che descriverà nelle opere di indagine e denuncia sociale durante la sua storia da intellettuale ed artistica. È da queste riflessioni che nasce il romanzo Ragazzi di vita, con violentissime polemiche anche negli ambienti culturali della sinistra e, in particolare nel PCI. Erano le accuse di un mondo politico miope in contrapposizione alla lungimiranza culturale di Pasolini, che avranno il loro tragico epilogo proprio nelle pagine di Petrolio (scritto fra il 1972 e il 1975, mai portato a termine a causa del suo assassinio e pubblicato postumo da Einaudi solo nel 1992) con la denuncia di un mondo economico che si stava preparando alla globalizzazione dei nostri giorni.

Il film sottolinea la sua ricerca continua su l’onestà culturale delle “borgate” in contrasto con le rigidità intellettuali del periodo sottolineato dai suoi film Accattone (1961) e Mamma Roma (1962), o nelle sue dichiarazioni sul potere mediatico della televisione espresse in una celebre intervista RAI di Enzo Biagi del 1971 «La tv è un medium di massa. E in quanto medium di massa non può far altro che alienarci e mercificarci [...]. Nel momento in cui qualcuno ci guarda in tv, ha verso di noi un rapporto da inferiore a superiore, che è un rapporto spaventosamente antidemocratico»).

La sua lungimiranza culturale si spingerà fino alla lucida denuncia delle trame oscure di quella strategia della tensione nel celebre Cos’è questo golpe? Io so, pubblicato sul «Corriere della Sera» - all’epoca diretto da Piero Ottone - del 14 novembre 1974.

Come sottolinea il titolo del documentario di E. De Camillis, P. P. Pasolini è sempre stato un “intellettuale in borgata” e la stessa sua vita e morte l’hanno dimostrato, insieme alle sue opere ed ai suoi film che, per dirla con Maurizio Ponzi, riscrissero la grammatica stessa del cinema.

De Camillis utilizza immagini di repertorio ed eccellenti pensieri di personaggi del calibro di Stefano Rodotà, Ugo Gregoretti, Pupi Avati, Gianni Borgna, Citto Maselli, Renato Parascandolo, per ripercorrere molte delle fasi del Pasolini pensiero, dando vita con il suo documentario a un lavoro che non ha l’obiettivo di idolatrare l’uomo, bensì quello di una ennesima conferma visiva della lungimiranza geniale dell’intellettuale, del quale ogni frase, ancora oggi, è contemporanea sentenza.

Il testo integrale di Cos’è questo golpe? Io so viene recitato in maniera superlativa da Leo Gullotta. Lui, Pasolini, oltre quarantacinque anni fa sapeva già, ed è ancora un piacere starlo ad ascoltare, riconoscere ancora una volta che aveva ragione.

 

Un intellettuale in borgata (2014) di Enzo De Camillis - interventi di Otello Angeli, Pupi Avati, Gianni Borgna, Antonio Del Guercio, Osvaldo Desideri, Ugo Gregoretti, Citto Maselli, Renato Parascandolo, Silvio Parrello, Maurizio Ponzi, Stefano Rodotà, Nino Russo; con la partecipazione straordinaria di Leo Gullotta - verrà proiettato al Teatro Verde lunedì 28 febbraio 2022.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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