“Un intellettuale in borgata” di Enzo De Camillis alla SAS Cinema a Monteverde

Pier Paolo Pasolini in tribunale nel 1963 Pier Paolo Pasolini in tribunale nel 1963 foto Carlo Riccardi
Verrà proiettato martedì 18 giugno 2019 alle ore 18 presso la S.A.S. Cinema - via Federico Ozanam 125, in zona Monteverde - a Roma il docufilm di Enzo De Camillis “Un intellettuale in borgata”.

Prodotto dalla Sas Cinema e da Tam Tam online e realizzato nel 2013, il docu-film si avvale della partecipazione di Leo Gullotta, il quale legge il lungo e celebre articolo di Pasolini Cos’è questo golpe? Io so, apparso sul «Corriere della Sera» (all’epoca diretto da Piero Ottone) del 14 novembre 1974.

Nel documentario, proiettato in numerose scuole, licei, Università e, nel 2014, anche presso il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa Della Delizia (PN) - per molti anni diretto da Angela Felice, scomparsa nel 2018 - sono presenti le preziose testimonianze di alcuni protagonisti della cultura italiana: i registi Pupi Avati, Ugo Gregoretti, Francesco (“Citto”) Maselli, Maurizio Ponzi e Nino Russo, lo scenografo Osvaldo Desideri (che lavorò come arredatore in Salò o le 120 giornate di Sodoma, ultimo film di Pier Paolo Pasolini), il costituzionalista Stefano Rodotà (scomparso nel 2017), dell’intellettuale Gianni Borgna (scomparso nel 2014), lo storico dell’arte Antonio Del Guercio (scomparso nel 2018), l’’ex dirigente Cgil Otello Angeli, il senatore Vincenzo Vita, gli ex “ragazzi di vita” Silvio Parrello e Umberto Mercadante, tutti impegnati nel ricordare e valorizzare l’eredità di Pier Paolo Pasolini.

Al dibattito interverranno Enzo De Camillis, Silvio Parrello, la giornalista e poetessa Michela Zanarella, ed il giornalista e scrittore Giuseppe Lorin.

Da Un intellettuale in borgata è stato tratto il libro Io so… (Arduino Sacco editore, Roma 2016), a cura dello stesso E. De Camillis.

Enzo De Camillis ha lavorato come scenografo e arredatore per i maggiori registi italiani. Dopo l’esordio nel 1977 come assistente di Dante Ferretti per Il mostro di Luigi Zampa, ha lavorato sia in televisione (Drive In - 1983-84; Buona Domenica 1985Una donna a Venezia - 1986 - di Sandro Bolchi; Big Man - 1987, episodi La fanciulla che rideBoomerangPolizza drogaPolizza inferno - di Steno, Testimone oculare - 1990 - di Lamberto Bava) sia al cinema con registi quali Giancarlo Giannini (Terno Secco - 1985), Pasquale Squitieri (Il pentito - 1985), Leandro Castellani (Il coraggio di parlare - 1986 -, con cui vince il Premio Qualità Mibac e Istituto Luce per la scenografia), Francesco Rosi (Dimenticare Palermo - 1989), Giuseppe Tornatore (Una pura formalità - 1992), Sergio Rubini (Prestazione straordinaria - 1994), Maria Sole Tognazzi (Passato prossimo - 2002), Luciano Odorisio (I guardiani delle nuvole - 2002).

Ha scritto e diretto i cortometraggi Le mie mani a colori (2007), 19 Giorni di Massima Sicurezza (2009) e Uno Studente di Nome Alessandro (2011).

Nel 2005 ha realizzato la targa commemorativa di Pier Paolo Pasolini (in occasione del trentennale del suo assassinio) che si trova nel crocevia fra piazza Donna Olimpia, via di Donna Olimpia e via Abate Ugone, a Monteverde, quartiere in cui Pasolini visse per nove anni (dal ’54 al ’59 in via Fonteiana 86, e poi, dal ’59 al ’63, in via Giacinto Carini 45, nello stesso edificio in cui abitava Attilio Bertolucci, poeta, critico letterario e padre dei fratelli Bernardo e Giuseppe Bertolucci) ed in cui scrisse i romanzi Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959) e la raccolta di poesie Le ceneri di Gramsci (1957).  

Nel 2018 ha realizzato il docufilm Le Periferie di Roma e il Movimento Democratico (interventi di Roberto Morassut, Francesco Rutelli, Franca d’Alessandro Prisco, Marisa Rodano e Antonello Falomi), ispirato al libro di R. Morassut, Le borgate e il dopoguerra. Politica, società, ideologia alle radici della Roma di oggi (Ponte Sisto, Roma 2018)

Nell’autunno 2015, numerose proiezioni di Un intellettuale in borgata si sono svolte in un periodo - quello del quarantennale del barbaro assassinio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto, come è tristemente  noto, nella notte fra il 1° e il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia - ricco di eventi sul grande scrittore, saggista, giornalista, regista, e intellettuale friulano.

Un periodo ricco di incontri, presentazioni di libri (ricordiamo I tanti Pasolini di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, il coraggioso Pasolini. Massacro di un poeta - Ponte alle Grazie, Milano 2015 - di Simona Zecchi, Poesie e pensieri per Pasolini - David & Matthaus Edizioni, Milano 2015 - di Silvio Parrello, il quale, da oltre vent’anni fa, si batte caparbiamente per cercar di arrivare alla verità sull’uccisione di Pasolini, L'utopia di Pasolini - Bottega Errante, Udine 2017 - di Angela Felice, per molti anni direttrice del Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa Della Delizia e scomparsa nel maggio2018), dibattiti culturali, proiezioni di film e documentari, mostre fotografiche, fra cui ricordiamo I tanti Pasolini, curata dall’Archivio Fotografico Riccardi e formata da ventisei scatti del grande fotografo Carlo Riccardi (classe 1926) degli anni compresi fra il 1960 e il 1969.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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