Un posto magico chiamato Trieste Film Festival

Un posto magico chiamato Trieste Film Festival
Si è tenuta a Trieste, venerdí 9 gennaio al Magazzino delle Idee, la conferenza stampa della 26esima edizione del Trieste Film Festival, il principale appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro-orientale.

La rassegna, che si terrà dal 16 al 22 gennaio, diretta da Annamaria Percavassi e Fabrizio Grosoli, dopo l’affollata edizione del 2014 regalerà al pubblico un giorno in più di grande cinema. I luoghi del festival saranno sempre il Teatro Miela e la Sala Tripcovich di Largo Santos.

Il programma, come di consueto, darà spazio ai tradizionali concorsi internazionali (lungometraggi, cortometraggi, documentari), a eventi speciali, omaggi e incontri (quelli con il pubblico e la stampa si terranno all’Antico Caffè San Marco).

Tra gli ospiti del festival, Krzysztof  Zanussi, che terrà un’attesa masterclass il 18 gennaio e presenterà a Trieste in anteprima italiana il suo ultimo film Obce Ciało (Corpo estraneo / Foreign Body), un dramma psicologico che è anche sguardo sulla Polonia contemporanea, una coproduzione italiana girata in parte nel nostro Paese.

Ad aprire il festival sarà il 16 gennaio alla Sala Tripcovich Dve Ženščiny (Due donne / Two Women), della regista russa Vera Glagoleva, interpretato dal celebre attore inglese Ralph Fiennes e dall’attrice francese Sylvie Testud. Il film, un’anteprima internazionale, è una sontuosa produzione in costume, ed è tratto dalla pièce teatrale di Turgenev “Un mese in campagna”. Ci immerge nella Russia di metà Ottocento, nella tenuta di un ricco proprietario terriero, dove un amico di famiglia torna da un viaggio all’estero, ma viene ignorato. Tutti sono presi dal nuovo insegnante privato, recentemente assunto. Due donne sono subito cadute preda del suo fascino: Natal’ja e Vera, la sua figliastra. Natal’ja sta per compiere trent’anni ed è stata una moglie e madre devota, ma la sua vita è ora sconvolta da un turbine di amore e gelosia.

Cuore pulsante del programma come sempre sono i tre concorsi internazionali che ogni anno fanno il punto sulla produzione più interessante dei paesi di riferimento del festival. E anche quest’anno i premi al Miglior lungometraggio, al Miglior cortometraggio e al Miglior documentario saranno attribuiti dal pubblico.

Nel Concorso Internazionale Lungometraggi (tutti titoli in anteprima italiana) ci sono  Urok (La lezione / The Lesson) dei registi bulgari Kristina Grozeva e Petar Valchanov, premiato in molti festival internazionali (tra cui San Sebastian); e Simindis Kundzuli (L’isola del granturco / Corn Island) di George Ovashvili, che ha vinto il Grand Prix e il Premio della Giuria Ecumenica al Festival di Karlovy Vary 2014 ed è nella short list del miglior film straniero ai prossimi premi Oscar. E ancora, Viktoria di Maya Vitkova (altra cineasta bulgara) presentato al Sundance Festival; Varvari (Barbari / Barbarians) di Ivan Ikić, girato con attori non professionisti, ha ricevuto una menzione speciale all’ultimo Festival di Karlovy Vary; Cesta Ven (La via d’uscita / The Way Out) di Petr Václav; Risttuules (Dove s’incrociano i venti / In the Crosswind) dell’estone Martti Helde; Drevo (L’albero / The Tree) della slovena Sonja Prosenc; Kosac (Il mietitore / The Reaper) di Zvonimir Jurić, una coproduzione Croazia – Slovenia, è stato presentato all’ultimo Festival di Toronto, vincitore dell’Arena d’oro per il miglior attore, il premio per il miglior attore non protagonista e la miglior fotografia al Festival di Pola 2014. Infine, Sto Spiti (A casa / At Home) del regista greco Athanasios Karanikounalas, che ha vinto il Premio Ecumenico al Forum della Berlinale 2014. 

La sezione dei Cortometraggi presenta 19 lavori in competizione, alla quale si aggiunge una selezione non competitiva di 11 corti di animazione, sempre provenienti dall’Europa Centrale e Orientale. Il Concorso Internazionale Documentari propone 9 opere, quasi tutte anteprime italiane, tranne Internat del regista siciliano (trapiantato in Georgia) Maurilio Mangano, che è un’anteprima mondiale. Tra i documentari, anche 3 importanti eventi speciali fuori concorso.

Ancora in programma, la sezione Art & Sound è organizzata in collaborazione con SkyArte. Sky Arte HD, il primo canale televisivo italiano dedicato all’Arte in tutte le sue declinazioni e visibile ai canali 120 e 400 di Sky, sarà presente al Festival di Trieste con due produzioni originali che manderà in onda nei mesi di gennaio e febbraio, Piero Ciampi-Poeta, Anarchico, Musicista e Prog Revolution. I due documentari saranno rispettivamente trasmessi in prima visione su Sky Arte HD lunedì 19 gennaio alle 22.10 e mercoledì 18 febbraio alle 21.10.

Altra conferma è la sezione non competitiva Sorprese di Genere uno sguardo più ampio sulle nuove tendenze "popolari" all’interno della produzione cinematografica dell’Europa Centrale e Orientale.

Tra le novità dell’edizione 2015 ci saranno le proiezioni dei film del Lux Prize.  Il premio Lux è nato nel 2007, a distanza di 50 anni dal Trattato di Roma, e viene assegnato annualmente dal Parlamento Europeo ad un film di produzione europea. Gli 87.000 euro assegnati al film vincitore sono destinati a sottotitolarlo in tutte e 23 le lingue ufficiali dell’Unione Europea e produrne una copia in pellicola per ogni Stato membro.

Novità anche per un altro appuntamento di rilievo del TsFF: il premio intitolato alla memoria di Corso Salani quest’anno cambia formula e coincide così con la selezione degli Italian Screenings, da sempre pensata non solo per il pubblico del festival, ma anche per quello dei professionisti internazionali accreditati a When East Meets West.

I 5 titoli presentati non sono più, infatti, opere in corso di lavorazione, ma film già completati nel corso del 2014 e ancora in attesa di una distribuzione italiana e mondiale.

L’edizione 2015 di When East Meets West prevede tre giorni dedicati a produttori, broadcasters, sales agents, distributori, fondi regionali provenienti da Italia, Europa dell’Est e da una singola regione in focus diversa ad ogni edizione. Quest’anno è la volta dei Paesi anglofoni: UK, Irlanda, Canada e USA.

L’obiettivo è quello di dare vita ad un appuntamento capace di creare un forte legame tra le diverse aree coinvolte. Attraverso tavole rotonde, masterclass e case-study, si riuniscono a Trieste professionisti di diversi Paesi, rendendo così il Friuli Venezia Giulia un punto di riferimento per i produttori dell’Est Europa che vogliono avviare collaborazioni con imprese occidentali, e viceversa.

Al programma tradizionale sono stati aggiunti due nuovi spazi: First Cut Lab, un laboratorio dedicato ai film di fiction in fase di edizione, e Last Stop Trieste, una preziosa occasione per presentare documentari in avanzata fase di montaggio a un ristretto pubblico di sales agents, responsabili di festival, rappresentanti di broadcaster. E nel programma del Festival ora c’è anche Born in Trieste, una sezione dedicata ai film che negli scorsi anni avevano iniziato il loro percorso produttivo a WEMW.

Il TFF è evento ricchissimo e articolato, che da anni propone una cinematografia d’autore “alternativa” ai blokbusters e di altissima qualità, corredata da eventi ideati per la crescita della settima arte, come la seconda edizione di Eastweek, il workshop internazionale di sceneggiatura dedicato allo sviluppo di soggetti cinematografici, si conferma un Talent Campus unico.

Tra i numerosi eventi collaterali del festival, anche la presentazione di alcuni libri e la famosa “passeggiata cinematografica” a cura di Nicola Falcinella, un modo diverso di visitare la città, e insieme una chiave differente per scoprire o ripercorrere la storia del cinema; e tornano a Trieste anche Gloria De Antoni e Oreste De Fornari, con la conversazione Angeli su Miramare. Inoltre, al Teatro Miela il 21 gennaio la performance Pavana za Antigono (Pavana per Antigone), un caleidoscopio di confessioni intime di un’artista, della regista slovena Hanna Preuss. 

La sigla del Trieste Film Festival 2015 è di Ivan Bormann, autore triestino (di cui il festival nel 2010 ha presentato Sconfinato. Storia di Emilio) ispirata a Alice nel Paese delle Meraviglie; perché quando si fa il buio in sala in qualche modo si entra in un’altra realtà. 

Trieste Film Festival

Pubblicato in Cinema
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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