Un ricordo di Barbara Bel Geddes nel centenario della nascita

Barbara Bel Geddes in "Sangue sulla luna" di Robert Wise Barbara Bel Geddes in "Sangue sulla luna" di Robert Wise
Cento anni fa nasceva l’attrice americana, interprete di film quali “La disperata notte” di Anatole Litvak, “Mamma, ti ricordo” di George Stevens, “Sangue sulla luna” di Robert Wise, “Nella morsa” di Max Ophüls, “Bandiera gialla” di Elia Kazan, “14esima ora” di Henry Hathaway, “La donna che visse due volte” di Alfred Hitchcock e molti altri, e del serial tv “Dallas”.

Nata a New York nel 1922 - è morta a Northeast Harbour, nel Maine, nel 2005 -, figlia dello scenografo, architetto e designer Norman Bel Geddes (1893-1958), dopo aver frequentato la Putney School, nel Vermont, comincia a recitare a diciotto anni sui palcoscenici di Broadway, ottenendo successo ed apprezzamenti con importanti ruoli, a partire da Deep are the Roots (1945) di Arnaud d’Usseau e James Gow, regia di Elia Kazan; otterrà poi due nominations al Tony Award per La gatta sul tetto che scotta (1956), di Tennessee Williams, regia di Elia Kazan e per Mary Mary (1961) di Jean Kerr.

Interprete delicata, dalla bellezza poco appariscente e non aggressiva, esordisce al cinema in La disperata notte (1947) di Anatole Litvak, remake hollywoodiano (interpretato anche da Henry Fonda, Vincent Price e Ann Dvorak) del celebre Alba tragica (1939) di Marcel Carné, con Jean Gabin e Michèle Morgan.

Fra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta recita in Mamma, ti ricordo (1948) di George Stevens, con cui ottiene una nomination all’Oscar come Miglior Attrice non Protagonista, Sangue sulla luna (1949, conosciuto anche con il titolo Vento di terre selvagge) di Robert Wise, ottimo western arricchito da atmosfere noir, con Robert Mitchum, Robert Preston, Walter Brennan e Phillys Thaxter, l’inquietante Nella morsa (1949) di Max Ophüls, con James Mason e Robert Ryan, Bandiera gialla (1950) di Elia Kazan, con Richard Widmark, Paul Douglas, Zero Mostel e Jack Palance (al suo primo film), 14esima ora (1951) di Henry Hathaway, con Richard Basehart e Grace Kelly (al suo esordio cinematografico).

Indagata dalla commissione per le attività antiamericane durante il maccartismo, negli anni successivi recita solo a teatro (La gatta sul tetto che scotta) e in televisione (compresi due episodi della serie Alfred Hitchcock Presents).

Nel ’58 è nel celebre Vertigo (La donna che visse due volte) di Alfred Hitchcock, con James Stewart, Kim Novak e Tom Helmore.

Nei circa vent’anni successivi, eccezion fatta per pochi film - I cinque penny (1959) di Melville Shavelson, Jovanka e le altre (1960) di Martin Ritt, ispirato al romanzo omonimo di Ugo Pirro ed interpretato da Silvana Mangano, Jeanne Moreau, Romoli Valli e Richard Basehart, Ossessione amorosa (1961) di John Sturges, Summertree (1971) di Anthony Newley, con Michael Douglas e Jack Warden, L’idolo (1971) di Barry Shear -, lavora soprattutto a teatro.

Dalla fine degli anni Settanta, ottiene grande successo (vince un Emmy Award) con il serial tv Dallas (1979-91), nel ruolo della simpatica ma determinata Miss Ellie, matriarca della famiglia Ewing. È anche autrice di due libri di letteratura per l’infanzia: I Like to Be Me (1963) e So Do I (1973).

All’inizio degli anni Novanta si ritira a vita privata.  

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.