Un ricordo di Ben Gazzara nell’anniversario della sua nascita

Ben Gazzara in "Anatomia di un omicidio" di Otto Preminger Ben Gazzara in "Anatomia di un omicidio" di Otto Preminger
Il grande attore italoamericano, interprete di film quali “Anatomia di un omicidio” di Otto Preminger, “Risate di gioia” di Mario Monicelli, “Giorni senza fine” di Phil Karlson, “Tre passi dalla sedia elettrica” di Millard Kaufman, “Mariti”, “L’assassino di un allibratore cinese” e “La sera della prima” di John Cassavetes, “Saint Jack” e “...e tutti risero” di Peter Bogdanovich, “Storie di ordinaria follia” di Marco Ferreri, “La donna delle meraviglie” di Alberto Bevilacqua, “Il camorrista” di Giuseppe Tornatore, “Il giorno prima” di Giuliano Montaldo, “Don Bosco” di Leandro Castellani, “Il prigioniero” di David Mamet, “Il grande Lebowsky” di Joel Coen, “Dogville” di Lars von Trier e molti altri, avrebbe novant’anni.

Nato a New York nel 1930 - è morto nel febbraio 2012 - Carlo Biagio Anthony Gazzara - meglio noto con il nome d’arte Ben Gazzara -, figlio di immigrati italiani, arriva al cinema direttamente dalle strade del Lower East Side di Manhattan esordendo nel ruolo di un sadico studente attivista in Un uomo sbagliato (1957) di Jack Garfein.

Due anni dopo si afferma al suo secondo film, Anatomia di un  omicidio (1959) di Otto Preminger, tratto dal libro omonimo di Robert Traver, in cui recita con James Stewart, Lee Remick, Arthur O’ Connell e George C. Scott,  considerato (insieme a La parola ai giurati di Sidney Lumet, Testimone d’accusa di Billy Wilder, Vincitori e vinti di Stanley Kramer, il bellissimo Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan, tratto dal libro omonimo - Premio Pulitzer - di Harper Lee, e Il verdetto di S. Lumet, tratto dal libro omonimo di Barry Reed) come uno fra i migliori Courtroom Drama americani mai realizzati.

Dopo Risate di gioia (1960) di Mario Monicelli, con Totò e Anna Magnani, ed altri incisivi ruoli secondari (Giorni senza fine - 1961 - di Phil Karlson, Tre passi dalla sedia elettrica - 1962 - di Millard Kaufman, La città prigioniera - 1962 - di Joseph Anthony, Smania  di vita - 1965 - di Walter Grauman), diventa noto al grande pubblico americano per la serie televisiva I giorni di Bryan (1965-68).

Carattere molto determinato, riesce a calarsi perfettamente anche in personaggi comici, nelle commedie e nei film grotteschi di John Cassavetes (Mariti - 1970 -, L’assassinio di un allibratore cinese - 1976 -, La sera della prima - 1977).

A partire dagli anni Ottanta preferisce l’Italia, dove si trasferisce (nei successivi trent’anni abiterà nelle campagne umbre, in provincia di Terni) recitando in film come Storie di ordinaria follia (1981) di Marco Ferreri, La donna delle meraviglie (1985) di Alberto Bevilacqua, Il camorrista (1986) di Giuseppe Tornatore (al suo esordio alla regia), Il giorno prima (1987) di Giuliano Montaldo, con Burt Lancaster e Don Bosco (1988) di Leandro Castellani.

In Italia fa anche un’esperienza dietro alla macchina da presa, scrivendo e dirigendo Oltre l’oceano (1990). Attore intenso ed introspettivo, ha grandissima abilità nel fondere la ruvidezza con la sensibilità, come nelle superlative performances di Jackie Treehorn in Il grande Lebowski (1998) di Joel Coen e del vecchio Jack MacKay in Dogville (2003) di Lars von Trier.      

Fra gli altri film ricordiamo Se è martedì deve essere il Belgio (1969) di Mel Stuart, Il ponte di Remagen (1969) di John Guillermin, Afyon - Oppio (1972) di Ferdinando Baldi, L’odissea del  Neptune nell’impero sommerso (1973) di Daniel Petrie, Quella sporca ultima notte (1975) di Steve Carver, Due tigri e una carogna (1976) di Remi Kramer, La nave dei dannati (1976) di Stuart Rosenberg, con Faye Dunaway e Max von Sydow, Saint Jack (1979) e …e tutti risero (1981) di Peter Bogdanovich, Linea di sangue (1979) e Inchon (1981) di Terence Young, La ragazza di Trieste (1982) e Uno scandalo perbene (1982) di Pasquale Festa Campanile, Figlio mio infinitamente caro... (1985) di Valentino Orsini, Champagne amer (1986) di Ridha Behi e Henri Vart, Più veloce  della luce (1988) di Nicolas Gessner,  Il duro del Road House (1989) di Rowdy Herrington, Per sempre - Forever (1991) di Walter Hugo Khouri, Sherwood’s Travels (1994) di Ron Coswell e Steve Miner, Les hirondelles ne meurent pas à Jerusalem (1994) di Ridha Behi, Nefertiti, figlia del sole (1995) di Guy Gilles, The Zone (1995) di Barry Zetlin, Banditi (1995) di Stefano Mignucci, Ladykiller (1996) di Terence H. Winkless, Farmer & Chase (1997) di Michael Seitzman, Shadow Program - Programma segreto (1997) di George Pan Cosmatos, Omicidi occasionali (1997) di Gavin Wilding, Il prigioniero (1997) di David Mamet, Vicious Circles (1997) di Sandy Whitelaw, Too Tired to Die (1998) di Wonsuk Chin, Buffalo ’66 (1998) di Vincent Gallo, Happiness - Felicità (1998) di Todd Solondz, Illuminata (1998) di John Turturro, S.O.S. Summer of Sam (1998) di Spike Lee, Gioco a due (1998) di John Meteman, Paradise  Cove (1998) di Robert Clapsadle, Poor Liza (2000) di Slava Tsukerman, Blue Moon (2000) di John A. Gallagher, Believe (2000) di Robert Tinnell, Very Mean Men (2000) di Tony Vitale, Shark in a  Bottle (2000) di Mark Anthony Little, Undertaker’s Paradise (2000) di Matthias X. Oberg, The List (2000) di Sylvain Guy, Nella terra di  nessuno (2000) di Gianfranco Giagni, Jack of Hearts (2000) di Serge Rodnunsky, Home Sweet Hoboken (2001) di Yoshifumi Hosoya, L’ospite segreto (2003) di Paolo Modugno, Bonjour Michel (2005) di Arcangelo Bonaccorsi, Schubert (2005) di Jorge Castillo, The Shore (2005) di Dionysius Zervos, Quartier Latin (2006) di Gérard Depardieu, episodio di Paris, je  t’aime, Il placido Don (2006) di Sergej Fedorovic Bondarcuk, Looking for Palladin (2008) di Andrzej Krakowski, il cortometraggio Eve (2008) di Nathalie Portman, Holy Money (2009) e Christopher Roth (2010) di Maxime Alexandre, 13 - Se perdi... muori (2010) di Géla Babluani, Chez Gino (2011) di Samuel Benchetrit, Ristabbanna (2011) di Gianni Cardillo e Daniele De Plano.

Molto attivo anche in televisione, a dalla fine degli anni Cinquanta è apparso in vari film tv (Cry Vengeance - 1961 -, Canto per un altro  Natale - 1964 -, When Michael Calls - 1972 -, Fireball Forward - 1972 -, The Family Rico - 1972 -, Pursuit - 1972 -, You’ll Never See  Me Again - 1973 -, Maneater - 1973 -, The Death of Richie - 1977 -, Questione d’onore - 1982 – di Jud Taylor, Una gelata precoce - 1985 -, A Letter to Three Wives - 1985 -, Police Story - 1987 -, L’assassino è su di noi - 1987 -, People Like Us - 1990 -, Tradimento fatale - 1991 -, Tutta colpa dell’amore - 1993 -, Matrimonio d’onore - 1993 -, Parallel Lives - 1994 -, Fatal Vows: The Alexandra O’Hara Story - 1994 -, Cowboy dietro le sbarre -1995 - Una donna in fuga - 1996 - di Roberto Rocco, The Notorious 7 - 1997 -, Un bacio nel buio - 2000 -, Brian’s Song - 2001 - Gli  occhi della vita - 2002 -, Donne sbagliate - 2007 -, Meurtres à l’Empire State Building - 2008) ed in alcuni episodi di serie e miniserie (oltre alla già citata I giorni di Bryan ricordiamo Playhouse 90 - 1957-58 -, Kraft Television Theatre - 1958 -, Armchair Theatre - 1959 -, The DuPont Show of the Month - 1959 -, Sotto accusa - 1963-64, circa trenta episodi, QB VII - 1974 -, Il giorno che uccisero Kennedy - 1977 -, Cycle Simenon - 1993 -, Strangers - 1996 -, Angelo Nero - 1998 – di Roberto Rocco, Il tesoro di Damasco - 1998 -, Tre stelle - 1998 -, Piovuto dal cielo - 2000 -, Law & Order - Unità vittime speciali – 2001 -, Giovanni Paolo II - 2005 -, Tikhiy Don - 2006 -, L’onore e il rispetto - 2009 - di Salvatore Samperi e Luigi Parisi, Pupetta - Il coraggio e la passione - 2012).

Negli anni Settanta dirige anche due episodi del celebre Il Tenente Colombo (1971-78) con Peter Falk: Un amico da salvare (1974) e Assassinio a bordo (1975).

Nel 2011, pochi mesi prima della sua scomparsa, partecipa ai documentari Max Rose (2012) di Daniel Noah e Giuseppe Tornatore - Ogni film un’opera prima (2012) di Luciano Barcaroli e Gerardo Panichi.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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