Un ricordo di Dirk Bogarde nell’anniversario della sua nascita

Dirk Bogarde in "Il sole scotta a Cipro" di Ralph Thomas Dirk Bogarde in "Il sole scotta a Cipro" di Ralph Thomas
Cento anni fa nasceva il grande attore britannico, interprete di film quali “Il vento non sa leggere” e “Il sole scotta a Cipro” di Ralph Thomas, “Il servo” di Joseph Losey, “La caduta degli dei” e “Morte a Venezia” di Luchino Visconti, “Il portiere di notte” di Liliana Cavani e molti altri.

Nato a Londra nel 1921, Derek Jules Gaspard Ulric Niven van den Bogaerde, in arte Dirk Bogarde, figlio di un art director del «Times» e di un’attrice scozzese, frequenta l'Allen Glens College di Glasgow e l'University College di Londra e si diploma poi alla Chelsea Polytechnic School of Art e al Royal College of Art di Londra. Lavora come scenografo teatrale e nel 1939 debutta al London's West End in Cornelius di J.B. Priestley.

Durante la Seconda guerra mondiale presta servizio nell’Intelligence dell’esercito britannico sia in Europa che sul Pacifico.

Rientrato in patria, firma un contratto con la Rank Organisation, la più importante società di produzione cinematografica britannica dell’epoca, per la quale interpreta numerosi film dalla fine degli anni Quaranta fino all’inizio dei Sessanta.

Dopo alcuni ruoli in film tv (Rope di Stephen Harrison e Power Without Glory di Cloe Gibson, entrambi del ’47), esordisce al cinema in Passioni (1948) di Harold French, uno fra quattro episodi di The Alien Corn, tratto da racconti brevi di William Somerset Maugham, ed ottiene il suo primo ruolo da protagonista in I giovani uccidono (1950) di Basil Dearden.

Attore dotato di grande versatilità, eleganza e fascino, passa da ruoli drammatici come in La colpa del marinaio (1952) di Charles Crichton, a film di guerra o storici come Colpo di mano a Creta (1957) di Michael Powell e Emeric Pressburger, ispirato a un episodio bellico della Seconda guerra mondiale realmente accaduto, Verso la città del terrore (1958) di Ralph Thomas, tratto dal romanzo storico A Tale of Two Cities di Charles Dickens, La sposa bella (1960) di Nunnally Johnson, con Ava Gardner, Joseph Cotten e Vittorio De Sica, e che affronta il tema della guerra civile spagnola, Ponte di comando (1962) di Lewis Gilbert, con Alec Guinness e Anthony Quayle, e che si svolge all’epoca delle guerre napoleoniche, Il sole scotta a Cipro (1964) di R. Thomas, con Susan Strasberg, George Chakiris e Denholm Elliott; thriller come Victim (1961) di Basil Dearden, che lo vede protagonista nel primo film inglese che affronta il tema dell’omosessualità, all’epoca ancora reato, o il cupo e inquietante Il servo (1963) con Sarah Miles, e L’incidente (1967), con Michael York e Jaqueline Sasssard, entrambi diretti da Joseph Losey e sceneggiati dal grande drammaturgo Harold Pinter; commedie come Quattro in medicina (1954) e Un dottore in altomare (1955) di R. Thomas, con una giovane Brigitte Bardot, Il dilemma del dottore (1958) di Anthony Asquith, tratto dall’opera teatrale omonima di George Bernard Shaw.

Molto importante, alla fine degli anni Sessanta, sarà l’incontro con Luchino Visconti, che lo vuole protagonista nei primi due film della sua “Trilogia tedesca”: La caduta degli dei (1969) con Ingrid Thulin, Helmut Berger e una giovane Charlotte Rampling, e Morte a Venezia (1971), tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Mann ed interpretato anche da Silvana Mangano e Romolo Valli.

Nel ’74 è il torbido protagonista di Il portiere di notte di Liliana Cavani, con Charlotte Rampling e Philippe Leroy.

Tre anni dopo interpreta Providence (1977) di Alain Resnais, e Quell’ultimo ponte (1977) di Richard Attenborough, film di guerra con cast corale che comprende James Caan, Michael Caine, Sean Connery, Edward Fox, Elliott Gould, Gene Hackman, Anthony Hopkins, Hardy Krüger, Laurence Olivier, Ryan O’Neil, Robert Redford, Maximilian Schell e Liv Ullmann.

Nel ’78 Bogarde attira l’attenzione del tedesco Rainer Werner Fassbinder, il quale gli affida il ruolo da protagonista nell'inquietante Despair, tratto dal romanzo Disperazione di Vladimir Nabokov ed incentrato sul tema ossessivo dell'identità.

L’anno seguente si trasferisce in una fattoria in Provenza, dove si dedica all’attività di scrittore della sua autobiografia in sei volumi, tra i quali Snakes  Ladders (1978), e di alcuni romanzi di successo, come Voices in the Garden (1981), West of Sunset (1984) e UC Cleared for Take off (1994).

Torna a recitare in televisione nel 1981 con il film tv La storia di Patricia Neal di Anthony Harvey e Anthony Page, con Glenda Jackson (nel ruolo di Patricia Neal), ed in cui interpreta lo scrittore Roald Dahl.

Dopo un altro film tv (May we Borrow Your Husband? – 1986 – di Bob Mahoney, tratto da Graham Greene) e The Vision (1987), episodio della serie Screen Two, nel ’90 il grande attore inglese interpreta nel suo ultimo film, Daddy nostalgie, diretto dal francese Bertrand Tavernier, recentemente scomparso, e che narra del reincontro fra un padre ormai malato ed una figlia (Jane Birkin) troppo a lungo distante.

Fra gli altri film ricordiamo Donna nel fango (1950) e Il diavolo nello specchio (1958) di Anthony Asquith, Il giardiniere spagnolo (1956) di Philip Leacock, tratto dal libro omonimo di A.J. Cronin, il musicale Ombre sul palcoscenico (1963) di Ronald Neame, con Judy Garland e Jack Klugman, Per il re  e per la patria (1964) e Modesty Blaise- La bellissima che uccide (1966) di Joseph Losey, Darling (1965) di John Schlesinger, con Julie Christie e Laurence Harvey, L’uomo di Kiev (1968) di John Frankenheimer, la penultima  sceneggiatura scritta da Dalton Trumbo, Oh, What a Lovely War! (1969) di Richard Attenborough (al suo esordio alla regia), film musicale tratto dall'opera teatrale omonima ed interpretato anche da John Gielgud, Vanessa Redgrave, Laurence Olivier e Maggie Smith, Il serpente (1973) di Henri Verneuil, con Yul Brynner, Henry Fonda e Virna Lisi.

All’inizio degli anni Novanta si ritira a vita privata.  Muore a Londra nel maggio del '99 a causa di un attacco cardiaco.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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