Un ricordo di Edith Head, la costumista della Hollywood classica

Edith Head (a sinistra) con Peter Falk e Anne Baxter in " Il Tenente Colombo" Edith Head (a sinistra) con Peter Falk e Anne Baxter in " Il Tenente Colombo"
Quarant’anni fa moriva a Los Angeles la grande costumista americana, nota per aver lavorato in oltre quattrocento film nel corso di oltre cinquant’anni di carriera.

Nata a San Bernardino - in California - nell’ottobre 1897, Edith Claire Posener – meglio nota come Edith Head -  si laurea nel 1919 e comincia una carriera da insegnata a La Jolla.

Quattro anni dopo, pur non avendo alcuna esperienza in campo cinematografico, decide di rispondere ad un annuncio pubblicitario della Paramount Pictures, che cercava personale per il dipartimento costumi.

Comincia così, disegnando costumi per i protagonisti di film muti, la sua carriera alla Paramount, che proseguirà per oltre quarant’anni (nel ’67 si trasferirà alla Universal).

In totale, la sua lunga e ricca carriera comprende oltre quattrocento film e va da Ali (1927) di William A. Wellman fino a Il mistero del cadavere scomparso (1982) di Carl Reiner, parodia del cinema noir degli anni Quaranta, interpretato da Steve Martin e Rachel Ward. Sarà il suo ultimo film e la pellicola è a lei dedicata.

Già nel corso degli anni Trenta e Quaranta era una fra le costumiste più affermate ad Hollywood, ma furono i Cinquanta a segnare il suo dominio assoluto in questo campo, grazie anche alla pubblicazione di alcuni suoi libri di moda, alle partecipazioni allo show televisivo di Art Linkletter, celebre presentatore dell’epoca, nonché ovviamente ai costumi realizzati per le dive di quegli anni: ricordiamo ad esempio gli abiti per Gloria Swanson in Viale del tramonto (1950) di Billy Wilder, per Audrey Hepburn in Vacanze romane (1953) di William Wyler e per Grace Kelly in La finestra sul cortile (1954) di Alfred Hitchcock, compreso il celebre “Abito di Parigi”, che appare nelle prime scene del film e che in seguito verrà considerato una sorta di icona della moda.

Fra i numerosi film a cui ha lavorato ricordiamo Lady Eva (1941) e I dimenticati (1941) di Preston Sturges, Il fuorilegge (1942) di Frank Tuttle, Il prigioniero del terrore (1944) di Fritz Lang, La casa sulla scogliera (1944) di Lewis Allen, La fiamma del peccato (1944) di Billy Wilder, I cercatori d’oro (1944) di Hal Walker, Quella di cui si mormora (1946) di Curtis Bernhardt, Lo strano amore di Martha Ivers (1946) di Lewis Milestone, Notorious - L’amante perduta (1946) di Alfred Hitchcock, La seconda signora Carroll (1947) di Peter Godfrey, La moglie celebre (1947) di H. C. Potter, Il valzer dell’imperatore (1948) di Billy Wilder, Il vagabondo della foresta (1948) di Norman Foster, Le furie (1950) di Anthony Mann, Aquile nell’infinito (1955) di A. Mann, All’ombra del patibolo (1955) di Nicholas Ray, Ore disperate (1955) di William Wyler, Artisti e modelle (1955) di Frank Tashlin, La rosa tatuata (1955) di Daniel Mann, Colpo proibito (1956) di Russell Birdwell, L’uomo che sapeva troppo (1956) di A. Hitchcock, La montagna (1956) di Edward Dmytryk, Il mago della pioggia (1956) di Joseph Anthony, I violenti (1956) di Rudolph Maté, Testimone d’accusa (1957) di B. Wilder, Tavole separate (1958) di  Delbert Mann, L’agguato (1959) di Norman Panama, Quel tipo di donna (1959) di Sidney Lumet, C’era una volta un piccolo naviglio (1959) di Norman Taurog, Un uomo da vendere (1959) di Frank Capra, Il giorno della vendetta (1959) di John Sturges, Colazione da Tiffany (1961) di Blake Edwards, Gli uccelli (1963) e Marnie (1964) di A. Hitchcock, La signora e i suoi mariti (1964) di Jack Lee Thompson, Una Rolls Royce gialla (1964) di Anthony Asquith, I quattro figli di Katie Elder (1965) di Henry Hathaway, La grande corsa (1965) di B. Edwards, Lo strano mondo di Daisy Clover (1965) di Robert Mulligan, Il sipario strappato (1966) di A. Hitchcock, Airport 75 (1975) di Jack Smight, Torna El Grinta (1975) di Stuart Millar, Il temerario (1975) di George Roy Hill, L’uomo che volle farsi re (1975) di John Huston, Complotto di famiglia (1976) di A. Hitchcock, Airport 77 (1977) di Jerry Jameson, Olly, Olly, Oxen Free (1978) di Richard A. Colla. 

All’inizio degli anni Settanta appare (nel ruolo di se stessa) in Il segreto di Nora Chandler (1973), episodio della celebre serie tv  Il Tenente Colombo (1971-78)diretto da Richard Quine ed interpretato da Peter Falk, Anne Baxter, Mel Ferrer e Kevin McCarthy.

Edith Head è ancora oggi la donna che ha vinto più Oscar e ottenuto più nominations dell’intera storia del cinema; nonché è la quarta persona ad aver ricevuto più premi Oscar (otto - compreso il doppio Oscar del ’51 sia per i costumi a colori sia in bianco e nero - su ben trentasei nominations): L’ereditiera (1949) di William Wyler, Sansone e Dalila (1949) di Cecil B. DeMille Eva contro Eva (1950) di Joseph L. Mankiewicz, Un posto al sole (1951) di George Stevens, Vacanze romane (1953) di W. Wyler, Sabrina (1954) di Billy Wilder, Un adulterio difficile (1961) di Melvin Frank, La stangata (1973) di George Roy Hill.

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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