Un ricordo di Elizabeth Taylor nell’anniversario della sua nascita

Un ricordo di Elizabeth Taylor nell’anniversario della sua nascita foto Carlo Riccardi
La grande attrice americana, interprete di film quali “Torna a casa, Lassie!” di F. Wilcox, “Il gigante” di George Stevens, “La gatta sul tetto che scotta” di Richard Brooks, "Venere in visone" di Daniel Mann, “International Hotel” di Anthony Asquith, “Chi ha paura di Virginia Woolf?” di Mike Nichols, “La bisbetica domata” di Franco Zeffirelli, “Riflessi in un occhio d’oro” di John Huston ed altri, avrebbe novant’anni.

Nata a Londra nel 1932 da genitori americani, Elizabeth Rosemond Taylor - meglio nota come Elizabeth/“Liz” Taylor  - torna negli Stati Uniti all’età di sei anni e esordisce al cinema a undici nel celebre Torna a casa Lassie! (1943) di Fred M. Wilcox.

L’anno seguente è già diva di prima grandezza per via del grande successo di Gran Premio (1944) di Clarence Brown, con Mickey Rooney ed una giovanissima Angela Lansbury (la futura Jessica Fletcher di La signora in giallo) al suo secondo film.

Nel ’46, in Vita col padre di Michael Curtis interpreta nuovamente una teenager. Dopo ruoli da signorina in cerca d’amore - Piccole donne (1949) di Mervyn LeRoy, tratto dal libro omonimo di Louisa May Alcott ed interpretato anche da June Allyson, Janet Leigh - , giovane sposina - Il padre della sposa  (1950) di Vincente Minnelli, con Spencer Tracy -, neomamma - Papà diventa nonno (1951), anch’esso diretto V. Minnelli, sequel del sopra citato Il padre della sposa -, e di sofisticata “rubamariti” (termine antiquato all’epoca molto in voga) in Un posto al sole (1951) di George Stevens, con Montgomery Clift, Shelley Winters e Raymond Burr (il futuro Perry Mason); all’apice della sua carriera, inanella numerosi successi - L’ultima volta che vidi Parigi (1954)  di Richard Brooks, con Van Johnson ed un giovane Roger Moore -, Il gigante (1956) di G. Stevens, con Rock Hudson e James Dean, al suo terzo ed ultimo film prima della sua prematura scomparsa, L’albero della vita (1957) di Edward Dmytryk, con M. Clift e Eva Marie Saint -, La gatta sul tetto che scotta  (1958) di R. Brooks, tratto dal dramma teatrale di Tennessee Williams e con Paul Newman e Burl Ives -, Improvvisamente l’estate scorsa  (1959) di Joseph L. Mankiewicz - offrendo ottime performances di donne volitive, coraggiose, gradatamente più consapevoli, con cui ottiene tre Nomination all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista (per L’albero della vita, La gatta sul tetto che scotta e Improvvisamente l’estate scorsa).

La statuetta arriva nel ’60 con Venere in visone di Daniel Mann, con Laurence Harvey, in cui interpreta una “ragazza-squillo” dall’ambigua e difficile personalità.

Tre anni dopo la sua carriera ha una svolta quando interpreta l’imperatrice egiziana in Cleopatra (1963), con Richard Burton, il pomposo e ridicolo kolossal di J. L. Mankiewicz che si rivelerà un disastro economico che porterà al fallimento della Titanus.

In International Hotel (1963) di Anthony Asquith recita nuovamente con R. Burton, e, in seguito, offre una superlativa performance in Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) di Mike Nichols, con R. Burton e George Segal, e con cui vince un secondo Oscar come Miglior Attrice Protagonista.

Dopo La bisbetica domata (1967) di Franco Zeffirelli, tratto dalla commedia teatrale omonima di William Shakespeare ed interpretato anche da R. Burton, Cyril Cusack e da un giovane Michael York al suo secondo film, e Riflessi in un occhio d’oro (1967) di John Huston, tratto dal libro omonimo di Carson McCullers e con Marlon Brando, non riesce più a trovare personaggi interessanti e, a partire dagli anni Settanta, dirada le sue apparizioni.

Nel 1980 offre una buona interpretazione di una matura e capricciosa attrice in Assassinio allo specchio (1980) di Guy Hamilton, tratto dal libro omonimo di Agatha Christie ed interpretato anche da Angela Lansbury, Rock Hudson, Kim Novak, Tony Curtis, Geraldine Chaplin e Edward Fox.

Negli anni successivi si dedica soprattutto al teatro ed alla televisione e, dopo la scomparsa di Richard Burton (avvenuta nel 1984 all’età di cinquantanove anni) e di Rock Hudson (avvenuta l’anno dopo a sessant’anni), diventa un’attiva promotrice di raccolte fondi per la lotta contro l’Aids.

A partire dal 2003 si ritira a vita privata.

Fra gli altri film ricordiamo  La porta proibita (1944) di Robert Stevenson, tratto dal romanzo Jane Eyre di Charlotte Brontë, Le bianche scogliere di Dover (1944) di Clarence Brown, Il coraggio di Lassie (1946) di Fred M. Wilcox, sequel del già citato Torna a casa, Lassie!, Cynthia (1947) di Robert Z. Leonard, Alto tradimento (1949) di Victor Saville, La sbornia di David (1950) di Norman Krasna,  Ivanhoe (1952) di R. Thorpe, Rapsodia (1954) di Charles Vidor, La pista degli elefanti (1954) di William Dieterle, Lord Brummell (1954) di Curtis Bernhardt, con Stewart Granger e Peter Ustinov, Castelli di sabbia (1965) di Vincente Minnelli, Il dottor Faustus (1967) di Richard Burton e Nevill Coghill, I commedianti (1967) di Peter Glenville, Cerimonia segreta (1968) di Joseph Losey, L’unico gioco in città (1970) di George Stevens,  Under Milk Wood (1972) di Andrew Sinclair,  Ad un’ora della notte (1973) di B. G. Hutton, Identikit (1974) di Giuseppe Patroni Griffi, C’era una volta Hollywood (1974) di Jack Haley Jr, Il giardino della felicità (1976) di George Cukor, Gigi (1977) di Harold Prince, Il giovane Toscanini (1988) di Franco Zeffirelli, I Flintstones (1994) di Brian Levant.

Attiva anche in televisione, è apparsa in vari film tv - La lunga notte di Entebbe (1976) di Marvin J. Chomsky, Un amore impossibile  (1978) - di Joseph Hardy, Tra amiche  (1983) di Lou Antonio,  Una lettera per Josh  (1986)  di Joseph Sargent,  La dolce ala della giovinezza (1989) di Nicholas Roeg, These Old Broads  (2000) di Matthew Diamond ed in alcuni episodi di serie e miniserie - General Hospital (1981), La valle dei pini (1983-84), Hotel  (1984), Nord e Sud  (1985), Murphy Brown  (1996), La tata  (1996).

Pubblicato in Cinema

Articoli correlati (da tag)


 


 

Agrpress

AgrPress è una testata online, registrata al Tribunale di Roma nel 2011, frutto dell’impegno collettivo di giornalisti, fotografi, videomakers, artisti, curatori, ma anche professionisti di diverse discipline che mettono a disposizione il loro lavoro per la realizzazione di questo spazio di informazione e approfondimento libero, autonomo e gratuito.

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI