Un ricordo di Glenn Ford nel centenario della sua nascita

una scena di "Quel treno per Yuma" una scena di "Quel treno per Yuma"
Cent'anni fa nasceva il grande attore americano, interprete di film quali "Gilda" di Charles Vidor, "Il grande caldo" di Fritz Lang, "Quel treno per Yuma" di Delmer Daves  molti altri.

Nato a Sainte-Christine - in Canada, nella regione del Quebec - nel 1916, Gwylyn Samuel Newton Ford - meglio noto con il nome d'arte Glenn Ford - si trasferisce a Santa Monica - in California -  nel ’34, all’età di diciotto anni, e viene naturalizzato cittadino statunitense quattro anni dopo. La sua prima apparizione cinematografica è in Night in Manhattan (1938) di Herbert Moulton, in cui viene ancora accreditato con il suo vero nome.

Dopo aver lavorato in film quali Seduzione (1940) di Charles Vidor, in cui recita per la prima volta con Rita Hayworth - con la quale, nei venticinque anni successivi, lavorerà in altri quattro film -, Così finisce la nostra notte (1941) di John Cromwell, il western Texas (1941) di George Marshall, con il giovane William Holden, Martin Eden (1942) di Sidney Salkow, tratto dal libro omonimo di Jack London, e Ombre sul mare (1943) di William A. Seiter, la sua carriera di attore giovane e promettente viene interrotta dalla Seconda guerra mondiale. Si arruola come volontario in Marina e vi rimarrà per oltre due anni, fino alla fine della guerra.

A partire dal ’46, la sua carriera decolla definitivamente interpretando film quali il celebre noir Gilda (1946) di Charles Vidor, con Rita Hayworth, George MacReady e Joseph Calleia, L’anima e il volto (1946) di Curtis Bernhardt, con Bette Davis, Il cerchio si chiude (1947) di Richard Wallace, Gli amori di Carmen (1948) di Charles Vidor, con R. Hayworth, il western Non si può continuare ad uccidere (1948, conosciuto anche con il titolo L’uomo del Colorado) di Henry Levin, in cui lavora nuovamente con l’amico William Holden, il gangster-noir Mani lorde (1949) di Joseph H. Lewis, La sete dell’oro (1949) di S. Sylvan Simon, e altri.

Attore magnetico e molto versatile, negli anni Cinquanta e Sessanta, i suoi due decenni di maggior successo, lo ricordiamo in gangster movies (fra cui spiccano Il grande caldo - 1953 - e La bestia umana - 1954 - di Fritz Lang), in film drammatici (Il seme della violenza - 1955 -di Richard Brooks, con un giovane Sidney Poitier, L’imputato deve morire - 1955 - di Mark Robson, Oltre il destino -1956 - di Curtis Bernhardt, Operazione terrore - 1962 - di Blake Edwards, I quattro cavalieri dell’Apocalisse - 1962 - di Vincente Minnelli, Destino in agguato - 1964 - di Ralph Nelson, La trappola mortale - 1966 - di Burt Kennedy), avventurosi (Trinidad - 1952 - di Vincent Sherman, I ribelli dell’Honduras - 1953 - di Jacques Tourneur) bellici (Inferno sul fondo - 1958 - di Joseph Pevney), commedie (Gazebo - 1959 - di George Marshall, Angeli con la pistola -1961 - di Frank Capra, con Bette Davis, Hope Lange ed un giovane Peter Falk pre Tenente Colombo, e con cui ottiene un Golden Globe come Miglior Attore Protagonista, Una fidanzata per papà - 1963 - di Vincente Minnelli, con Shirley Jones, Dina Merrill e con Ron Howard - all’epoca bambino di otto anni -, Il granduca e Mr Pimm - 1963 - di David Swift) ed in moltissimi western (Il segreto del lago - 1951 - di Michael Gordon, Il traditore di Fort Alamo - 1953 - di Budd Boetticher, Uomini violenti - 1955 .- di Rudolph Maté, La pistola sepolta - 1956 - di Russell Rouse, Vento di terre lontane - 1956 - di Delmer Daves, con Felicia Farr, Rod Steiger, Ernest Borgnine, Valerie Frenche ed un giovane Charles Bronson, il celebre Quel treno per Yuma - 1957 - di Delmer Daves, tratto dall’omonimo racconto di Elmore Leonard ed interpretato anche da Van Heflin, Felicia Farr, Leora Dana, Henry Jones e Richard Jaeckel, Cowboy - 1958 - di Delmer Daves, con Jack Lemmon, La legge del più forte - 1958 - di George Marshall, con Shirley MacLaine e Leslie Nielsen, Cimarron - 1960 - di Anthony Mann, con Maria Schelle Arthur O' Connell, Sfida oltre il fiume rosso - 1967 - di Richard Thorpe, L’ultimo colpo in canna - 1968 - di Jerry Thorpe, Assalto finale - 1968 - di Phil Karlson, Il pistolero di Dio - 1968 - di Lee H. Katzin, Smith! - 1969 - di Michael O’ Herlihy).

A partire dagli anni Settanta dirada notevolmente le sue apparizioni cinematografiche (ricordiamo il bellico La battaglia di Midway - 1977 - di Jack Smight, con Henry Fonda, Robert Mitchum, Charlton Heston e Toshiro Mifune - e Superman - 1978 - di Richard Donner, in cui interpreta il ruolo del padre adottivo di Clark Kent/Superman - Christopher Reeve) ed aumenta quelle televisive.

Nel ‘78 viene ammesso alla Western Performers Hall of Fame del “National Cowboy & Western Heritage Museum di Oklahoma City.

L'anno seguente lavora per la prima volta in Italia nel modesto horror Stridulum (1979) di Giulio Paradisi.

Dopo Compleanno di sangue (1980) di Jack Lee Thompson e Il giorno degli assassini (1981) di Brian Trenchard-Smith, interrompe la sua carriera per sei/sette anni. Tornerà brevemente sul grande schermo nell’89 e, dopo qualche altra apparizione in film “minori” (Casabanca Express - 1989 - di Sergio Martino, Border Shootout - 1990 - di Chris McIntire, Intuizioni mortali - 1991 - di David A. Pryor), si ritira definitivamente a vita privata.

Fra gli altri film ricordiamo Heaven With a Barbed Wire Fence (1939) di Ricardo Cortez, My Son is Guilty (1939) e Babies For Sale (1939) di Charles Barton, Convicted Woman (1940) e Men Without Souls (1940) di Nick Grinde, Blondie Plays Cupid (1940) e Go West, Young Lady (1941) di Frank R. Strayer, Flight Lieutenant (1942) di Sidney Salkow, Desperados (1943) di Charles Vidor, L'ultimo orizzonte (1946) di William A. Wellman, La donna senza amore (1946) di C. Vidor, Richiamo d'ottobre (1948) e Mani lorde (1949) di Joseph H. Lewis, Purificazione (1949) di Gordon Douglas, Il dottore e la ragazza (1949) di Curtis Bernhardt, La torre bianca (1950) di Ted Tezlaff, Condannato! (1950) e Il mistero del V3 (1950) di Henry Levin, Il messaggio del rinnegato (1951) di Leslie Fenton, Follow the Sun (1951) di Sidney Lanfield, Il guanto verde (1952) di Rudolph Maté, Avvocato di me stesso (1952) di Mitchell Leisen, Trinidad (1952) di Vincent Sherman, con R. Hayworth, Terrore sul treno (1953) di T. Tezlaff, I saccheggiatori del sole (1953) di John Farrow, I ribelli dell'Honduras (1953) di Jacques Tourneur, City Story (1954) di William Beaudine, L'americano (1955) di William Castle, L'imputato deve morire (1955) di Mark Robson, Il ricatto più vile (1956) di Alex Sagal, La casa da tè alla luna d'agosto (1956) di Daniel Mann, Alla larga dal mare (1957) di Charles Walters, Il falso generale (1958) e Tanoshimi, è bello amare (1961) di George Marshall, Operazione terrore (1962) di Blake Edwards, Il granduca e Mr. Pimm (1963) di David Swift, Compagnia di codardi? (1964) di G. Marshall, Destino in agguato (1964) di Ralph Nelson, Tre donne per uno scapolo (1964) di Delbert Mann, Gli indomabili dell'Arizona (1965) di Burt Kennedy, con Henry Fonda, La trappola mortale (1965) di B. Kennedy, con R. Hayworth e Joseph Cotten, Parigi brucia? (1966) di René Clement, 48 ore per non morire (1966) di Gilberto Gazcon, Fratellanza della campana (1970) di Paul Wendkos, Santee (1973) di Gary Nelson, Target Eva Jones (1974) di Luciano B. Carlos, Ultimo rifugio: Antartide (1980) di Kinji Fukasaku,.                      

Nel ‘93 viene insignito della prestigiosa Legion d’Onore francese per le azioni svolte durante la Seconda guerra mondiale.

Glenn Ford muore nell’agosto 2006 all’età di novant’anni.

La sua autobiografia, A Life in Film - da lui cominciata nel 2004, interrotta nel 2006 per via della sua scomparsa, e portata a termine e curata dal figlio Peter e da Christopher Nickents, verrà pubblicata nel 2011.

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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