Un ricordo di Julie Adams, interprete di “Là dove scende il fiume”, “Il traditore di Forte Alamo” e “Il mostro della laguna nera”

Julie Adams ne "Il mostro della laguna nera" di Jack Arnold Julie Adams ne "Il mostro della laguna nera" di Jack Arnold
Se n’è andata all’età di novantadue anni l’attrice americana nota per film quali “La dove scende il fiume” di Anthony Mann, “Il traditore di Forte Alamo” di Budd Boetticher, Il diario di un condannato” di Raoul Walsh, “L’avventuriero della Louisiana” di Rudoplh Maté, “Il mostro della laguna nera” di Jack Arnold, “La guerra privata del maggiore Benson” di Jerry Hopper, Scialuppe a mare” di Joseph Pevney, “I bassifondi del porto” di Arnold Laven, ed altri.

«Piango la scomparsa di Julie Adams. Fa male in un posto nel profondo di me, dove nuotano i mostri» (Guillermo Del Toro, facendo chiaro riferimento a Creature From the Black Lagoon di Jack Arnold, a cui si è ispirato per il suo La forma dell’acqua)

Nata a Waterloo - nell’Iowa - nell’ottobre 1926, Betty May Adams - meglio nota come Julie Adams - esordisce al cinema alla fine degli anni Quaranta in ruoli secondari in film come The Dalton Gang (1949) di Ford Beebe, Red, Hot and Blue (1949) di John Farrow, I misteri di Hollywood (1951) di William Castle e Vittoria sulle tenebre (1951) di Mark Robson.  

All’inizio degli anni Cinquanta ha l’occasione di lavorare da protagonista in vari film western con alcuni fra i maggiori attori della Hollywood dell’epoca (James Stewart, Arthur Kennedy e Rock Hudson in Là dove scende il fiume - 1952 - di Anthony Mann, Robert Ryan in Dan il terribile - 1952 - di Budd Boetticher, Glenn Ford ne Il traditore di Forte Alamo - 1953 -, anch’esso diretto da B. Boetticher, Rock Hudson ne Il diario di un condannato - 1953 - di Raoul Walsh, Tyrone Power ne L’avventuriero della Louisiana - 1953 - di Rudolph Maté, Van Heflin ne Le ali del falco - 1953 - di B. Boetticher).

Nel 1954 interpreta il personaggio per cui è maggiormente nota, quello di Kay Lawrence in Creature From the Black Lagoon (Il mostro della laguna nera) di Jack Arnold, considerato quasi all’unanimità come un film cult della fantascienza-horror anni Cinquanta (con notevoli riferimenti di polemica antimaccartista). Molti anni dopo, parlando del suo ruolo in Creature From the Black Lagoon, la Adams affermerà: «Credo che la cosa migliore del film sia quello che lo spettatore prova per la creatura, quello che proviamo per lui e per la sua situazione».

Dopo qualche altro film (La guerra privata del maggiore Benson - 1955 - di Jerry Hopper, con un giovane Charlton Heston, La rapina del secolo - 1955 - di Joseph Pevney, Gli sciacalli - 1955 - di Abner Biberman, con Rory Calhoun, Casa da gioco - 1955 - di J. Hopper, con Rock Hudson, Scialuppe a mare - 1956 - di J. Pevney, con Jeff Chandler,  I bassifondi del porto - 1957 - di Arnold Laven, con Richard Egan ed un Walter Matthau ad inizio carriera), verso la fine del decennio la sua carriera cinematografica subisce una brusca battuta d’arresto e, nei successivi cinquant’anni circa la Adams lavorerà soprattutto in televisione, apparendo in alcuni episodi di decine di telefilm (Alfred Hitchcock Presents, The Andy Griffith Show, Il dottor Kildare, Perry Mason, La parola alla difesa, Ironside, Mannix, The Jimmy Stewart Show, Hawking, Le strade di San Francisco, Kojak, Starsky e Hutch, Il Tenente Colombo, Pepper Anderson agente speciale, Charlie’s Angels, La donna bionica, Wonder Woman, Capitol, La signora in giallo, Un detective in corsia, Cold Case e molti altri)

Fra gli altri film ricordiamo L’oro maledetto (1952) di Ted Tetzlaff, The Underwater City (1962) di Frank MacDonald, Tickle Me (1965) di Norman Taurog, con Elvis Presley, il poliziesco È una sporca faccenda, tenente Parker! (1973) di John Sturges, con John Wayne.

A partire dal 2012, dopo la pubblicazione della sua autobiografia (The Lucky Southern Star: Reflections From the Black Lagoon), si era ritirata a vita privata, continuando tuttavia ad intervenire in vari convegni festival cinematografici (come ad esempio nel 2014, in occasione della proiezione dell’edizione restaurata di Creature From the Black Lagoon, sessant’anni dopo la sua uscita).

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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